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Un minuscolo invertebrato marino è la specie animale più resistente al mondo. Potrebbe sopravvivere più di 10 miliardi di anni, superando le peggiori catastrofi cosmiche, quando la specie umana non ci sarà più.

di VIOLA RITA


LA FINE del mondo e l’estinzione della specie umana sono temi che da sempre affascinano la letteratura e il cinema fantasy e dal punto di vista scientifico anche il mondo della ricerca. Oggi, un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford ha studiato in che modo cataclismi cosmici, come la caduta di un asteroide – eventi puramente teorici che non rappresentano una minaccia reale – possano causare l’estinzione di animali e dell’essere umano. E, a sorpresa, gli esperti hanno scoperto qual è la specie più resistente al mondo, ovvero l’unica che sopravvivrebbe nel caso di una catastrofe su scala planetaria: si tratta del tardìgrado, un microscopico invertebrato che può raggiungere al massimo il mezzo millimetro. I risultati sono stati pubblicati su Scientific Reports. Lo studio fornisce informazioni per comprendere in quali condizioni la vita potrebbe esistere anche su altri pianeti.

Ma com’è fatto l’animale più resistente del mondo? Otto zampe, spugnoso come un orsetto in miniatura, il tardigrado, letteralmente “che avanza con grande lentezza”, abita i fondali oceanici e alcuni ambienti umidi quali rocce e scogli. Fino a qui sembrerebbe tutto normale, se non fosse che questo piccolo “orso d’acqua”, altro nome dell’esemplare, possiede delle caratteristiche – una sorta di superpoteri – che lo rendono del tutto unico rispetto ad altri microorganismi simili per dimensioni e habitat naturale. Infatti, è in grado di sopravvivere più di 30 anni senza cibo e acqua e di resistere a temperature che vanno da -272 gradi centigradi (°C) a 150°C, ovvero circa dallo zero assoluto alle temperature di una torta nel forno. Nelle stesse condizioni, tutti gli altri organismi viventi morirebbero. E proprio queste caratteristiche lo rendono indistruttibile, al punto che la sua specie potrebbe vivere per oltre 10 miliardi di anni, molto di più della vita sulla Terra.

Grazie ai suoi “super-poteri”, il tardigrado riuscirebbe a sopravvivere anche nel caso di eventi estremi, come ad esempio la caduta di un asteroide o una supernova – cioè l’esplosione di una stella – a distanza ravvicinata, a meno di mezzo anno luce dalla Terra. E potrebbe resistere anche ai gamma ray burst, o lampi di raggi gamma molto potenti, eventi fra i più energetici nell’universo. Tutti questi fenomeni, però, non possono verificarsi nella realtà: nessun asteroide noto, infatti, interseca l’orbita terrestre, dunque non può colpire la Terra, mentre la stella più vicina si trova a quattro anni luce di distanza, circa trenta volte più lontana rispetto ad un potenziale pericolo. E ancora, per rappresentare una minaccia, i lampi gamma dovrebbero avere luogo entro i 40 anni luce dalla Terra, mentre si manifestano a distanza molto maggiore.

Tuttavia, anche se si parla di eventi ipotetici, i ricercatori hanno stilato una classifica della resilienza fisica degli animali, ovvero la capacità di resistere ed adattarsi alle mutate caratteristiche dell’ambiente in caso di condizioni estreme. Se il tardigrado vince, al contrario, l’uomo è fortemente sensibile anche a cambiamenti ambientali di entità molto inferiore, ha commentato Rafael Alves Batista, ricercatore del dipartimento di fisica all’Università di Oxford: l’esperto sottolinea che ci sono numerose specie molto più resilienti, che potranno sopravvivere anche dopo di noi.

Questo studio dimostra anche come sia difficile rimuovere qualsiasi forma di vita da un pianeta abitabile. Ma c’è di più. La sotto-superficie degli oceani su Encelado, satellite di Saturno, o su Europa, satellite di Giove, potrebbe avere condizioni simili a quella delle profondità oceaniche terrestri in cui vivono i tardigradi. Anche la storia di Marte indica che nel passato la sua atmosfera, anche se in condizioni estreme, avrebbe potuto supportare la sopravvivenza di qualche forma di vita. Dunque, la ricerca dell’Università di Oxford potrebbe fornire importanti indicazioni per individuare l’insieme di condizioni, ambientali e climatiche, nelle quali potrebbe esistere una forma di vita extraterrestre.

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Chi vuole vivere per sempre? Una scoperta scientifica potrebbe rivelare che gli esseri umani possono vivere per centinaia di anni. Modificando il nostro DNA, potremmo sopravvivere per centinaia di anni – se lo vogliamo.

Degli scienziati californiani hanno progettato un organismo modificato geneticamente per vivere 10 volte rispetto alla norma. E’ la più grande estensione della longevità mai raggiunta dai ricercatori che studiano la natura dell’invecchiamento.

Se questo lavoro potesse mai essere trasferito sugli esseri umani, ciò significherebbe che potremmo vedere un giorno persone che vivono per 800 anni. Tutto ciò sarà mai una possibilità realistica?

Valter Longo fa parte di un piccolo ma influente gruppo di specialisti in questo settore che crede che una vita di 800 anni, non è solo possibile, ma è inevitabile. E’ stato il suo lavoro presso la University of Southern California, che ha portato alla creazione di un ceppo di lievito che può vivere per 10 settimane o più, invece di morire alla solita età massima di una sola settimana.

Con l’eliminazione di due geni nel genoma del lievito e fornendogli una dieta ipocalorica, Longo è stato capace di estendere di dieci volte la durata della vita delle stesse cellule di lievito utilizzate dai fornai e birrai. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Public Library of Science Genetics.

C’è, ovviamente, un enorme differenza tra le cellule di lievito e le persone, ma ciò non ha fermato Longo ed i suoi colleghi suggerendo che il lavoro è direttamente rilevante per l’invecchiamento umano e la longevità. “Stiamo gettando le basi per la riprogrammazione di una vita sana. Se siamo in grado di scoprire come funziona il meccanismo di longevità, può essere applicato ad ogni cellula in ogni organismo vivente“, afferma Longo.

“Siamo molto, molto lontano dal fare vivere una persona per 800 anni di età. Io non credo che sarà molto complicato arrivare a 120 anni e rimanere in buona salute, ma ad un certo punto io credo che sarà possibile far vivere le persone anche fino a 800 anni. Non credo che ci sia un limite superiore nella vita di ogni organismo.”

Longo e il suo team avevano precedentemente scoperto due geni – RAS2 e SCH9 – legati alla crescita e allo sviluppo del cancro che sono simili negli esseri umani e nel lievito. Sono così simili, infatti, che Longo ha detto, “è possibile inserire il gene umano nel lievito e funziona“. Questi due geni promuovono anche l’invecchiamento.

Eliminando dal lievito questi due geni e sottoponendo i microbi ad una dieta a basso contenuto di calorie, Longo ha ottenuto un tipo di estensione della vita che non è mai stato raggiunto prima. Così ha osservato Anna McCormick, direttore di genetica e biologia cellulare presso il US National Institute on Aging: “un’estensione di dieci volte è piuttosto significativa.”

La restrizione calorica è oggi un percorso consolidato per estendere la vita di molti organismi, dal lievito ai nematodi, ai moscerini della frutta e ai topi. Il mondo scientifico deve riscrivere le sue linee guida dato che gli studi sul digiuno hanno dimostrato un enorme aumento della longevità, la rigenerazione delle cellule, il rinnovamento del sistema immunitario e il miglioramento dei sintomi di quasi tutti i disturbi. Viceversa una dieta ricca di calorie aumenta il rischio di obesità, diabete e altre condizioni che accorciano la vita.

I biologi ritengono che durante la limitazione calorica, invece di spendere preziose riserve di energia per la riproduzione, la digestione, l’assimilazione, il corpo entra come in una fase di manutenzione.

Questa idea si adatta alla visione più generale che gli animali tendano a seguire una delle due strategie di vita: alta fecondità e breve durata di vita, o lunga durata di vita e bassa capacità riproduttiva. I topi, per esempio, usano gran parte delle loro risorse limitate in favore di un’ elevata riproduzione, avendo diversi cucciolate all’anno, ma hanno una vita breve di appena un paio di anni. Invece i pipistrelli, che hanno circa la stessa dimensione dei topi, hanno uno o due cuccioli all’anno,  e possono vivere per 30 anni o più.

Perché una specie animale vive più a lungo di un’altra di dimensioni comparabili, e perché alcuni animali sembrano invecchiare velocemente e morire giovani, è stato oggetto di un vasta attenzione per decenni. Come mostrano i pipistrelli e i topi, è possibile per i geni estendere la durata della vita – quindi la domanda è: perché non lo fanno più spesso, perché non lo fanno ogni volta? E la logica estensione di questo problema è: perché invecchiamo? Perché non viviamo per sempre?

Una delle risposte più convincenti a questo è noto come la teoria del corpo usa e getta. In breve, l’idea è che i geni possono estendere la durata della vita di un organismo, ma solo con un compromesso tra i costi e i benefici. E’ possibile continuare a riparare il corpo in quanto è sottoposto a usura quotidiana, ma si arriva ad un punto in cui il beneficio non è più sufficiente e le spese diventano troppo costose, proprio come quando riparare un’automobile vecchia non conviene più. A questo punto il corpo, o “soma” diventa “usa e getta”. A quel punto, però, dal punto di vista del gene, ciò non importa – fintanto che è riuscito a “fuggire” da questo corpo malridotto e si è replicato all’interno dei corpi più giovani e in forma della prossima generazione.

Longo afferma che la teoria del corpo usa e getta, inventata dal Professor Tom Kirkwood dell’Università di Newcastle alla fine del 1970, è una delle idee più forti per spiegare la natura dell’ invecchiamento. Tuttavia, Longo ha un’altra teoria che sta facendo strappare i capelli a molti scienziati. Egli ritiene che l’invecchiamento non può essere semplicemente un effetto collaterale del logorio della vita, ma sarebbe anche una condizione geneticamente programmata per fare in modo che gli individui di una certa età facciano spazio a quelli più giovani.

Fondamentalmente, è la prima dimostrazione, a nostra conoscenza, che l’invecchiamento è programmato e altruista”, dice Longo. “Gli organismi che abbiamo studiato muoiono molto prima che essi debbano, al fine di fornire elementi nutritivi alle ‘mutanti’ generate all’interno della loro propria popolazione. Così, miliardi di organismi muoiono precocemente in modo che pochi individui più adatti possano crescere.”

Ciò solleva la possibilità che le stesso processo avvenga negli esseri umani, e che, di conseguenza, molte persone stiano morendo prima di quanto necessario.

“L’ invecchiamento umano programmato è solo una possibilità. Non sappiamo se è vero ancora o no. Ma se l’invecchiamento è programmato nel lievito, e il percorso [metabolico] è molto simile, allora non è possibile, che anche gli esseri umani muoiano prima di quello che debbano?”

I dati delle persone più anziane del mondo moderno

Jeanne Calment

La madre, il padre e il fratello di Jeanne Calment hanno vissuto rispettivamente per 86, 93 e 97 anni. Ma nessuno ha superato Jeanne, morta nel 1997 a 122 anni e 164 giorni. Nata nel 1875, ha incontrato Vincent van Gogh quando aveva 14 anni, e nel 1885 e ha partecipato ai funerali di Victor Hugo.

Shigechiyo Izumi

Così come in possesso del titolo del più anziano uomo sulla terra, Izumi, dall’isola giapponese di Tokunoshima, detiene il record per la più lunga carriera. Contadino, ha lavorato dall’infanzia fino all’età di 105, una carriera di 98 anni. Nonostante un debole per lo sho-chu (un whisky d’orzo) e nonostante  abbia cominciato a fumare ai 70, ha vissuto fino a 120 anni. E’ morto nel 1986.

Edna Parker

Di 115 anni, è sopravvissuta a tutti i suoi figli, e la sua famiglia comprende 13 bis-bis-nipoti. Ora riconosciuta come la persona in vita più vecchia del mondo, è cresciuta in una fattoria. Fino alla sua morte avvenuta nel 2008 ha camminato da sola.

Charlotte Hughes

Hughes, un’insegnante in pensione, è la persona documentata nel Regno Unito che ha vissuto più a lungo. Ha sposato il marito, Noel, all’età di 63. Lui morì a 105 anni, invece Hughes arrivò ai 115, morendo nel 1993.

Florrie Baldwin

Baldwin, nata nel 1896, è stata per parecchi anni la donna in vita più anziana della Gran Bretagna fino a quando è morta nel 2010. Affermava di aver incontrato la regina Vittoria e di aver letto della fine della guerra boera.

Henry Allingham

Allingham ha trovato la fama negli ultimi anni come il più vecchio veterano della prima guerra mondiale, uno dei pochi ancora in vita fino al 2009. Nato nel 1896, nato a sud di Londra, è stato il più anziano uomo in vita in Europa con i suoi 113 anni.

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Articolo Collegato: Qual’è il segreto della longevità?


Alexis-Carrel

Alexis Carrel 1873-1944

“La cellula è immortale. E’ semplicemente il fluido nella quale galleggia che si degrada. Sostituendo questo fluido ad intervalli regolari, daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare indefinitamente”. Alexis Carrel

In un precedente articolo è stato evidenziato lo studio del Dott. Alexis Carrel che nel XX secolo dimostrò la natura temporale indefinita della cellula libera da scorie. Clicca qui per saperne di più..
Non è affatto facile parlare di longevità e rigenerazione dei tessuti in una società dove l’unica cosa che non spaventa è la morte.

Molti preferiscono rimanere aggrappati all’idea che le malattie e la morte a 80 anni siano naturali ed indispensabili per l’uomo. Ecco perchè non è raro sentirsi rispondere che la morte è importante, che vivere per lungo tempo senza malattie sarebbe noioso, e che l’uomo ha dei limiti imposti.

Arnold-Ehret

Arnold Ehret 1866-1922

Lo stesso Arnold Ehret tramite i suoi studi arrivò a ipotizzare nei suoi testi che la vecchiaia e la malattia possono diventare impossibili per l’uomo che segue le leggi della natura.

“Se, secondo le leggi primarie paradisiache, ai polmoni e alla pelle fossero dati niente altro che l’aria pura e l’elettricità del sole, e allo stomaco e agli intestini nient’altro che gli alimenti del sole, cioè la frutta, che vengono digeriti quasi senza pausa, e secernono soltanto cellulosa senza muco, non collosa e priva di germi, non sembrano esserci ragioni per cui il sistema di tubi del corpo umano debba diventare difettoso, indebolirsi, invecchiare ed infine crollare completamente. Invece delle cellule vive e energetiche della frutta, si mangiano “alimenti morti”, biologicamente intesi per gli animali da preda, come cibi modificati chimicamente dall’ossidazione dell’aria (putrefazione), cotti a morte e privati della loro energia. Il muco si accumula specialmente nel canale di riscaldamento. La somma totale di questa contaminazione causa difetti cronici, promuove l’invecchiamento ed è il fattore principale nella natura di tutte le malattie. L’invecchiamento, perciò, è una malattia latente, cioè un lento ma costantemente in aumento disturbo del funzionamento del motore della vita.”Arnold Ehret

“SE QUALCUNO VIVESSE FIN DALL’INFANZIA CON CIBI ASSOLUTAMENTE SENZA MUCO, E NUTRENDOSI DI FRUTTA E NIENT’ALTRO, SAREBBE ALTRETTANTO CERTO CHE NON POTREBBE SVILUPPARE NE’ MALATTIE NE’ SINTOMI DI VECCHIAIA.” – Arnold Ehret

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George W. Crile 1864-1943

Il Dr. George W. Crile, uno dei più famosi chirurghi al mondo.

“Non esiste la morte naturale. Tutti i casi così definiti sono soltanto il punto finale di una Progressiva Acidificazione dell’Organismo”. 
Alexis-Carrel

Alexis Carrel 1873-1944

Un famoso fisiologo francese, Alexis Carrel, al Rockefeller Institute for Medical Research, mantenne in vita il cuore di un pollo per circa 30 anni in una soluzione salina (che conteneva minerali nelle stesse proporzioni di quelle del sangue del pollo) che egli rinnovava tutti i giorni.
Carrel giunse alla conclusione che il tempo di vita di una cellula è indefinito fintanto che viene fornito il nutrimento e viene ripulita dalle sue escrezioni.

 


Qui trovate la pubblicazione ufficiale di tale studio: http://jem.rupress.org/content/15/5/516.full.pdf

(Se non funziona il link, clicca qui per scaricare il file).


Difatti le cellule crescevano e prosperavano fintanto che le loro evacuazioni venivano rimosse. Condizioni non igieniche procuravano una minore vitalità, deterioramento e morte.

Carrel mantenne in vita cellule di un cuore di pollo fino a quando qualcuno si dimenticò (dimenticò?) di eliminare le loro escrezioni. Riuscì quasi a decuplicare la media durata di vita di quelle cellule. La chiave per mantenere in perfetta salute una cellula è quella di liberarla dai residui dentro e intorno ad essa.



Vita delle cellule con alimentazione NON idonea alla specie umana:

– Globuli rossi > 120 giorni;
– Cellule della pelle > 20 giorni;
– Cellule dell intestino > 7 giorni;
– Globuli bianchi > 2 giorni.

“Ogni giorno muoiono 100miliardi di cellule in un solo corpo. Quando tutte le cellule messe in terreno di coltura e disintossicandole vivrebbero a tempo indefinito!” – Premio Nobel Alexis Carrel
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Arnold Ehret 1866-1922

Anche Arnold Ehret arrivò ad una conclusione pressochè identica: nel suo libro Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco afferma che con un’alimentazione sana, dopo anni di cibi errati, inizialmente l’organismo libera gli intestini dei residui accumulati e poi va sempre più a fondo ripulendo tutti i tessuti del corpo e dopo che questo è avvenuto si acquisisce la salute perfetta.

Ma torniamo all’esperimento di Alexis Carrel e alle sue conclusioni che possiamo trovare in ogni testo universitario di Biologia.

Il dott. Alexis Carrel, a questo proposito, diceva:

“La cellula è immortale. E’ semplicemente il fluido nella quale galleggia che si degrada. Sostituendo questo fluido ad intervalli regolari, daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare indefinitamente”.

Immaginate una casa da cui non si eliminano i rifiuti e si nascondono sotto il tappeto. Nel giro di pochi mesi, accumulando dei rifiuti ogni giorno, la casa avrebbe un odore orribile. Nel nostro corpo succede la stessa cosa.

Solo che nel nostro corpo “nascondere sotto il tappeto i rifiuti” equivale a ritenzione idrica, gonfiori intestinali, tossiemia ematica, infezioni e infiammazioni dei tessuti.

Il processo d’invecchiamento comincia dal primo momento della nostra vita, consiste nell’accumulazione dei prodotti di rifiuto non espulsi.
Le cellule si deteriorano a causa dell’accumulo di tossine. Inconsapevolmente, ci intossichiamo da soli e nessuno ce lo dice. Il nostro organismo è la macchina più perfetta e meravigliosa che possa esistere.
Per questo ha la bellissima capacità di autoguarigione e disintossicazione che la società “evoluta” di oggi tampona continuamente con i farmaci.



Un raffreddore o una tosse che indicano l’eliminazione in corso di muco dal nostro corpo spaventano le mamme… e si inizia fin da piccoli (inconsapevoli e innocenti) con i farmaci, quando in realtà basterebbe lasciare lavorare e riposare il nostro corpo affinchè completi l’eliminazione di scorie e smettere di imbottirlo di cibo e farmaci proprio quando è in fase di eliminazione.
I consigli dei nostri avi vengono messi da parte… un aereosol di acqua e sale, una siringa di fisiologica nelle cavità nasali, fumenti, non vengono più considerati. Molti, presi dalla paura e dalla mancanza di pazienza preferiscono agire immediatamente con antibiotici, sciroppi e farmaci di ogni tipo, seguendo i consigli più “sinceri” delle Aziende Farmaceutiche. Dopotutto come contraddirle?… stanno facendo il loro lavoro: non a caso si chiamano Aziende!

E’ solo l’inconsapevolezza di certe famiglie che permette a “certi” Fast Food di continuare a far soldi. In un mondo sano certe propagande sarebbero valse il fallimento di un’industria, ma probabilmente qui le cose vanno diversamente.
Forse l’uomo sano, libero (da farmaci e debiti) e consapevole mette paura ai poteri forti, che ultimamente iniziano a perder colpi grazie alla presa di coscienza in atto e al rapido passaparola della rete.

Fortunatamente qualcuno sta aprendo gli occhi.
Sarà per i tempi che stiamo vivendo, ma la massa critica si sta svegliando e in molti iniziano a comprendere che (quando è possibile) la natura può essere assecondata e aiutata nel suo lavoro con metodi naturali. Ottimi risultati possono nascere da un’alimentazione equilibrata, una sana attività fisica e da un atteggiamento mentale positivo.




Questo articolo nasce con l’obiettivo di condividere e divulgare posizioni alternative di alcuni studiosi della salute e della longevità. Non si vuole quindi imporre nulla come verità assoluta, ma si vuole riportare il risultato delle esperienze e delle teorie di autorevoli ricercatori del passato. Si può essere in accordo o in disaccordo con loro, l’articolo è semplicemente inteso a stimolare un senso di curiosità e discernimento maggiore. Il vero ricercatore, se necessario, mette in discussione le precedenti tesi per avere una fotografia della fisiologia umana più semplice, chiara, alla portata di tutti. Il dubbio, la curiosità, il volersi mettere in discussione sono i semi della conoscenza futura. Non si può dar nulla per scontato in medicina, che è una scienza in continua evoluzione. Sappiamo molto poco sul nostro corpo, addirittura conosciamo solo il 5% del DNA umano, ignorando completamente le funzioni del restante 95%. E’ nell’umile disponibilità all’apertura e al cambiamento che possiamo vedere i frutti dell’evoluzione dell’uomo: per questo non possiamo dare per scontato che la conoscenza ufficiale di oggi sarà vera domani. Troppo spesso nella storia il “folle” di oggi è diventato il genio del domani.


Ehret “Ogni malattia nasce da un’ostruzione”

Chi mi conosce sa che Ehret è stato un fulmine a ciel sereno per me: mi ha aperto la mente, è stato fonte di ispirazione e mi ha spinto a mettermi in discussione e a rivalutare vecchie credenze e insegnamenti universitari. Successivamente grazie al moderno fruttarismo sostenibile ho compreso che i suoi studi erano perfettibili.
zeta-bretharianHo approfondito le primordiali funzioni di ghiandole vitali come l’ipofisi esoterica (a cui gli stessi Egiziani davano grande importanza) e il legame tra le 7 ghiandole endocrine e i 7 chackra vitali.

Cercai di studiare la luce liquida, o amrita (una delle tematiche più discusse in ambito esoterico) e trovai strettissimi legami tra autotrofia, ipofisi e stimolazione da luce solare.
Grazie al prof. Ehret ho compreso che l’uomo può arrivare ad astenersi da cibo solido per un tempo non determinato rimanendo in ottime condizioni di salute.
La sua formula V = F – O (Vitalità = Forza – Ostruzione) mi ha fatto capire che solo un uomo libero da ostruzioni (muco, tossine, sostanze di scarto) può nutrirsi pienamente dell’Ossigeno e dell’Azoto presenti nell’aria (’digiuno superiore’).
Se si comprende ciò si può arrivare a intuire che l’invecchiamento è l’ennesima patologia legata (come tutte le altre) ad un’alimentazione innaturale per l’uomo.

“Se vuoi avere la vita eterna, confida nell’eternità che è dentro di te e non ti aggrappare alle ombre del mondo degli uomini perchè esse contengono i semi della morte” – Arnold Ehret

“Difficilmente qualcuno comprende la scienza del respiro, che tutto potrebbe spiegare e chiarire: è l’aria che rinnova il nostro sangue e porta vita a tutti i nostri organi. E’ l’aria che aiuta a darci equilibrio e a mantenere le nostre funzioni psico fisiche in ordine. La maggior parte della gente usa un terzo, un quarto, o un quinto della superficie totale dei polmoni” – Prof. Edmond Szekely

10 Ottobre 1922, una morte sospetta

Arnold-Ehret-Prof-naturopata-postom-do-zdravljaArnold Ehret morì in circostanze non molto chiare la notte del 10 Ottobre 1922, a Los Angeles.
Era una notte di nebbia fitta, il Prof. Ehret aveva appena terminato una serie di quattro conferenze su “La Salute Tramite il Digiuno” presso la Assembly Room dell’Angeles Hotel sulla Quinta Strada e la Spring Street.
Una donna lo invitò a seguirla presso un locale per un caffè. Fu trovato pochi minuti dopo riverso a terra con il cranio fracassato. Le cause ufficiali del decesso furono attribuite al marciapiede scivoloso e al relativo spigolo.
Nonostante la richiesta di autopsia da parte del suo studente Fred Hirsch, il suo corpo fu cremato il giorno successivo.

 

Un alone di mistero aleggia attorno a quella triste circostanza. Solo una cosa è certa: i suoi studi, le sue seguitissime conferenze e le miracolose testimonianze di guarigione iniziavano a dare fastidio alle grandi industrie alimentari e farmaceutiche.

“Non è tanto il cibo introdotto a nutrire il corpo, quanto il fatto che esso stimola qualcosa nella nostra corporeità. Quello che mangiamo lo mangiamo solo perché ci dia un impulso, visto che, comunque, ogni sostanza materiale proviene da un addensamento della Luce.” -(Rudolf Steiner, 18 luglio 1923)

Il nutrimento primordiale: la luce

SungazingPrima, durante e dopo la sperimentazione mi ritrovai a studiare le proprietà nutritive della luce per l’uomo.
Mi resi conto che in soggetti estremamente puliti con un buon equilibrio psico-fisico, la luce era in grado di stimolare le ghiandole del corpo umano allo stesso modo del cibo, ma senza effetti indesiderati (malattie, invecchiamento, depressione, stanchezza, ecc..).
Feci numerose ricerche per trovare altri scienziati che riportassero le stesse intuizioni sulla tematica del digiuno o del respirarianesimo.
Alexis Carrel fu tra coloro che si avvicinò di più dal punto di vista teorico, senza riuscire a comprendere l’anello di congiunzione tra la teoria e la pratica.
La ricerca continuò, ma nulla da fare… finchè non conobbi Hilton Hotema.
Lessi alcuni dei suoi testi in lingua originale e rimasi sbalordito.
Alcune mie intuizioni erano state le sue molto tempo fa.

Hilton Hotema, la sua vita

Hilton Hotema, (1878 Fitchburg, Massachusetts – 1970) scrittore Americano di salute del 20° secolo, autore esoterico e mistico; ha anche adottato il nome di Kenyon Klamonti e Dr. Karl Kridler.
Fu autore di numerosi testi dal 1952 al 1967 su dietetica, digiuno, fruttarismo, respirarianesimo, vitalità, rigenerazione cellulare, longevità, evoluzione di coscienza, immortalità, spiritualità, medicina alternativa. Collaborò con Herbert Shelton e Hereward Carrington.
Tra i personaggi noti suoi contemporanei che studiarono argomenti simili vi erano anche Alexis Carrel e Arnold Ehret.
In Man’s Higher Consciousness, Hotema scrisse che l’uomo primordiale era designato a vivere migliaia di anni prima che i suoi denti e il suo canale alimentare fossero soggetti a degenerazione.

Hilton Hotema, i suoi studi, le sue intuizioni

Hotema nel 1967 iniziò a studiare presso il Sunday School; seguì gli studi regolarmente fino all’età di quindici anni. A dodici anni iniziò uno studio approfondito della Bibbia e di altri testi sacri. Comprese che gran parte della verità veniva celata alle persone. Iniziò a confrontare la Bibbia e libri religiosi e trovò molti fatti sorprendenti, che non sono mai stati dati al popolo nè dalla Chiesa nè dalle scuole. Capì che il credente medio sapeva poco o nulla sulla storia della Bibbia e sulle origini respirariane dell’uomo.
Intuì che l’Impero Romano fu immerso nel buio dell’ignoranza con la nascita del Cristianesimo per aiutare la parte marcia della Chiesa a spaventare la gente, per mantenere il sacerdozio in luoghi alti, e guidare la folla per motivi di profitto e di potere.
Interpretò la Seconda Venuta del Cristo in modo diverso rispetto alla Chiesa Cattolica. Secondo lui la vera comprensione della dichiarazione biblica stava nel risveglio dell’umanità che riscopre il suo vero potenziale, legato al suo nutrimento primordiale (aria, luce, magnetismo della terra) e al conseguente risveglio della consapevolezza umana.

Affermò con profonda convinzione che l’uomo non si era evoluto dalla scimmia, bensì era degenerato da una razza di superuomini immortali, o Dei.

[Genesi 6, 1-7
1Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, 2i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. 3Allora il Signore disse: “il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni”.4C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi. 5Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. 6E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo».
Note della Bibbia di Gerusalemme – EDB
Difficile (di tradizione Jahvista). L’autore sacro si riferisce a una leggenda popolare sui giganti, in ebraico Nefilim, che sarebbero titani orientali, nati dall’unione tra donne mortali ed esseri celesti. Il giudaismo posteriore e quasi tutti i primi scrittori ecclesiastici hanno visto angeli colpevoli in questi “figli di Dio”. Ma a partire dal IV secolo, i Padri, per una nozione più spirituale degli angeli, hanno comunemente interpretato i “figli di Dio” come la discendenza di Set e le “figlie degli uomini” come la discendenza di Caino.

Numeri (versetto 13:33):
«…e vi abbiamo visto i giganti, figli di Anac, della razza dei giganti. Di fronte a loro ci pareva di essere cavallette; e tali sembravamo a loro».]

Cronologicamente il lento processo di degenerazione fu il seguente: RESPIRARIANO – LIQUIDARIANO – FRUTTARIANO – VEGETARIANO – ONNIVORO.
Gli dei dell’antichità erano secondo lui una razza di esseri umani superiori, nostri antenati remoti.
Fu sicuramente un personaggio originale, fuori dalle righe; molte delle tesi tratte dai suoi libri sono affascinanti, colpiscono nel profondo e possono sembrare esser scritte da un “folle” o da un genio.
Se fosse in vita ancora oggi avremmo a che fare con un altro ‘eretico’ come Giordano Bruno o Galileo Galilei? Potrebbe anche lui essere accusato di voler sovvertire la filosofia naturale oggi conosciuta e le Sacre Scritture? A voi l’ardua sentenza.

Hilton Hotema, stralci del suo pensiero

“Antiche tradizioni ci informano che l’uomo è stato originariamente creato come la creazione-organizzazione più perfetta, prodotta in miliardi di anni. Egli era il microcosmo del macrocosmo, carente di nulla, volente nulla, bisognoso di nulla, libero da tutti gli appetiti del corpo, e anche se era circondato da deliziosi frutti e limpidi ruscelli, non sentiva alcun desiderio di assaggiare la frutta o tracannare l’acqua. Inoltre, il Creatore gli aveva severamente vietato sia di mangiare, sia di bere, altrimenti l’uomo avrebbe riempito il suo corpo pulito di sporcizia in decomposizione, e sarebbe sicuramente morto”

“L’uomo moderno è il discendente degenerato dell’uomo respirariano.
Dopo milioni di anni quell’uomo si è estinto dalla terra; l’inquinamento e le tante abitudini che egli stesso ha creato, hanno forzato il suo corpo ad abituarsi (grazie alla legge di adattamento) a tante condizioni maligne e sostanze nocive pur di sopravvivere. Tutte queste condizioni sono estranee al corpo umano e offensive per il suo stile di vita originale.”

“Dire a un uomo che mangiare non è naturale, lo stordisce. La maggior parte degli uomini non ha mai sentito parlare di persone che vivono senza mangiare. Noi mostriamo, nel nostro lavoro «The NUTRITIONAL MYTH», che mangiare è un’abitudine acquisita, come il fumare. La sensazione della fame sorge da una certa stimolazione del tratto alimentare. «L’appetito vien mangiando». Uno studioso avanzato ha scritto che non c’è stata una Salita dell’Uomo, ma una Discesa dell’Uomo, e questa teoria è sostenuta da antiche tracce e leggende.”

“La teoria dell’Era oscura, che il Sole orbitava attorno alla Terra fu un errore non piu grande dell assunto scientifico relativo al sostentamento del corpo umano. La trasformazione di cibo materiale in carne vivente e sangue è una trasformazione supposta che non accade mai.
L’evidenza di anni di esperienza mostra che cio che il corpo riesce ad usare del cibo materiale che l’uomo mangia è solo la radiazione che contiene; e la radiazione è ciò che l uomo chiama vitamine. Ora noi sappiamo cosa sono le Vitamine. Esse sono quell’elemento misterioso nel cibo materiale, che l’uomo porta via riscaldandolo e cuocendolo sotto forma di gas, trasformandolo in cibo senza valore che forma feci lerce, scaricate dal corpo attraverso il canale anale.”

“Come ha potuto Alexis Carrel vedere lo stomaco e gli intestini nell’uomo moderno e non realizzare che essi furono strutture rudimentali, nei giorni in cui l’uomo era respirariano?
Con questo disordine del male – la costipazione – così prevalente da essere definito «disordine nazionale», e con la poca gente libera da emorroidi, problemi di stomaco e viscere, con migliaia di persone che soffrono di appendicite e molte che muoiono di appendicectomia, Carrel ha potuto passare su questi fatti abbaglianti senza percepire che qualcosa dev’essere sbagliato?  Come ha potuto, come medico, non riuscire a comprendere che tutta questa miseria e questi disordini indicano uno spostamento del corpo dal suo corso originale?
Perfino un laico sa che se una macchina non riesce a eseguire un certo lavoro in modo efficiente, tale fallimento evidenzia che alla macchina è stato chiesto di fare ciò per cui essa non era stata fatta.
L’Intelligenza Suprema ha fornito il corpo, all’inizio della sua vita fisica, di tutte le strutture delle quali esso avrebbe potuto avere bisogno, in tutte le possibili circostanze ragionevoli.”

“Quando si mangia frutta e si smette di mettere il veleno (cibo cotto) all’interno dello stomaco il vostro corpo si sente grande, ma solo perché non si introduce più cibo cucinato. Non è merito della frutta.”