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Il marchio italiano Womsh ha lanciato una nuova linea di scarpe veganrealizzate a partire dagli scarti della mela. Si tratta di sneakers ecologiche e con ottime caratteristiche tecniche, perfette per tutte le persone che ci tengono ad indossare scarpe che non contengano pelle animale ma che siano anche funzionali, comode e dal design moderno.

La moda si sta adeguando sempre più velocemente alle nuove esigenze del mercato che richiedono abiti, ma anche scarpe e accessori, realizzati in maniera ecostenibile e senza sfruttamento animale. Vi abbiamo parlato già della la linea divestiti e stivali fatti con pelle di ananas e seta di arancio e della pelle vegan tutta italiana nata dagli scarti della produzione di vino.

Spicca ora tra le nuove proposte una linea di sneacker (pratiche e comode scarpe da ginnastica da utilizzare tutti i giorni), prodotte interamente in Italia e a marchio Womsh. Cosa hanno di particolare? Sono 100% vegetali e nascono grazie all’utilizzo di un tessuto innovativo ricavato a partire dalle fibre delle mele (ottenute dagli scarti industriali biologici) unite poi al poliuretano in una percentuale del 50% per ciascun materiale. Il tessuto a base di mele, ecologico e green, è stato chiamato “apple skin”.

Il risultato finale è qualcosa di molto simile alla pelle animale senza lo svantaggio però di dover far del male a qualcuno per poterla realizzare. Una valida alternativa, dunque, ai più comuni materali derivati da animali che hanno fatto guadagnare all’azienda che produce l’apple skin, la Frumat Leather, il premio “Technology and innovation” al Green Carpet Fashion Award 2018.

L’azienda italiana con sede a Bolzano che produce questa similpelle vegetale la ottiene utilizzando buccia e torsolo della mela, ossia quelle parti del frutto che solitamente vengono scartate. In realtà già altri materiali a base di mela, Cartamela e Pellemela, erano stati ideati per realizzare fazzolettini e rotoli a cucina ma anche calzature e rivestimenti di divani.

Ottime anche le caratteristiche della linea vegan di scarpe Womsh. Oltre ad essere ecologiche, infatti, sono in grado di mantenere bene il calore del piede garantendo un’ottima traspirabilità e inoltre sono impermeabili.

Il marchio Womsh si vuole distinguere in quanto a sostenibilità anche con altre iniziative come quella che prevede di piantare un albero di cacao per ogni acquisto di sneakers della linea vegan. Vi è anche la possibilità di restituire le vecchie e usurate scarpe 100% vegetali riportandole nei negozi autorizzati e ottenendo così un buono sconto per i prossimi acquisti.

Dunque non si butta via nulla ma tutto quello che è possibile si ricicla e riusa, ad esempio la gomma che serve in seconda battuta per realizzare pavimenti anticaduta dei parchi giochi per bambini grazie al progetto Il giardino di Betty.

E un occhio di riguardo c’è anche per il sociale. Queste scarpe sono prodotte interamente in Italia con un’attenzione particolare alla qualità e alle condizioni di lavoro delle persone che le realizzano.

Scegliere scarpe come queste è una buona idea per chi si sta orientando su acquisti consapevoli che tengano conto di ambiente, diritti dei lavoratori e benessere animale.

Fonte

Ormai da diversi anni circolano teorie archeologiche alternative, che rileggono la storia dei resti arrivati fino a noi sotto un’ottica totalmente diversa. La verità non sarà forse mai dimostrabile, ma qui ad Incredibiliaci piace lasciarci trasportare dall’idea che forse le cose che abbiamo sempre dato per scontate… siano in realtà un po’ diverse.

Comunque un dato di fatto c’è: la nostra galassia ha oltre 14 miliardi di anni, la nostra terra 4.8 miliardi di anni. Cosa sono comparati con questi numeri i poco più di 5.000 anni di storia della nostra civiltà? Se anche volessimo dar retta alle teorie alternative, che credono nell’esistenza di civiltà organizzate circa 30.000 anni fa, parliamo sempre di numeri ridicoli comparati con la storia del nostro pianeta.

Verità? Leggende? Chi lo sa. Resta il fatto che lo stesso concetto di Storiaè abbastanza discutibile: più andiamo indietro nel tempo, più le fonti sulle quali si basano le più comuni informazioni scritte nei libri ufficiali sono quanto meno… nebulose. E si sa, spesso nella nebbia si possono vedere cose che non esistono, e si possono nascondere verità scomode o discutibili per i più.

Proviamo quindi a fare questo viaggio nell’archeologia alternativa, senza troppi preconcetti: se anche alcune delle cose che vedremo sono state o saranno dimostrate come “bufale”, ci saranno comunque sempre un bel po’ di cose che non tornano secondo le teorie ufficiali. E se proprio non volete dargli nessuna chance, godetevi questo viaggio come vi godete un bel film di fantascienza.

Il nostro viaggio parte, ovviamente, dall’antico Egitto.

La storia ufficiale ci racconta che le famose piramidi del Cairo sono le tombe di tre celebri faraoni: Cheope, Kefren, e Micerino.

Secondo le teorie degli egittologi più accreditati, furono costruite da schiavi circa 5.000 anni fa.

La piramide più grande, quella di Cheope, è composta da 2.300.000 blocchi di pietra che pesano dalle 2,5 alle 60 tonnellate. 60 tonnellate, per la cronaca, sono l’equivalente del peso di 6 autocarri medio-pesanti.

Secondo la storia ufficiale questa piramide fu costruita da schiavi nell’arco di circa 20 anni.

Se facciamo due conti, vorrebbe dire che gli schiavi hanno lavorato tutti i giorni, per 7.300 giorni consecutivi, mettendo una pietra sopra l’altra ogni 2 minuti. Pietre da 60 tonnellate.

Altro dato curioso: se le guardiamo dal suo punto più alto, la punta della piramide è spostata solo di 6 millimetri rispetto alla sua base.

6 millimetri di errore dopo aver spostato 2.300.000 pietre di 60 tonnellate ad una altezza di 150 metri, 5.000 anni fa.

Per capire, nemmeno i nostri edifici più moderni hanno margini di errore di questo tipo. Anzi, siamo proprio abbastanza lontani.

Dicono che le piramidi fossero tombe.

Quando furono scoperte, gli archeologi dovettero entrare con la dinamite, trovando un sarcofago chiuso da una lastra di diverse tonnellate. Spostata la lastra, dentro era completamente vuoto. La spiegazione ufficiale? Profanatori di tombe.

Quindi in teoria questi profanatori di tombe entrarono (chissà come, visto che non c’era nessuna entrata), spostarono una lastra di pietra di diverse tonnellate (non si sa come), svuotarono il sarcofago, lo richiusero, e se ne andarono. Mmmm.

Una altro dato interessante: gli egiziani dipingevano o scolpivano geroglifici dappertutto. Ma proprio ovunque. Questo tipo di dipinti vi ricorda qualcosa?

Ci raccontarono tutto della loro vita, perfino di come di facevano il bagno!

 

Sappiamo dei loro dei, delle loro tradizioni. Sappiamo tutto. Però, delle piramidi, non ci hanno raccontato nulla.

Ma la cosa più importante e strana: nelle piramidi non è stato trovato nessun geroglifico. Neanche uno!

Sappiamo poi che le piramidi sono allineate con la costellazione di Orione. La più conosciuta e visibile nel cielo.

Beh, le piramidi sono esattamente allineate con la costellazione di Orione, se proprio vogliamo essere precisi…

Ci dicono che le piramidi furono costruite da schiavi usando rampe, pulegge, tronchi di legno.

Sarà vero? Curioso che ancora oggi, con tutta la nostra tecnologia, ci risulta impossibile realizzare una replica esatta delle piramidi con la stessa precisione che utilizzarono gli Egiziani. Ma passiamo alla Sfinge.

Avete mai pensato a come è fatta la Sfinge?

Beh, è un UNICO BLOCCO di pietra intagliata. Come fecero per muoverlo? Non ci risulta che utiizzassero gru di questo tipo nell’antichità… e anche volendo, queste gru non basterebbero ad alzarla e spostarla.

Però secondo la storia ufficiale, questi super schiavi spostavano i blocchi di pietra come e dove volevano. Guardiamo per esempio la statua di Ramses II.

Quando la trovarono, decisero giustamente di spostarla in città per dedicarle un museo…

Però risultò che la statua era fatta di un unico blocco di pietra di 1.000 tonnellate, impossibile spostarlo senza tagliarlo a pezzetti. Decisero quindi di costruirci… il museo intorno.

Passiamo al tempio di Osiride ad Abydos. Tra le sue pietre custodisce un rompicapo forse ancora più grande.

Guardate bene questo disegno…

Non è un dipinto, anche se lo sembra. È intagliato nella pietra. O meglio, è scavato talmente in profondità che anche raschiando per diversi centimetri la pietra, rimane sempre visibile.

Come se fosse BRUCIATO nella pietra. Una tecnica ancora oggi sconosciuta, che nessuno è stato ancora in grado di spiegare e replicare.

Impossibile replicarlo ancora oggi.

E guardiamo cosa rappresenta: il cosiddetto Fiore della Vita.

Citando wikipedia, il Fiore della Vita “è una figura geometrica composta da cerchi multipli sovrapposti e composti in una simmetria esagonale, a formare una figura simile a un fiore.”

E’ un simbolo che incontriamo ovunque nel mondo. Anche Da Vinci gli dedicò alcuni studi

Facciamo ora un salto nella Città Proibita, a Pechino.

Troviamo i cosiddetti “Leoni di Fu”. Eccoli qui.

Ma aspetta un attimo: cos’hanno sotto la zampa?

Guardiamo meglio…

Detalle de la “Flor de la Vida”. Serie de seis círculos que se intersectan.

Sembra proprio lui, il Fiore della Vita…

Torniamo ora in Egitto. E’ stata da poco scoperta una città sommersa chiamata Heracleion, a largo di Alessandria. Guardate un po’ cosa è stato trovato li sotto:

Sono molte le culture che vedevano il leone come il guardiano della conoscenza.

Monumenti simili li vediamo nelle nostre città tutti i giorni, ma il simbolo ora sappiamo che deriva da una antica tradizione, e non può essere una coincidenza.

Ma spostiamoci ora in Messico, a Teotihuacan. Questa è la Piramide del Sole.

Sarà un caso che anche questa piramide insieme alle altre che fanno parte dell’incredibile santuario messicano, siano allineate alla Costellazione di Orione?

Anche le dimensioni della base delle due piramidi (di Cheope in Egitto, e del Sole in Messico) sono simili. Caso?

Com’è possibile che due culture che secondo la storia ufficiale non avevano nulla a che vedere l’una con l’altra, e che vissero in epoche diverse, costruirono monumenti semi identici allineati alle stesse stelle?

Tutt’ora un mistero. Ma ovviamente la faccenda non finisce qui: sono centinaia le costruzioni simili che si possono incontrare in diverse culture, epoche e parti del mondo. Guardiamo ai Maya (Messico) e ai Balinesi (Indonesia).

Le piramidi sono dappertutto.

Le possiamo ritrovare in qualsiasi angolo del pianeta terra. Piramidi in Cina, per esempio.

Il governo cinese ha provato in tutti i modi a nasconderne l’esistenza.

Addirittura su alcune hanno provato a piantarci sopra delle piante, sperando di nasconderle. Chissà poi perché non vogliono mostrarle al mondo…

 Anche qui in Italia abbiamo le nostre piramidi…

In Umbria abbiamo piramidi che pare siano Etrusche…

E in Bosnia, vicino a noi: dicono che sotto questa montagna ci sia anche qui, una piramide. Sara’ vero?

Molti archeologi, scienziati, investigatori affermano che si tratta di vere piramidi, altrettanti affermano che si tratta soltanto di montagne.

Quale sarà la realtà? Anche se effettivamente è strano che anche le montagne si allineano alla costellazione di Orione… Ma continuiamo. Sono state rinvenute piramidi sommerse anche in Giappone, a Yonagui.

Sono state fatte delle analisi al carbonio sul corallo che si è formato su queste costruzioni al momento in cui si sono sommerse.

Pare abbiano almeno 10.000 anni. Non sono pochini, considerato che secondo le teorie archeologiche ufficiali la prima civiltà umana ha poco più di 5.000 anni. Andiamo avanti:

Piramidi in Antartide.

Insomma, è evidente a questo punto che qualcosa di strano c’è, che i nostri libri di storia ufficiale non ce la raccontano proprio tutta.

Ma la verità verrà mai alla luce? E se ci fosse QUALCUNO che in realtà sa esattamente cos’è successo? Facciamo un salto nella Cueva de los Tayos, in Ecuador.

Nel 1984, in una località semi dispersa nella foresta dell’Ecuador, avvenne una scoperta incredibile.

Una scoperta che da allora è rimasta, ovviamente, nascosta ai più.

Sono stati trovati in questa caverna oltre 300 manufatti dall’origine alquanto misteriosa.

Questo pezzo, nella fattispecie, è anche noto come la Piramide Nera del Figlio del Creatore.

Si chiama cosí perché la traduzione delle iscrizioni che porta, è “il figlio del creatore proviene da qui

La pietra è bianca e nera, con una piramide di mattoni di 13 livelli disegnata sopra. C’è poi anche un occhio ingegnosamente intagliato sulla sua sommità della piramide

Qualcosa di interessante poi succede spegnendo la luce e applicando gli UV: sembra che la piramide sia fluorescente…

…e che quell’occhio non sia proprio un occhio “umano”.

Ma se questo vi sembra incredibile, guardate un po’ cosa c’è nascosto sotto la piramide stessa

Queste incrostazioni sotto forma di piccole placche d’oro rappresentano qualcosa di ormai noto: la costellazione di Orione.

A questo punto non possiamo negare che Orione rappresentasse qualcosa di molto importante per le nostre civilizzazioni antiche.

Però c’è qualcosa di più: davvero non sappiamo nulla di quello che successe migliaia di anni fa? O forse qualcuno lo sa? Guardiamo bene questa piramide

Non abbiamo visto centinaia di volte questo simbolo della piramide? Questo occhio?

Tanto la piramide sul dollaro, quanto la piramide trovata in Ecuador, contano 13 livelli di mattoni.

Altro caso? La piramide e l’occhio sono simboli utilizzati ancora oggi dalla massoneria, e da altre sette segrete come quella degli Illuminati.

Li troviamo un po’ dappertutto…

In tutti gli edifici che ci circondano!

Chiaramente è una simbologia vecchia migliaia di anni. E se qualcuno si stesse passando questa conoscenza di generazione in generazione? Quali segreti si staranno tramandando queste sette segrete? Le piramidi furono davvero costruite dagli Egizi, o gli Egizi le hanno soltanto trovate e riutilizzate? Esistette forse una antica civiltà globale che diede origine a tutto? E se la loro saggezza derivi in realtà da un’altra civiltà sparsa tra le galassie, e vecchia milioni di anni e lontana anni luce? Guardatevi queste 25 immagini che vi faranno rivalutare la vostra intera esistenza, giusto per capire perché non è poi così improbabile questa teoria…
Se siete arrivati fino a qui, vuol dire che un minimo vi siete appassionati all’argomento.

L’unica cosa che possiamo fare a questo punto, è suggerirvi un paio di letture per continuare nella vostra ricerca sull’argomento: Impronte degli dei di Graham Hancock, o l’italianissimo Scoperte archeologiche non autorizzate di Marco Pizzuti.

tratto da:http://www.incredibilia.it/

 

Il vecchio proverbio “una mela al giorno toglie il medico di torno” è perfettamente giustificato e sempre più confermato dai numerosi studi scientifici effettuati su questo meraviglioso frutto.


“La storia del Paradiso è stata quasi completamente fraintesa. La ‘’Mela’’ non è mai stato il cibo proibito per l’uomo, perché la Mela di fatto è la Regina di Tutti i frutti, il cibo divino paradisiaco, il vero “pane del cielo” ”.

Non è certamente un caso se la mela viene menzionata regolarmente, illustrata per fare riferimento ad uno stile di vita, dieta, regime alimentare e salute.

La mela è un frutto molto vecchio sulla nostra terra e sembra essersi evoluto sul piano genetico per sopravvivere ad una catastrofe che ha fatto estinguere numerose specie, secondo recenti ricerche.

La mela ha 17 cromosomi, mentre altri frutti della stessa specie, come la pesca, il lampone e la fragola, hanno tra 7 e 9 cromosomi.

I ricercatori stimano che questa duplicazione del genoma risale tra i 50 e i 65 milioni di anni e sarebbe una reazione di sopravvivenza ad un avvenimento che ha causato la distruzione massiccia di altre specie, particolarmente dei dinosauri.

UNA GRANDE VARIETÀ

A secondo dei paesi e delle regioni possiamo trovare diverse varietà di mela: McIntosh, Fuji, Red Delicious, Golden Delicious, Spartan,Imperatore, Gala, il Cortland, il Granny Smith, ecc.

La mela offre numerosi elementi nutritivi come un’elevata quantità di sali minerali, vitamine ed altre sostanze importanti. Contiene potassio, carbonato di sodio, bromo, calce, arsenico, silicio, magnesio, cloro, ossido di alluminio, ossido di ferro, inoltre contiene gli acidi: fosforico, gallotannico, formico e caproico.

La mela contiene vitamina C, ma in quantità relativamente modesta rispetto ad altri frutti. Gli studi hanno dimostrato che l’attività antiossidante corrispondente a 100 grammi di mela è equivalente all’effetto antiossidante di 1500 mg di vitamina C. Tuttavia, 100 g di mela contiene in media solo 5,7 mg di vitamina C. Evidentemente, l’attività antiossidante della mela proviene da altri elementi, quali la quercetina, le catechine, la florizina e l’acido clorogenico.

Il famoso detto “una mela al giorno toglie il medico di torno” è relativamente esatto, poiché l’ideale sarebbero “due mele al giorno”, questo è convalidato da una moltitudine di ricerche e di studi scientifici.

ALCUNE PROPRIETÀ DELLA MELA

Salute intestinale. Due tipi di fibre aiutano a regolarizzare il transito intestinale. Le fibre insolubili e le fibre solubili. La mela è particolarmente ricca in pectina, una fibra solubile che permette di fissare grandi quantità di acqua. Questo, perché la mela, terapeuticamente, ha sempre dato ottimi risultati in certe malattie intestinali, come la dissenteria e la diarrea infantile, aiuta, inoltre, a ridurre la stipsi.

Le fibre insolubili agiscono come veri agenti di pulizia intestinale. Le fibre solubili ed insolubili della mela agiscono insieme per eliminare dall’organismo i numerosi agenti tossici, compreso il mercurio ed il piombo e hanno un ruolo di protezione contro certi tumori. La pectina estratta dalle mele (es. nel succo del frutto) non ha gli stessi benefici come mangiarne una intera.

Protezione cardiovascolare e colesterolo. La quercetina è una delle sostanze antiossidanti contenute nella mela. Questo elemento impedisce alle molecole di ossigeno di attaccare le cellule dell’organismo. Un ventennio di ricerche ha dimostrato che le persone che consumano più quercetina, presentano un rischio di malattie cardiovascolari inferiore del 20% rispetto ai non consumatori. Le mele abbassano il tasso di “cattivo” colesterolo nel sangue ed aumentano quello “buono”, ossia, quello che protegge le nostre arterie e i nostri vasi sanguigni dalle malattie cardiovascolari.

Diabete e complicazioni. Le mele sono benefiche anche per i diabetici poiché, nonostante il loro contenuto di zuccheri, non causano un innalzamento di glucosio nel sangue.

Ipertensione. Le mele abbassano la pressione alta o ipertensione arteriosa e secondo certi studi, basterebbe anche aspirarne solamente l’odore affinché la pressione si normalizzi, secondo il dottore Schwartzt dell’università di Yale.

Protezione contro virus e batteri. Secondo gli studi condotti in Canada, il succo di mela distrugge numerosi virus come quello della poliomielite.

Mele e polmoni. I ricercatori hanno constatato una relazione positiva tra il consumo di mele ed il funzionamento dei polmoni. Nei consumatori di questi frutti si è constatata una più debole incidenza all’asma e una riduzione del rischio di sviluppare una malattia polmonare ostruttiva cronica.

Protezione contro alcuni tipi di tumori. Le fibre solubili ed insolubili della mela agiscono insieme, per eliminare dall’organismo numerosi agenti tossici, compreso il mercurio e il piombo e giocano un ruolo di protezione contro certi tumori. La quercetina, un flavonide, permetterebbe di inibire la crescita di cellule cancerogene nei polmoni, nel seno, nella prostata, nel fegato e nel colon.

La mela contro l’acidità e l’acido urico Ricercatori britannici hanno osservato che da ½ a 1 litro di succo di mela, di pompelmo o di succo di arancia al giorno aumenta il valore del pH urinario e l’escrezione di acido citrico. Questo fattore permette di ridurre considerevolmente il rischio di formazione di ossalato di calcio dei calcoli renali.

Perdita di peso. Una ricerca effettuata dall’Instituto di Medicina dell’Università di Rio de Janeiro, Brasile, ha dimostrato che donne obese (un totale di 411 tra i 30 e i 50 anni) sottoposte ad un regime dietetico comprensivo di una mela, o di una pera, o di un biscotto all’avena, tre volte al giorno, i 3 alimenti apportavano lo stesso numero di calorie. Al termine dello studio, durato 12 settimane, le consumatrici di mele e di pere avevano perso il 50% in più di peso, rispetto alle consumatrici di biscotti all’avena. È stata notata anche una riduzione importante del tasso di zucchero sanguigno in quel gruppo di consumatrici di mela o pera, in confronto a quelle che mangiavano biscotti all’avena. La conclusione è che la consumazione di mele o di pere avrebbe un’influenza positiva sulla perdita di peso. La mela contribuisce a ridurre i glucidi nel sangue ed abbassa la produzione d’insulina, l’ormone dell’aumento di peso. La pectina nelle mele favorisce il metabolismo dei grassi. Questo frutto è eccellente, perché sazia per lungo tempo apportando sufficiente energia al cervello.


Ecco cosa scriveva Arnold Ehret riguardo il fruttosio/mela:

Arnold-Ehret

Arnold Ehret (1866 – 1922)

L’ingrediente più prezioso dell’amore e della vita in generale è lo zucchero d’uva o di frutta, chimicamente denominato Fruttosio. La storia del Paradiso è stata quasi completamente fraintesa. La “Mela” non è mai stato il cibo proibito per l’uomo, perché la Mela di fatto è la Regina di Tutti i Frutti, il cibo divino Paradisiaco, il vero “pane” del Cielo.

Nel suo libro principale “Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco” scrive:

1》 Nelle prime pagine del libro:
Credendo a una ignobile bugia
Adamo violò le leggi dell’Eden –
Da allora sorse il pianto
L’Uomo è caduto! L’Uomo è sconfitto!

Da allora pesa una maledizione
Sugli intenti di ogni uomo
E tutte le ricchezze
Non possono comprare la salute divina.

Vergognosi peccati, malattia, morte
La croce non ha mai cancellato;
Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco

La salute del corpo, la pace interiore,
Sono determinate dai prodotti della Natura.

Mai la razza umana
Sbarazzerà il corpo dalle proprie scorie
Fino a quando la Mela non prenderà il posto
Del simbolo della croce.

Salute, forza e un quieto riposo
Guance rosee – un salutare colorito
Premiano colui che mantiene la promessa,
Fiducia nel programma di Ehret!


COME CONSUMARLA

La mela è un vero alimento “salutare” ma non bisogna dimenticare che una gran parte dei nutrimenti benefici di questo frutto si trova anche nella buccia o appena sotto di essa. È consigliabile, dunque, mangiarla intera. Tuttavia bisogna rammentare che, purtroppo, anche la mela è uno dei dieci frutti o verdure più inquinate a causa dei pesticidi. E’ raccomandabile, quindi, ricadere, per quanto sia possibile, sui frutti generati da cultura biologica o lavarle molto coscienziosamente prima del consumo.

Esiste una grande varietà di mele, sembrerebbe, però, che le migliori specie da un punto di vista “salutare” sarebbero quelle dalla buccia rossa.

Fonte

>> Consigliamo la lettura di questo libro: 

Carlo Sirtori – libro “La Mela il frutto dal volto umano”
Oncologo di fama internazionale candidato nel 1982 al nobel per la medicina.

Se non lo trovate scriveteci.

Il designer francese Philippe Starck ha realizzato per Cassina una collezione di mobili totalmente vegan e realizzati con un materiale ricavato dagli scarti della mela, quindi da bucce e torsoli. I sedici pezzi della collezione sono stati esposti allo showroom di Cassina Rive Gauche a Parigi e sono un grande traguardo per la realtà vegan, che continua ad evolversi in ogni campo, partendo dall’alimentazione fino ad arrivare all’arredamento.  Starck ha dichiarato che le mele sono solo l’inizio e bisogna credere nel loro potere, esattamente come hanno fatto personaggi come Eva e Newton. Infatti, questo materiale è un’alternativa cruelty-free, in grado di soddisfare la richiesta di prodotti vegan, che è in continuo aumento a livello mondiale.

Un’esposizione artistica

La collezione attualmente visibile a Parigi è una vera esposizione artistica, in cui i pezzi in mostra sono legati a tre riferimenti che hanno la mela come protagonista: il primo è quello di Adamo ed Eva, costituito dalle riproduzioni dei dipinti di Albrecht Durer; il secondo è la teoria della gravità di Newton, che è nata proprio dalla caduta di questo frutto dal ramo di un albero, ed è caratterizzato da enormi mele sospese in aria e ricoperte dello stesso tessuto che ricopre i mobili; il terzo è il ritratto di Magritte, in cui c’è un uomo con una mela sospesa davanti al viso e che nell’esposizione è stato riprodotto sulle pareti.

C’è sempre una soluzione vegan

Questa collezione è l’esempio migliore di come ci possa essere sempre una soluzione vegan alla nostra quotidianità e, soprattutto, di come possa essere nascosta nelle cose più inaspettate. Chi avrebbe mai immaginato che dagli scarti di un frutto, che siamo abituati a buttare ogni giorno, potesse essere realizzato un materiale così elegante e confortevole? Infatti, questa similpelle ricavata dalle mele non ha nulla da invidiare alla pelle comunemente utilizzata nel mercato, ed è anche più ecosostenibile ed etica.

Mangiare una mela al giorno toglie il medico di torno e riutilizzare i suoi scarti può regalarci un nuovo divano!

Fonte

 

La mela è un frutto molto comune, ottimo anche per uno spuntino sano e ideale, nutriente e sugoso, fornisce anche poche calorie, provenienti quasi esclusivamente dal fruttosio, uno zucchero semplice, sono anche ricche di proprietà benefiche per il nostro intestino grazie alla sua capacità purificante e il suo contenuto di pectina in grado di combattere il colesterolo presente nel sangue.


La mela, un potente rimedio contro l’ansia e la fame e prezioso alleato del nostro intestino

Le mele contengono discrete quantità di vitamina C, sono una fonte di fibre, di vitamine A – C, minerali, micronutrienti e ricca d’acqua. Ne esistono molte varietà con caratteristiche diverse, ma tutte svolgono un’attività antiossidante, che protegge l’organismo dai danni dei radicali liberi. Svolgono un’azione drenante sulle vie polmonari e tonificanti per i bronchi.
La vitamina A favorisce la secrezione del muco intestinale, che contiene un enzima che ha azione distruttiva sui batteri infettivi dell’intestino, per questo la mela è considerata un rimedio naturale con azione di disinfettante intestinale.

La Mela e la vitamina C

La mela è ricca di vitamina C, che si concentra in maggior parte nella buccia del frutto maturo, da qui l’importanza di acquistare mele biologiche o comunque non trattate chimicamente, il contenuto della vitamina C della mela è di circa 10 mg ogni 100 grammi, una parte importante dell’apporto giornaliero. Tra i minerali della mela troviamo il potassio, che ha un ruolo importante nella contrazione muscolare. Contiene oligoelementi, tra cui il rame che contribuisce alla costituzione del sangue.

Le Mele sono in grado di combattere lo stato d’ansia

Un recente studio pubblicato dall’ American Journal of Alzheimer`s Disease and Other Dementias afferma che la mela sia in grado di migliorare quasi del 30% stati d’animo come il senso d’oppressione e l’ansia che si aggravano durante la progressione di omonima malattia, e che il solo consumo di un bicchiere di succo di mela giornaliero per la modesta durata di un mese combatta l’insorgere della demenza e simili patologie legate alla malattia.

 

La Mela nella dieta

E’ adatta alle diete anche perché da un senso di sazietà, consigliata nelle diete a base di frutta per prevenire ritenzione idrica, malattie renali e cardiache.
La mela è utile anche per il controllo del colesterolo grazie alla fibra solubile in essa contenuta, come ad esempio la pectina (utilizzato per produrre la marmellata), utile anche nel controllo del colesterolo nel sangue.

Le Mele secche nella nostra alimentazione

Gli esseri umani hanno mangiato mele fresche e mele secche sin dall’età della Pietra, amate dagli Egizi. Nel Medioevo le massaie per essiccarle le tagliavano a rondelle e poi le appendevano su dei graticci.
Le mele secche sono ricche di fibre, contengono un pò di ferro, ma hanno perso tutta la vitamina C.

 

Una piccola Curiosità sulla mela: contribuisce alla pulizia dei denti grazie all’azione della sua polpa granulosa e dei suoi componenti antiossidanti.

Gli usi della mela

La mela è usata molto in cucina per la produzione di dolci, marmellate, succhi di frutta, macedonie, il suo uso non mette limite alla fantasia in cucina. Viene utilizzata anche nell’ industria per produrre alcol, concentrati per succhi limpidi, e la conservazione di mele secche o di fette di mela in scatola per la produzione dolciaria.

Ricorda:

Una mela al giorno leva il medico di torno

Fonte

Avrete forse notato che Terence mangia le mele in molti dei suoi film.

Cosa si nasconde dietro questa scelta?

“Le mele nei miei film? Sono state una mia idea! Vado matto per le mele, le mangio spesso. Ho sempre una mela di scorta in tasca, sono molto salutari!”, spiega.

Ecco una carrellata di immagini con Terence nelle scene in cui è alle prese con le mele!

Cliccando qui trovate altre foto..

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