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Sapevate che le persone che bevono caffè amaro hanno più probabilità di scoprirsi psicopatiche? Una recente ricerca, di cui parleremo tra poco, ha messo in risalto questa scoperta, un collegamento tra chi beve il caffè amaro e chi ha problemi nella società o quanto meno, si è scoperto psicopatico.

Il caffè è una bevanda che ognuno gusta con le quantità di zucchero che preferisce, anche se gran parte della popolazione in Italia sostiene di preferire il caffè completamente amaro. Bene, se anche voi siete tra questi, sappiate che c’è una grande probabilità di scoprire la vostra indole psicopatica.

La ricerca è partita in Austria, precisamente all’Università di Innsbruck, molto prestigiosa e conosciuta nel mondo per le sue ampie ricerche sui comportamenti umani. In questo caso i ricercatori hanno preso un campione di 1000 persone, tra cui soggetti già conosciuti per una tendenza a qualche psicopatia.

Caffè amaro: provoca psicopatie?

Se sia veramente così o meno, non possiamo garantirlo. Noi, ovviamente, ci fidiamo dei dati che ci riporta l’Università di Innsbruck.

Gli psicologi hanno dichiarato: “Questi soggetti forniscono la prova empirica che la preferenza per un gusto amaro è legata a tratti della propria personalità malevoli, ambigui e con scarsa empatia”.

Ovviamente, la ricerca e il suo esito non sono rivolti a tutti gli amanti del caffè amaro. Semplicemente il dato conferma che chi ha tratti meno socievoli e più marcati verso comportamenti scorretti nei confronti della società, preferisce dei gusti amari piuttosto che zuccherati o speziati.

Tutto questo, come sempre, va preso con le pinze. Ricordiamo che chi aggiunge lo zucchero al caffè va a ridurre l’effetto energizzante della bevanda stessa. Questo comporta che chi assume caffè senza zucchero, e soprattutto, se lo assume più volte al giorno, si mostra più nervoso e più energico rispetto a chi aggiunge lo zucchero.

Sappiamo inoltre che il caffè di per sé è una bevanda che se assunta in maniera scorretta, può toccare il sistema nervoso. Per questo potrebbe avere effetti non graditi su chi ne fa assunzione. E questo non cambia nel caso di caffè amaro o dolce.

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L’uomo è ciò che mangia e in base a ciò che mangia pensa, e di conseguenza si comporta. Ciò che entra nel nostro organismo attraverso l’alimentazione, l’acqua, l’aria, il pensiero degli altri, i suoni ecc. costruisce il nostro organismo. Se ciò che forma il nostro corpo è povero di nutrienti, contaminato o impuro anche la mente, la coscienza e lo spirito ne subiranno gli effetti. C’è una profonda correlazione tra ciò che mangia l’individuo la sua salute, il suo pensiero, il suo carattere, la sua condotta, la sua sfera energetica, morale e spirituale, il suo relazionarsi con l’ambiente. Continua a leggere..


E’ il risultato di uno studio condotto in California.

(ANSA) – ROMA – Una cattiva salute mentale è legata a una cattiva qualità dell’alimentazione. Ciò vale a prescindere dalle caratteristiche personali come età, istruzione, età, reddito. E’ questo il risultato di uno studio condotto dalla Loma Linda University e pubblicato sull’International Journal of Food Sciences and Nutrition.

Secondo la ricerca, che è stata svolta in California, coloro che consumavano più junk food avevano anche maggiori probabilità di riportare sintomi di stress psicologico moderato o grave rispetto ai loro coetanei che invece seguivano una dieta più sana. E’ stato riscontrato che l’aumento del consumo di zucchero è associato al disturbo bipolare e il consumo di cibi fritti o contenenti elevate quantità di zucchero e cereali trasformati è collegato alla depressione.

“E’ forse giunto il momento di dare uno sguardo più da vicino al ruolo della dieta nella salute mentale – spiega Jim E. Banta, autore principale dello studio – perché può essere che le scelte di una dieta sana contribuiscano alla salute mentale. Sono necessarie ulteriori ricerche prima di poter rispondere in modo definitivo, ma le prove sembrano puntare in questa direzione”.

La ricerca ha esaminato i dati di una serie di sondaggi condotti in California tra il 2005 e il 2015 su più di 240mila persone. Lo studio ha rilevato che quasi il 17% degli adulti californiani rischiano di soffrire di malattie mentali: il 13,2% con moderato stress psicologico e il 3,7% con grave disagio psicologico. (ANSA).

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Articolo di Marco Trevisan


In questo articolo vi è uno studio pratico, intuitivo e intellettuale sulla legge che lega il colore verde, la quinta musicale e il calore enunciata da Gustavo Rol, sensitivo e veggente italiano del XX secolo.

Gustavo Rol

Nato a Torino nel 1903 da famiglia agiata, cresce in un ambiente ricco e colto, si laurea in legge nel 1933 sebbene prediliga l‘arte e la musica.
Secondo i suoi racconti e le testimonianze, la sua svolta spirituale avviene attraverso l’incontro di un “personaggio misterioso” a Marsiglia.
Durante la sua vita studiò e affinò proprie qualità spirituali mettendole al servizio del prossimo. Muore a Torino il 22 settembre 1994.

Ci sono molte testimonianze di Gustavo Rol: scritti, quadri, registrazioni audio e telefoniche, nonché testimonianze personali di persone che lo frequentavano.
Rol tocca una moltitudine di temi e porta le persone a riflettere sull’esistenza dello spirito attraverso “giochi” con le carte ed esperimenti para-psichici.
Di certo tra tutte le sue enunciazioni quella che più colpisce è questa:

“Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde,
la quinta musicale ed il calore.
Ho perduto la gioia di vivere.
La potenza mi fa paura non scriverò più nulla”
Gustavo Rol

Gustavo Rol comprese che l’uomo può divenire la “porta” che mette in comunicazione il mondo della materia e dello spirito.
Attraverso i suoi studi, i suoi talenti e la pratica aveva appreso come farsi porta ed espressione dello spirito nel mondo materiale.
Per fare questo utilizzava sollecitare i tre canali percettivi più comunemente usati: visivo, uditivo e cinestesico per “accordare” il proprio corpo con la psiche in una precisa vibrazione.

Il verde – visivo

Il verde è il colore a metà dello spettro visivo percepibile dall’occhio umano.
Qualsiasi corpo (materia) ha una sua vibrazione misurabile con le onde elettromagnetiche, quando un corpo è colpito dalla luce essa riflette la sua vibrazione (onde elettromagnetiche) generando il colore del corpo stesso.

L’essere umano percepisce i differenti tipi di colore perché il senso della vista è in grado di leggere le diverse vibrazioni emesse dai corpi che attraversano la luce.
La visualizzazione nelle pratiche di meditazione è molto diffusa.
Se l’uomo in uno stato di calma, visualizza un limone tagliato a spicchi, scopre che l’acquolina in bocca cresce con molta velocità, poiché il corpo risponde agli stimoli della mente e della realtà in egual misura perché non in grado di distinguerne la differenza.
Immaginando il colore verde Gustavo Rol “carica” la psiche della vibrazione generata dalle frequenze del colore verdeche producenedo un collegamento tra la materia e lo spirito.
Utilizzando lo schema dei chakra, il colore verde rappresenta proprio il chakra del cuore, il quale fa da ponte tra i tre chakra inferiori legati agli istinti e alla materia, e a quelli superiori legati allo spirito e ai piani sottili.

La quinta nota musicale – uditivo

L’intervallo di quinta giusta è l’intervallo esistente tra due note distanti tra loro sette semitoni, ovvero tre toni e un semitono.
Per esempio, la quinta giusta del Do è il Sol. (Definizione di Wikipedia)
Anche in questo caso Rol utilizza l‘intervallo di quinta per richiamare in sé stesso quella precisa vibrazione, poiché due note suonate assieme a questa distanza nella scala musicale creano una consonanza perfetta. Attraverso il canale uditivo e l’immaginazione riusciva ad accordare la psiche e il corpo nella stessa vibrazione emanata dall’equilibrio delle note riprodotte da uno strumento.

Il calore-cinestesico

Le vibrazioni prodotte dall’immaginazione del colore verde e dall’intervallo di quinta portano a sviluppare un caloresul corpo prodotto dalla psiche.
E’ il calore, generato dall’effetto “diapason” della psiche sul corpo, che “accordati” perfettamente a metà tra la materia e lo spirito creano una porta comunicante tra di essi.

Aumentare il calore rende malleabile la materia e quindi modificabile
Il calore sviluppato all’interno del corpo, generato dalla concentrazione mentale
di determinate frequenze come quella del colore verde e della quinta musicale,
portano a Rol ad aprire le porte dei mondi sottili, ovvero di entrare nelle dimensioni invisibile che coesistono all’interno della realtà tridimensionale del mondo materiale.

Sono cosciente di non possedere ciò che dono.
Nei miei esperimenti è la psiche a far da grondaia allo spirito”
Gustavo Rol

Fonte

Approfondimenti: http://www.gustavorol.org/index.php/it/

L’unico libro di Gustavo Rol (raccolta delle sue lettere e appunti):

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L’ intestino umano è rivestito da oltre 100 milioni di cellule nervose: è praticamente un cervello a sé stante. E in effetti, l’intestino parla al cervello, rilasciando ormoni nel flusso sanguigno che, nel corso di circa 10 minuti, ci dicono “quanto sia affamato o che non avremmo dovuto mangiare un’intera pizza”. Ma un nuovo studio rivela che l’intestino ha una connessione molto più diretta con il cervello attraverso un circuito neurale che gli consente di trasmettere segnali in pochi secondi. 

Queste scoperte potrebbero portare a nuovi trattamenti per l’obesità, i disturbi alimentari e persino la depressione e l’autismo, tutti fattori collegati a un intestino malfunzionante.

Lo studio rivela “una nuova serie di percorsi che utilizzano le cellule intestinali per comunicare rapidamente con … il tronco cerebrale”, afferma Daniel Drucker, uno scienziato clinico che studia i disordini intestinali presso il Lunenfeld-Tanenbaum Research Institute di Toronto, in Canada, che non era coinvolto nel lavoro. Sebbene restino molte domande prima che le implicazioni cliniche diventino chiare, dice il ricercatore: “Questo è un nuovo fantastico pezzo del puzzle”.

Nel 2010, il neuroscienziato Diego Bohórquez della Duke University di Durham, nella Carolina del Nord, ha fatto una scoperta sorprendente guardando attraverso il suo microscopio elettronico. Le cellule enteroendocrine, che fissano il rivestimento dell’intestino e producono ormoni che stimolano la digestione e sopprimono la fame, hanno protrusioni che assomigliano alle sinapsi utilizzate dai neuroni per comunicare tra loro. Bohórquez sapeva che le cellule enteroendocrine potevano inviare messaggi ormonali al sistema nervoso centrale, ma si chiedeva anche se potevano “parlare” al cervello usando segnali elettrici, come fanno i neuroni. Se è così, le cellule endocrine dovrebbero inviare i segnali attraverso il nervo vago, che viaggia dall’intestino al tronco cerebrale.

I ricercatori hanno iniettato un virus della rabbia fluorescente, che è stato trasmesso attraverso sinapsi neuronali, nei topi e hanno aspettato che le cellule enteroendocrine e i loro partner si accendessero. ” Questi partner si sono rivelati essere neuroni vagali“, riferiscono i ricercatori su ScienceIn una capsula di Petri, le cellule enteroendocrine raggiungevano i neuroni vagali e formavano connessioni sinaptiche l’una con l’altra. Le cellule emettevano persino glutammato, un neurotrasmettitore coinvolto nell’odore e nel gusto, che i neuroni vagali raccoglievano nell’arco di 100 millisecondi, più velocemente di un battito di ciglia.

“La velocità delle connessioni sinaptiche delle cellule enteroendocrine è molto più veloce di quanto gli ormoni possano viaggiare dall’intestino al cervello attraverso il flusso sanguigno”, dice Bohórquez.  “La lentezza degli ormoni può essere responsabile dei fallimenti di molti soppressori dell’appetito. Il passo successivo è studiare se questa segnalazione gut-brain fornisce al cervello informazioni importanti sui nutrienti e sul valore calorico del cibo che mangiamo”.

Un altro studio, pubblicato sulla rivista Cell, rivela come le cellule sensoriali dell’intestino ci possano beneficiare ulteriormente. I ricercatori hanno utilizzato i laser per stimolare i neuroni sensoriali che innervano l’intestino nei topi, producendo sensazioni gratificanti che i roditori hanno lavorato duramente per ripetere. La stimolazione laser ha anche aumentato i livelli di un neurotrasmettitore stimolante l’umore chiamato dopamina nel cervello dei roditori.

“Combinate, le due ricerche aiutano a spiegare perché stimolare il nervo vago con la corrente elettrica può trattare una grave depressione nelle persone”, dice Ivan de Araujo, un neuroscienziato della Icahn School of Medicine del Monte Sinai a New York, che ha guidato lo studio. I risultati possono anche spiegare perché, a livello base, mangiare ci fa sentire bene. “Anche se questi neuroni sono al di fuori del cervello, si adattano perfettamente alla definizione di neuroni di ricompensa “che guidano la motivazione e aumentano il piacere”, dice il ricercatore.

Fonte: Science

L’UOMO è una miscela di animale e angelo. Le proporzioni possono variare — un pugile professionista è per lo più animale, un missionario è per lo più angelo; ma in ogni uomo vi sono entrambi, l’animale e l’angelo. Il problema non è escludere uno o l’altro, ma migliorare la qualità di ognuno.

Il guaio per noi tutti non è che siamo animali, ma che siamo poveri animali. Ogni anno sprechiamo milioni di dollari in cerca della salute, e anche miliardi di piedi per libbra per la produzione di energia perché abbiamo abbandonato i sentieri della Natura e ci siamo impantanati nelle sabbie mobili di una fallace intellettualità. La vitalità è il pilastro che regge sia la mente sia lo spirito.

La Salute dovrebbe essere insegnata in modo sistematico, approfondito e coinvolgente in ogni casa, scuola e chiesa del mondo. E dal momento che gli uomini in generale hanno perso i loro istinti salutari, dovremmo imparare le norme dell’igiene dagli animali della foresta.

C’è qualche motivo per cui dovremmo costruire “istituzioni modello” per il ricovero degli inabili, invece di imparare a prevenire l’insorgere delle inabilità? Mentre il mondo progredisce, anche le nuove malattie (o per lo meno i nuovi nomi delle malattie) dovrebbero moltiplicarsi con rapidità allarmante?

Abbiamo preso in considerazione l’argomento della salute per il verso sbagliato. Spendiamo cento dollari nel tentare di ricuperare la salute quando dovremmo spendere un dollaro per imparare a mantenerci in salute. Ci diamo una svegliata soltanto quando crolliamo a pezzi. Di conseguenza paghiamo ogni anno circa un miliardo e mezzo di dollari per questa follía, somma che potremmo risparmiare se prestassimo sufficiente attenzione alla prevenzione delle perdite non necessarie dovute a malattie e morte in questo Paese.

Probabilmente la peggiore, e sicuramente piú diffusa malattia in America è l’umaníte, ovvero il febbrile desiderio di essere super-civilizzati. L’onesta salute negli elementi ispidi, ruvidi e grezzi della vita è stata sostituita da un malsano assortimento di rifiniture da serra riscaldata che non servono a nulla se non ad aumentare l’orgoglio e l’indolenza di una società. Piú un uomo si arricchisce, meno si cura di sé stesso; e per ammalarsi, un uomo deve avere lasciato inerte una qualche parte di sé. Abbiamo bisogno di essere tolti dalle mani dai nostri servitori e di essere privati dei nostri lussi.

Considera la anti-igienica giornata dell’uomo medio “di successo”. Ha dormito in una stanza troppo calda e poco ventilata. Si alza tardi — e la sua intera giornata viene immediatamente marchiata con la “Fretta”. Fa un bagno frettoloso, non abbastanza caldo da lubrificare la macchina corporea, né abbastanza freddo da svegliare la mente per affrontare la giornata.

La sua colazione, ingurgitata frettolosamente e senza appetito, consiste principalmente di crema di cereali e frutta acida — una combinazione alimentare che quasi sicuramente scatenerà una ribellione nello stomaco.

Fa una corsa per acchiappare il tranvai, il treno o la limousine, afferrando per strada un quotidiano, e mentre il veicolo lo porta in centro sballottandolo, lui disturba la vista, la digestione e i sentimenti riempiendosi la mente di tragedie e stupidaggini da tutto il mondo, che non gli saranno di alcuna utilità per la sua giornata. Raggiunto l’ufficio con stomaco e cervello irritati e lamentosi, egli inizia a lavorare in condizioni non adatte a sopportare le sollecitazioni su occhio, orecchio, cervello e nervi che sono richieste nel mondo moderno a un uomo di successo. Se si sente “giú di corda” manda qualcuno in farmacia a prendergli delle pastiglie per il mal di testa – e causa ulteriori danni allo stomaco.

Lavora indossando vestíti assurdi e scomodi — dalle scarpe strette, al colletto alto e rigido. Non avendo mai imparato la scienza del rilassamento, lavora freneticamente, sino al momento di uscire per il pranzo dell’una di pomeriggio. Arriva al ristorante profondamente immerso in pensieri e problemi attraverso i quali i succhi gastrici non possono percolare. Il piú delle volte, parla di “trattative commerciali” tra un caffè e un sigaro — una consuetudine che, secondo analisi scientifiche, appare fisiologicamente e psicologicamente insensata.

Dopo un giorno passato in stretto isolamento, corre nei quartieri alti, si veste con abiti ancóra piú assurdi, fa una cena pesante e poi spinge sé stesso a partecipare a un evento serale che gli fa perdere le migliori ore di sonno — dalle dieci di sera a mezzanotte — e infine si butta nel letto con la sensazione orribile di dover fare la stessa cosa l’indomani, e il giorno dopo, e il giorno dopo ancóra per il resto dei suoi giorni.

Che cosa c’è di sbagliato in quest’uomo ? Lui semplicemente non conosce il significato e lo scopo della civilizzazione, e dei mezzi per raggiungere un fine ne ha fatto il fine stesso. L’oggetto della civilizzazione è quello di sviluppare il cervello umano, cosa che fa in modo preciso, tramite l’attrito, la competizione, la costrizione e le abitudini della vita americana del Ventesimo Secolo. Ma mentre la civilizzazione rafforza il cervello, essa indebolisce il corpo. L’infinita sfilza delle malattie croniche è prodotta e perpetuata dalla civilizzazione. Solamente se l’uomo ridiventa incivile, o de-civilizza sé stesso nel corso di una certa porzione del suo tempo, può sperare di raggiungere grande longevità abbinata a una grande produttività.

Noi siamo adesso nel terzo stadio dello sviluppo della razza. Nella prima infanzia della razza siamo stati animali; nell’adolescenza della razza siamo stati personaggi di romanzi, adoratori di miti, favole, dogmi, superstizioni; nella fase dell’età adulta della razza siamo macchine mentali o industriali; nella fase del superuomo della razza saremo spiriti liberati, con cervello, cuore e corpo completamente sviluppati, che vengono usati e comandati dai loro coscienti proprietari. La terza fase, quella mentale, è la meno sana di tutte; poiché non ha la forza persistente della fase del corpo, la fede vivificante della fase del cuore, o l’equilibrio rinnovatore della fase dell’anima.

Guardiamo adesso attentamente alla saggezza superiore degli animali, in termini di abitudini, consuetudini e istinti pertinenti la salute. La Natura è la vera guida per la salute; e nella molteplicità di cure, culti, -patíe, -ologíe e -ismi moderni, la nostra sicurezza è ínsita nel ricorso alla Natura. Mentre la Medicina, la Psicología e la Chirurgía potranno essere necessarie in casi acuti di malattie specifiche, un modo di vivere puramente naturale è il migliore per preservare la salute. Possiamo imparare questo dagli animali, nei seguenti aspetti :

1. Cibi naturali. — Gli animali mangiano solamente quando hanno fame, i cibi piú semplici, al solo scopo di soddisfare l’appetito. Miriadi di esseri umani mangiano tre volte al giorno — e non hanno mai davvero fame. Per essere affamato, dovresti sentire l’acquolina in bocca al solo pensiero di una fetta di pane integrale spalmata di burro. Se, come ci viene détto, nove decimi di tutti i nostri malanni derivano da cattiva digestione, potremmo ben dire che le malattie nascono a metà strada tra i fornelli del cuoco e la carta del menú. Perché quasi tutti gli alimenti che devono essere cotti devono ancóra di piú essere conditi, e una cena è letale a causa della sua varietà. Chi di noi proporrebbe un trancio di carne cruda come piatto forte di un banchetto ? Schiere di disturbi comuni potrebbero essere ascritti in gran parte alla moda attuale di mescolare tutti i tipi di alimenti, prima nella cucina del cuoco e poi sulla carta del menu.

Un pranzo ideale, contenente elementi per sostenere la vita e soddisfare la fame, è un pezzo di pane di Graham con il burro, un uovo in camicia, un bicchiere di latte puro e una mela cotta. Quante persone, invitate a pranzo, oserebbero ordinare un pasto del genere ? Sei piatti principali sono sufficienti per un qualsiasi pasto. Eppure alcuni dei nostri piú nobili statisti, invitati a feste e banchetti, vanno a letto con un mal di stomaco vecchio stile a causa della “ospitalità” dovuta alla loro popolarità. Vera ospitalità significa riempire il cuore, la mente e l’anima dei nostri amici — non il loro stomaco. E attendo con ottimismo il tempo in cui l’unico bene commestibile offerto a un ospite di passaggio sarà una deliziosa e rinfrescante bevanda — calda d’inverno, fredda d’estate, piú rispettosa della sua digestione che del nostro orgoglio.

2. Sonno naturale. — Gli animali dormono quando il mondo è al buio, si svegliano quando il loro sonno è concluso, e si rilassano perfettamente durante il processo. Noi uomini e donne trasformiamo la notte in giorno e perdiamo tre o quattro ore all’inizio del riposo notturno; di conseguenza dipendiamo dalla sveglia per alzarci quando vorremmo dormire, e abitualmente dormiamo in una tensione di nervi originata dalle preoccupazioni di casa o dell’ufficio, dai piaceri della mezzanotte, o dal letto, dalla biancheria da letto e dalla camera da letto che non c’entrano nulla con la materia del sonno. Per quasi tutte le persone della civiltà americana, le ore di sonno salutari sono dalle dieci di sera alle sei o sette di mattina. Una o due volte alla settimana è permesso, e credo sia psicologicamente desiderabile, posticipare di un’ora o poco piú il momento di coricarsi; e di tanto in tanto, per uscire dalla monotonía, uno potrà persino rimanere alzato tutta la notte. Ma coricarsi a un sano orario fisso è una delle imperative necessità della nostra vita. Un sonno incompleto e insufficiente è un grande fattore in quella schiera di guai nervosi che oggi affliggono gli americani. Il letto è il pezzo piú importante dell’arredamento di casa. Una delle cattive abitudini della vita americana è la prevalenza dei letti singoli e stretti, che violano il principio della necessità di muoversi che sussiste anche durante il riposo. Nessuno può dormire bene su un lettino largo tre piedi. Inconsciamente, cambiamo la nostra postura durante il sonno — e mantenere la stessa posizione durante le otto ore di sonno non è piú naturale di mantenerla durante le otto ore di coscienza da svegli.

Il letto dovrebbe essere sufficientemente largo e lungo da consentire una completa e comoda distensione su tutti i lati. Un materasso ortopedico ben spesso, di morbidezza garantita; una serie di molle indistruttibili che permettano la massima elasticità; un corredo di coperte lunghe abbastanza da potere essere rimboccate bene sotto il materasso; un cuscino sottile, e camicie da notte traspiranti e larghe, in particolare intorno al collo; — queste sono alcune delle essenzialità del sonno naturale. Il grande principio è mantenere i piedi caldi e la testa fresca, dato che la profondità dell’assopimento è proporzionale alla diminuzione dell’afflusso di sangue alla testa. Il cuscino dovrebbe avere uno spessore inferiore ai sei pollici e una sufficiente durezza che non sia scomoda. I cuscini morbidi e spessi sono fatti per teste morbide e spesse.

3. Esercizio fisico naturale. — Gli animali sono costretti a fare esercizio fisico, per procurarsi il cibo; ma il loro è un gioco, che non è un fastidio ma un piacere. Per gli uomini vale l’opposto. Piú in alto arriva un uomo, piú sta seduto. Niente può sostituire l’esercizio fisico all’aperto, che è il regolatore automatico della digestione, della respirazione, della circolazione, dell’eliminazione. Ogni intellettuale, per mantenersi “in forma” nella mente e nel fisico, dovrebbe trascorrere un’ora all’aria aperta tutti i giorni, impegnandosi in una breve passeggiata, andando a cavallo, praticando atletica, o qualche altro tonico fisiologico che faccia muovere i muscoli.

4. Bagni naturali. — Agli animali viene fatto eseguire un costante processo di rafforzamento e salute — garantito dall’avere il loro corpo esposto alle intemperie. Allo stesso modo, il corpo umano è stato fatto per essere bagnato dalla pioggia — guarda quanto velocemente il ragazzino corre fuori, senza ombrello e senza farsi notare, nel bel mezzo di un acquazzone estivo. Un indicatore primario della salute è che ti puoi godere un bagno, qualsiasi sia la stagione dell’anno. Ma un bagno freddo non s’addice mai a un corpo freddo; e, a meno che uno non abbia una grande riserva di energía, l’abluzione mattutina dovrebbe sempre essere sufficientemente temperata da evitare il fastidio. Si dice che l’acqua possa essere usata in mille modi diversi, per la conservazione o il ricupero della salute. Ogni uomo, donna e bambino dovrebbero conoscere per principio e per esperienza, il tipo, il numero e la durata dei bagni, settimanali o giornalieri, piú adatti al carattere, alla natura e alla necessità del singolo.

5. Aria naturale. — Gli animali immergono continuamente i polmoni nell’ossigeno, non temono “le correnti d’aria”, permettono alle rinfrescanti e tonificanti brezze di giocare sul corpo giorno e notte, estate e inverno, durante tutto l’anno. Ma nelle nostre città, dove si suppone che gli animali umani siano al massimo dell’efficienza, ci sono migliaia di negozî, fabbriche, caseggiati e appartamenti i cui abitanti non lasciano entrare aria pura fin quando il caldo non li obbliga ad aprire le finestre. Aerare la casa una volta al giorno non è sufficiente — ogni finestra deve essere mantenuta sempre aperta, anche soltanto di un pollice in alto. Ci sono ventilatori brevettati che deflettono le correnti d’aria fredda esterna e diffondono gradualmente l’ossigeno nella stanza. Una delle abitudini piú salutari è quella di fare un bagno di aria prima di andare a letto, indossando semplicemente accappatoio e sandali e camminando velocemente per dieci o quindici minuti, con le finestre tutte spalancate. Noi non temiamo l’esposizione agli elementi atmosferici, bensí temiamo che venga esposta la nostra paura degli elementi. Chiunque abbia superato la paura dell’aria pura in misura sufficiente da provare a dormire sotto a un portico per qualche mese ti dirà quanto sia impossibile per una persona veramente sana dormire tra quattro grandi mura e una piccola finestra in quella che chiamiamo camera da letto.

6. Luce solare. — Gli animali vengono rivitalizzati, disinfettati e resi asettici dallo splendore del sole, che è il piú grande germicida, detergente e tonico noto alla Scienza. Se si potesse inventare un modo di imbottigliare la luce solare, e venderla alle persone malate a un prezzo esorbitante, l’inventore diventerebbe miliardario in un batter d’occhio. Abbiamo bisogno di piú finestre nelle nostre case, perché nemmeno una casa su cinquanta ne ha abbastanza. Una casa dovrebbe essere riguardata come una semplice cornice per la luce solare. Chiunque costruisca una casa dovrebbe inserire nel progetto un salotto per il sole; un tale salotto sarebbe molto piú salutare del salotto per le chiacchiere. Non raccomanderei, infatti, di far entrare molta luce in un salotto ordinario; questo, essendo in genere ornato a stucco, rischierebbe di sciogliersi se troppo sole lo colpisse. In ogni malattia c’è sempre un’ampia striatura di artificialità.

Lasciamo inondare le nostre case e i nostri cuori di luce; strappiamo via le tende pesanti dalle nostre finestre e dalla nostra mente; rendiamoci conto che la salute non è altro che verità trasformata in vita. E se vogliamo che la verità ci diriga dobbiamo cercare Dio e la Natura. Dio guarisce l’anima, la Natura guarisce il corpo; quando abbiamo imparato ad applicare questo fatto, aumenteremo enormemente la lunghezza e la forza della nostra vita.

Perché il modo per star bene non è quello di inghiottire qualcosa, ma di imparare qualcosa — e quindi viverlo !

 

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Ieri siamo andati alla ricerca di alberi sui quali poterci arrampicare.

I miei bambini hanno da sempre questo bisogno urgente dell’arrampicata e ultimamente la cosa è diventata ancora più intensa. Anche per questo motivo in giardino abbiamo piantato tre alberi ma sono ancora piccoli per ospitare le loro scalate e visto che dove abitiamo la natura e i parchi giochi regnano sovrani, abbiamo preso le nostre biciclette e ci siamo catapultati alla ricerca di alberi adatti, in grado di far mutare i due piccoletti in vere e proprie scimmie.

Sembravamo degli esploratori in missione, tutti a puntare gli occhi di qua e di là, a sfrecciare da un parco giochi all’altro, da un prato all’altro ma di alberi degni di una vera arrampicata nemmeno l’ombra! Ci siamo accorti che vengono tagliati i rami bassi probabilmente proprio per non permettere l’arrampicata di grandi e piccini, forse per una questione di sicurezza.

Viviamo in una società che mette il divieto al bambino di arrampicarsi sugli alberi ignorando l’immensa utilità psicofisica di quest’attività divertente, antica e naturale.

Boy Sitting on Branch — Image by © Mina Chapman/Corbis

Boy Sitting on Branch — Image by © Mina Chapman/Corbis

Provate a portare un bambino anche piccolo, di 2-3 anni, dinnanzi ad un albero con i rami bassi, alla sua portata. Egli inizierà a suo modo ad arrampicarsi. E ciò avviene d’istinto, senza aver visto nessuno farlo, non è una questione di imitazione ma proprio di una spinta interna alla scalata. Il bambino ha bisogno di arrampicarsi!

Le motivazioni che si nascondono dietro a questo bisogno sono innumerevoli: viene naturalmente allenata la concentrazione, il coraggio si fortifica, viene messa in moto la volontà, idee, pensieri e riflessioni si attivano, la curiosità prende il volo, il corpo si fortifica, si allena, sperimenta, l’entusiasmo si accende, la fantasia e la creatività si alleano, l’esperienza insegna, la prospettiva cambia, si entra in contatto con l’albero e i suoi rami, con la natura nella sua più autentica espressione. E’ un modo originario di approcciarsi al mondo!

bisogno-di-arrampicarsi

Gli alberi diventano così non più solo elementi immobili ma compagni dinamici di giochi e avventure che rendono giorno dopo giorno corpo e mente del bambino più elastici, più flessibili, più dinamici.
Spesso impieghiamo tanto tempo per programmare attività sportive o gite fuori casa per visitare quel parco di divertimenti quando i bambini avrebbero bisogno di attività più semplici, come la possibilità di arrampicarsi sugli alberi.

 

La paura dell’adulto di veder salire un bambino su di un albero lo porta a eliminare la possibilità di arrampicata: nelle scuole e nei parchi i bambini non sperimentano più questa importante attività ludica ma anche auto-educativa. Immaginate il mio stupore e la mia gioia nel vedere alla scuola steineriana dei miei bimbi i piccoli d’uomo che già all’asilo salgono e scendono infinite volte su alberi che non aspettano altro di ospitarli e su strutture altissime per loro costruite proprio per promuovere l’arrampicata.

arrampicarsi

L’atteggiamento di fiducia dell’adulto nei confronti delle abilità del bambino rende quest’ultimo più forte, più sereno e più vivo. Se andiamo nei parchi giochi e non ci sono alberi adatti per far arrampicare i bambini, permettiamo loro di salire fino in cima alle strutture di legno per l’arrampicata, se se la sentono e manifestano questo loro desiderio: non blocchiamoli con i nostri no!

arrampicarsi

Cerchiamo allora di ritornare alla natura seguendo la via più semplice, quella più immediata che spesso è sotto ai nostri occhi e non riusciamo però a vedere: ritorniamo bambini insieme ai nostri bambini, arrampichiamoci con loro sugli alberi, sperimentiamo questo modo di vivere originario!

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