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Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, l’Intestino Tenue è l’organo (viscere) che si occupa di separare il Puro dall’Impuro e scegliere. Si occupa di proteggere il self. Questo suo compito non si limita solo a livello del corpo, ma anche della mente: l’intestino influenza la nostra capacità di prendere decisioni (anche se è poi la Vescicola Biliare a decidere), di vedere con chiarezza, fornendoci gli elementi per valutare le situazioni nella vita, prima di prendere le nostre decisioni (Vescicola Biliare) e agire (Fegato).

Dal nostro intestino dipende quindi la nostra salute. Ma anche la nostra Felicità! Intestino e stomaco producono il 99% della serotonina, l’ormone del buon umore.

Se l’intestino è in squilibrio, perderemo la nostra chiarezza mentale e la nostra capacità di valutare, a livello sia psichico sia fisico. L’intestino in tal caso perderà la capacità di scegliere, lasciando passare tutto: batteri, microbi, cibo non digerito…

E’ questo il caso della Sindrome del”Intestino Permeabile.

Sintomi possono essere gonfiore addominale, meteorismo, irregolarità intestinale (con alternanza di stipsi e diarrea o feci mal formate), dolori al basso ventre,  stanchezza generale.

Si tratta di uno stato infiammatorio che può dare origine a molti disturbi, anche gravi. Problemi di artrite, infezioni micotiche, allergie, ma anche stati emotivi quali ansia, possono derivare da un intestino non in salute.

Le malattie autoimmuni sono correlate a questa condizione: infatti, il passaggio del non self oltre la barriera, può scatenare una risposta immunologica. “Molte proteine strutturali dei nostri tessuti presentano somiglianze con proteine esterne derivate da alimenti, cosicché può avvenire con facilità che il nostro corpo, nel tentativo di difendersi da queste sostanze percepite come estranee, attacchi i propri tessuti. Ad esempio, è stato rilevato che l’albumina presente nel latte bovino presenta importanti affinità strutturali con quella che costituisce il collagene delle articolazioni. Quando questa reazione si manifesta a carico delle articolazioni avremo un problema di ARTRITE REUMATOIDE, mentre a carico dei vasi sanguigni può determinarsi una vasculite. MORBO DI CROHN, TIROIDITI, glomerulonefriti, e molti altri gravi quadri patologici, inclusi la SCLEROSI MULTIPLA ed alcuni tipi di DIABETE, sono oggi attribuiti a processi autoimmunitari di questo tipo” (Il Grande Libro dell’Ecodieta di Carlo Guglielmo).


Con un’alimentazione vegana equilibrata e salutare,  composta prevalentemente di cibo vivo e fresco: frutta e verdura, toglie tutti i peccati del modo, intervallando il tutto con un digiuno di circa 24 ore alla settimana. Vedrete miracoli!


L’Articolo è stato modificato

 

Un’intera città dove è vietato l’uso e il consumo di carne perché la religione non permette il massacro di animali. Palitana, nello stato di Gujarat, in India è una cittadina dove il vegetarianesimo è stato imposto.

Dal lontano 2014 a Palitana, gli animali non vengono più macellati e sia la vendita che il consumo di carne e pesce, viene considerato illegale. Una decisione alla quale si è arrivati dopo che oltre 200 monaci avevano iniziato uno sciopero della fame, con la promessa di non fermarsi finché non si sarebbe optato per la fine del massacro degli animali.

La protesta dei monaci affonda le sue radici nel giainismo, una delle più antiche religioni del mondo, secondo cui nessun essere vivente deve essere maltrattato a tal punto che i Jain non solo non si cibano di animali, ma neanche di tutte quelle piante come cipolle, patate, carote, rape e bulbi, in cui viene estirpata interamente.

Vietato anche il miele e tutti quei frutti dove non è possibile separare dalla polpa i semi come il melograno e i kiwi, perché così facendo non si permette di compiere il ciclo di vita. Una visione estrema che è abbracciata da circa 5milioni di persone, il numero di fedeli che crede nello giainismo. Uno dei siti più sacri è proprio la Palitana, dove la carne è contro l’insegnamento della religione.

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Il 14 agosto del 2014, il governo del Gujarat ha quindi dichiarato la città una “zona senza carne”, istituendo il divieto assoluto sulla vendita di carne e uova e una legge contro il massacro di animali.

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Una decisione che tutt’oggi non mette d’accordo proprio tutti. Mentre i Jain esultano, per i musulmani e pescatori, la situazione è diversa. I primi rappresentano il 25% della popolazione che lamentano il fatto di essere stati obbligati a diventare vegetariani e si sentono violati dei loro diritti; i secondi hanno dovuto chiudere le loro attività e rimproverano il governo locale di aver creato una norma ad hoc che li ha penalizzati.

Fonte

Il vecchio proverbio “una mela al giorno toglie il medico di torno” è perfettamente giustificato e sempre più confermato dai numerosi studi scientifici effettuati su questo meraviglioso frutto.


“La storia del Paradiso è stata quasi completamente fraintesa. La ‘’Mela’’ non è mai stato il cibo proibito per l’uomo, perché la Mela di fatto è la Regina di Tutti i frutti, il cibo divino paradisiaco, il vero “pane del cielo” ”.

Non è certamente un caso se la mela viene menzionata regolarmente, illustrata per fare riferimento ad uno stile di vita, dieta, regime alimentare e salute.

La mela è un frutto molto vecchio sulla nostra terra e sembra essersi evoluto sul piano genetico per sopravvivere ad una catastrofe che ha fatto estinguere numerose specie, secondo recenti ricerche.

La mela ha 17 cromosomi, mentre altri frutti della stessa specie, come la pesca, il lampone e la fragola, hanno tra 7 e 9 cromosomi.

I ricercatori stimano che questa duplicazione del genoma risale tra i 50 e i 65 milioni di anni e sarebbe una reazione di sopravvivenza ad un avvenimento che ha causato la distruzione massiccia di altre specie, particolarmente dei dinosauri.

UNA GRANDE VARIETÀ

A secondo dei paesi e delle regioni possiamo trovare diverse varietà di mela: McIntosh, Fuji, Red Delicious, Golden Delicious, Spartan,Imperatore, Gala, il Cortland, il Granny Smith, ecc.

La mela offre numerosi elementi nutritivi come un’elevata quantità di sali minerali, vitamine ed altre sostanze importanti. Contiene potassio, carbonato di sodio, bromo, calce, arsenico, silicio, magnesio, cloro, ossido di alluminio, ossido di ferro, inoltre contiene gli acidi: fosforico, gallotannico, formico e caproico.

La mela contiene vitamina C, ma in quantità relativamente modesta rispetto ad altri frutti. Gli studi hanno dimostrato che l’attività antiossidante corrispondente a 100 grammi di mela è equivalente all’effetto antiossidante di 1500 mg di vitamina C. Tuttavia, 100 g di mela contiene in media solo 5,7 mg di vitamina C. Evidentemente, l’attività antiossidante della mela proviene da altri elementi, quali la quercetina, le catechine, la florizina e l’acido clorogenico.

Il famoso detto “una mela al giorno toglie il medico di torno” è relativamente esatto, poiché l’ideale sarebbero “due mele al giorno”, questo è convalidato da una moltitudine di ricerche e di studi scientifici.

ALCUNE PROPRIETÀ DELLA MELA

Salute intestinale. Due tipi di fibre aiutano a regolarizzare il transito intestinale. Le fibre insolubili e le fibre solubili. La mela è particolarmente ricca in pectina, una fibra solubile che permette di fissare grandi quantità di acqua. Questo, perché la mela, terapeuticamente, ha sempre dato ottimi risultati in certe malattie intestinali, come la dissenteria e la diarrea infantile, aiuta, inoltre, a ridurre la stipsi.

Le fibre insolubili agiscono come veri agenti di pulizia intestinale. Le fibre solubili ed insolubili della mela agiscono insieme per eliminare dall’organismo i numerosi agenti tossici, compreso il mercurio ed il piombo e hanno un ruolo di protezione contro certi tumori. La pectina estratta dalle mele (es. nel succo del frutto) non ha gli stessi benefici come mangiarne una intera.

Protezione cardiovascolare e colesterolo. La quercetina è una delle sostanze antiossidanti contenute nella mela. Questo elemento impedisce alle molecole di ossigeno di attaccare le cellule dell’organismo. Un ventennio di ricerche ha dimostrato che le persone che consumano più quercetina, presentano un rischio di malattie cardiovascolari inferiore del 20% rispetto ai non consumatori. Le mele abbassano il tasso di “cattivo” colesterolo nel sangue ed aumentano quello “buono”, ossia, quello che protegge le nostre arterie e i nostri vasi sanguigni dalle malattie cardiovascolari.

Diabete e complicazioni. Le mele sono benefiche anche per i diabetici poiché, nonostante il loro contenuto di zuccheri, non causano un innalzamento di glucosio nel sangue.

Ipertensione. Le mele abbassano la pressione alta o ipertensione arteriosa e secondo certi studi, basterebbe anche aspirarne solamente l’odore affinché la pressione si normalizzi, secondo il dottore Schwartzt dell’università di Yale.

Protezione contro virus e batteri. Secondo gli studi condotti in Canada, il succo di mela distrugge numerosi virus come quello della poliomielite.

Mele e polmoni. I ricercatori hanno constatato una relazione positiva tra il consumo di mele ed il funzionamento dei polmoni. Nei consumatori di questi frutti si è constatata una più debole incidenza all’asma e una riduzione del rischio di sviluppare una malattia polmonare ostruttiva cronica.

Protezione contro alcuni tipi di tumori. Le fibre solubili ed insolubili della mela agiscono insieme, per eliminare dall’organismo numerosi agenti tossici, compreso il mercurio e il piombo e giocano un ruolo di protezione contro certi tumori. La quercetina, un flavonide, permetterebbe di inibire la crescita di cellule cancerogene nei polmoni, nel seno, nella prostata, nel fegato e nel colon.

La mela contro l’acidità e l’acido urico Ricercatori britannici hanno osservato che da ½ a 1 litro di succo di mela, di pompelmo o di succo di arancia al giorno aumenta il valore del pH urinario e l’escrezione di acido citrico. Questo fattore permette di ridurre considerevolmente il rischio di formazione di ossalato di calcio dei calcoli renali.

Perdita di peso. Una ricerca effettuata dall’Instituto di Medicina dell’Università di Rio de Janeiro, Brasile, ha dimostrato che donne obese (un totale di 411 tra i 30 e i 50 anni) sottoposte ad un regime dietetico comprensivo di una mela, o di una pera, o di un biscotto all’avena, tre volte al giorno, i 3 alimenti apportavano lo stesso numero di calorie. Al termine dello studio, durato 12 settimane, le consumatrici di mele e di pere avevano perso il 50% in più di peso, rispetto alle consumatrici di biscotti all’avena. È stata notata anche una riduzione importante del tasso di zucchero sanguigno in quel gruppo di consumatrici di mela o pera, in confronto a quelle che mangiavano biscotti all’avena. La conclusione è che la consumazione di mele o di pere avrebbe un’influenza positiva sulla perdita di peso. La mela contribuisce a ridurre i glucidi nel sangue ed abbassa la produzione d’insulina, l’ormone dell’aumento di peso. La pectina nelle mele favorisce il metabolismo dei grassi. Questo frutto è eccellente, perché sazia per lungo tempo apportando sufficiente energia al cervello.


Ecco cosa scriveva Arnold Ehret riguardo il fruttosio/mela:

Arnold-Ehret

Arnold Ehret (1866 – 1922)

L’ingrediente più prezioso dell’amore e della vita in generale è lo zucchero d’uva o di frutta, chimicamente denominato Fruttosio. La storia del Paradiso è stata quasi completamente fraintesa. La “Mela” non è mai stato il cibo proibito per l’uomo, perché la Mela di fatto è la Regina di Tutti i Frutti, il cibo divino Paradisiaco, il vero “pane” del Cielo.

Nel suo libro principale “Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco” scrive:

1》 Nelle prime pagine del libro:
Credendo a una ignobile bugia
Adamo violò le leggi dell’Eden –
Da allora sorse il pianto
L’Uomo è caduto! L’Uomo è sconfitto!

Da allora pesa una maledizione
Sugli intenti di ogni uomo
E tutte le ricchezze
Non possono comprare la salute divina.

Vergognosi peccati, malattia, morte
La croce non ha mai cancellato;
Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco

La salute del corpo, la pace interiore,
Sono determinate dai prodotti della Natura.

Mai la razza umana
Sbarazzerà il corpo dalle proprie scorie
Fino a quando la Mela non prenderà il posto
Del simbolo della croce.

Salute, forza e un quieto riposo
Guance rosee – un salutare colorito
Premiano colui che mantiene la promessa,
Fiducia nel programma di Ehret!


COME CONSUMARLA

La mela è un vero alimento “salutare” ma non bisogna dimenticare che una gran parte dei nutrimenti benefici di questo frutto si trova anche nella buccia o appena sotto di essa. È consigliabile, dunque, mangiarla intera. Tuttavia bisogna rammentare che, purtroppo, anche la mela è uno dei dieci frutti o verdure più inquinate a causa dei pesticidi. E’ raccomandabile, quindi, ricadere, per quanto sia possibile, sui frutti generati da cultura biologica o lavarle molto coscienziosamente prima del consumo.

Esiste una grande varietà di mele, sembrerebbe, però, che le migliori specie da un punto di vista “salutare” sarebbero quelle dalla buccia rossa.

Fonte

>> Consigliamo la lettura di questo libro: 

Carlo Sirtori – libro “La Mela il frutto dal volto umano”
Oncologo di fama internazionale candidato nel 1982 al nobel per la medicina.

Se non lo trovate scriveteci.

Il dott. Gaetano Baiunco è un cardiologo vegano ennese che oltre a spendersi con entusiasmo nella sua professione sviluppa passioni e idee veg. Ha fondato infatti un’azienda che si occupa di trasformazione di mandorle. E non solo: appena arriveranno tutte le autorizzazioni potrà produrre anche formaggi vegetali.

Dott. Baiunco, dove nasce il suo percorso personale vegano?

“Dalla constatazione che esiste un preponderante rapporto fra la tipologia di cibo che assumiamo, la sua quantità, la qualità e la galoppante incidenza di malattie degenerative che affliggono la popolazione. Anche dal fatto che nonostante i prodigiosi progressi della medicina, l’incidenza della mortalità è notevole nel Sud Italia. La gente nonostante sia trattata con decine di pillole al giorno se non cambia abitudini alimentari e soggetta a recidivanti eventi cardiovascolari e tumorali”.

Quindi la sua è una scelta prevalentemente salutistica e di prevenzione sanitaria, che certamente ha un substrato etico.

“Tutto il cibo proveniente dagli animali contiene una miriade di sostanze (ormoni grassi proteine etc..) intrinseche ad esso e spesso legate alla tipologia di allevamento intensivo e crudele. La quotidiana ingestione di questi alimenti comporta uno stimolo continuo verso il nostro organismo non fisiologico. Favorisce uno stato di acidosi metabolica quindi valori più bassi del ph del sangue. L’acidosi è l’anticamera delle malattie degenerative. Ma non basta evitare alimenti del genere; bisogna abolire il più possibile i grassi saturi e gli zuccheri semplici che nel quotidiano vengono proposti in varie preparazioni”.

Lei è un cardiologo e, facendo i dovuti distinguo, quanto beneficio trae il corpo di un vegano da chi consuma grassi anche se non in eccesso?

“Si, mi occupo di cardiologia clinica, tutti i giorni da decenni constato con mano quanto sia deleterio sul nostro corpo l’assunzione di grassi animali, anche in modica quantità, le arterie e gli organi bersaglio della malattia aterosclerotica, in maniera silenziosa o meglio priva di sintomi, degenerano e si posizionano in uno stato di malattia che facilmente viene documentata con la diagnostica strumentale a nostra disposizione. Inoltre i grassi e le proteine animali determinano un surplus di lavoro per il pancreas ed essi hanno portato, insieme alla spropositata ingestione di zuccheri, alla esplosione epidemica del diabete mellito. Il diabete rappresenta una ingravescente piaga dell’umanità”.

Al di là della sua professione lei ha avviato un’attività che riguarda la lavorazione e la trasformazione di mandorle e olio bio. Ci parli dell’idea, com’è nata e che riscontri ha avuto.

“La coscienza maturata nell’ultimo decennio ha fatto crescere la necessità di divulgare tali presupposti e cercare di togliere dagli occhi delle persone il tetro velo di ignoranza che le condanna ad una facile incidenza di malattie. La grande distribuzione del cibo e le mutate condizioni di socializzazione portano verso una erronea credenza di normalità delle pessime abitudini alimentari.Divulgare quanto siano sbagliate tali abitudini e cercare di cambiarle è il primum movens della mia attività di medico. La nostra terra da millenni ci ha offerto un habitat ideale per coltivare e produrre una miriade di alimenti ad alto potere salutistico. LA biodiversità, in Sicilia, è fra le più vaste al mondo. Diffondere un messaggio positivo alla gente e fornire, nel mio piccolo, prodotti che rappresentano una sorgente di salute incontrovertibile, è la motivazione verso la quale ho riposto le mie energie nella costituzione dell’azienda Casamandolio”.

Casa Mandolio, passione dal cuore della Sicilia

Altra idea quella di dare vita a un’azienda che possa produrre formaggi vegetali. Dove e quale sarà il suo progetto a proposito.

“Non nascondo il fatto che in passato uno degli alimenti da me preferiti è stato il formaggio, quasi onnipresente nelle tavole. Viene usato per legare insaporire ed esagerare il quantitativo di calorie ed i grassi introdotti con l’alimentazione. Le mutate attitudini mi hanno spinto a sviluppare la tecnologia produttiva per realizzare un prodotto che sia salutare e gustoso e che facilmente possa sostituire i prodotti industriali che anche se blasonati sono un attentato metabolico. Il laboratorio aziendale nasce con questa mission. Nel centro della Sicilia ormai diventata la zona di massima produzione di mandorle, risulta indispensabile chiudere la filiera, ossia trasformare il prodotto grezzo. La mandorla è un alimento ricco di calcio oligoelementi ed antiossidanti”.

Lei lavora a questi progetti alimentari da anni e anni

“Nel 2014 ho depositato la procedura per realizzare un prodotto che contiene solo la mandorla e poco altro. Le mie recenti conoscenze e sperimentazioni sono rivolte anche ai prodotti fermentati ma che avranno sempre la mandorla come protagonista. Ritengo che i prodotti vegetali al momento proposti sono un mix di grassi saturi di bassa qualità. Secondo la mia opinione sono tutt’altro che salutari”.

Lei vive a Enna, quale è stata la risposta del territorio di fronte all’alimentazione e allo stilo di vita vegano?

“Basta una parola per rispondere a questa domanda: alieno: oppure: “Ma che dice… senza carne senza proteine animali”. Insomma, mi sembra di predicare e combattere contro i mulini a vento. Ma i risultati sulle analisi di laboratorio e sui miglioramenti delle condizioni di salute sono dalla mia parte.
Faccio parte di un team di aziende Biologiche di Barrafranca che gestisce tre laboratori di trasformazione alimentare di assoluta qualità, ciò in relazione: all’assenza di ogni contaminazione chimica; all’attenzione di preservare le qualità salutistiche dei prodotti. Inoltre nel nostro team abbiamo depositato oltre 10 ricette e metodologie di preparazione proprietarie”.

Quali sono le aziende?

“L’ Azienda Agricola Elonora Cigna, l’Azienda Tartufo Siciliano, l’Azienda Balsi, l’Azienda Seminiamo ed un frantoio Ferreri di nuova generazione che permette il trattamento delle olive lo stesso giorno della raccolta, a freddo e cosa più importante solo due fasi di lavorazione ossia senza il separatore finale ad alta velocità che rompe le micelle di olio. Quindi la qualità del prodotto sia oleario che relativo agli altri trasformati e assoluta”.

La Sicilia che potenzialità potrà sviluppare da qui a qualche anno a proposito di veganismo? Parliamo di cibo ma anche di eccellenze intellettuali.

“La nostra isola ha infinite possibilità di diventare leader nella produzione di cibo di origine vegetale di alta qualità. Il nostro clima è unico per tale missione, la nostra biodiversità primeggia nel mondo. Faccio un esempio: in California (leader del mercato mondiale della mandorla) si producono solo due tipologie di mandorla nate da modificazioni genetiche. Esse sono prive del guscio duro quindi facilmente attaccabili dai parassiti. Pertanto le colture sono trattate continuamente con insetticidi che penetrano il frutto. Le coltivazioni sono irrigue pertanto il contenuto di oli vegetali è inferiore al 30% (la nostra mandorla supera il 55%). Il frutto è carico di aflatossine che rappresentano uno dei veleni di contaminazione alimentare più pericoloso. Diffondere queste notizie a chi si alimenta giornalmente con prodotti che trova presso la GDO è il primo passo verso una coscienza alimentare preventiva”.

Anche chi si occupa di sanità deve aggiornarsi con i tempi.

“Quasi la totalità degli operatori sanitari non ha ricevuto nozioni relative alla preparazione del cibo, conosce la sua composizione ma ignora la tecnologia preparativa e la mole di additivi chimici e quant’altro viene impiegato per un prodotto di massa. Non conosce la cultura vegana e spesso la considera come una privazione. La politica e chi gestisce i flussi di finanziamenti verso l’agricoltura è innanzitutto vittima delle multinazionali. E non ha le competenze per orientare verso una corretta alimentazione madre di tutte le malattie metaboliche degenerative e che favorisce il diffondersi delle malattie tumorali”.

Per provare a mutare questo stato di cose bisognerà faticare.

“La strada è fortemente in salita, ma passo dopo passo si otterrà sicuramente un lento ma inesorabile risultato. Il tritatutto del malcostume alimentare, delle comode abitudini di approvvigionamento del cibo è difficile da contrastare.
Il concetto Vegano = Diverso è difficile da demolire. Fornire dati epidemiologici e valide alternative alimentari è la strada giusta”.

Giovanni Finocchiaro

Fonte

Uno studio dell’autorevole “Lancet” dice che per impedire il collasso del pianeta dovremmo cambiare radicalmente dieta e sistemi di produzione alimentari, riducendo drasticamente i consumi di carne.

Salvare il pianeta si può. Cambiando drasticamente le nostre abitudini alimentari e i sistemi di produzione. Il consumo globale di frutta, verdura, noci e legumi dovrà raddoppiare, mentre il consumo di prodotti alimentari come la carne rossa e lo zucchero dovrà essere ridotto di oltre il 50 per cento. Ad affermarlo è uno dei più corposi studi scientifici mai realizzati e pubblicato oggi dalla commissione Eat-Lancet su cibo, pianeta e salute. La commissione, che riunisce 37 esperti provenienti da 16 paesi con competenze in materia di salute, nutrizione e sostenibilità ambientale, ha pubblicato la “Planetary Health Diet”, ovvero una dieta che, se applicata, porterebbe a ridurre le emissioni di gas serra a livelli compatibili con l’accordo di Parigi e a migliorare la salute dei 10 miliardi di persone che popoleranno il pianeta nel 2050.

Il rapporto per la prima volta fornisce i target scientifici da perseguire per giungere ad un sistema di produzione alimentare sostenibile e ad una dieta sana all’interno dei confini del nostro pianeta. In questo senso lo studio fornisce quello che dovrebbe essere il regime alimentare giornaliero: il 35 per cento delle calorie (basato su un’assunzione di 2.500 kcal al giorno), dovrebbe provenire da cereali e tuberi, con 500 grammi di frutta e verdura al giorno; per quanto riguarda le fonti proteiche, queste dovrebbero essere principalmente vegetali, con la riscoperta dei legumi, ma con la possibilità di includere 100 grammi di carne rossa o di maiale la settimana (una porzione) e circa 200 grammi di pollame. Lo stesso dicasi per il pesce (200 grammi la settimana), mentre per i prodotti caseari il limite sarebbe di un bicchiere di latte al giorno.

“Questo rapporto non fa altro che confermare ciò che avevamo già indicato con l’Oms. Questa commissione ha rianalizzato i dati disponibili sul rapporto tra dieta e salute e conferma che una dieta a base di carboidrati, legumi, grassi insaturi è associata ad una minore mortalità, causata da malattie cardiovascolari e tumori”, afferma il dottor Francesco Branca, direttore del dipartimento della nutrizione per la salute e lo sviluppo dell’Oms. “Anzi si conferma che, se questa dieta venisse adottata a livello globale, si potrebbero salvare oltre 10 milioni di vite l’anno”. Una dieta equilibrata, molto simile a quella dei nostri nonni e genitori e praticata oggi in paesi come India, Indonesia o Centro America. “La novità di questo rapporto è indubbiamente il legame tra questo schema alimentare e l’impatto sull’ambiente. Le attuali tendenze di consumo non sono sostenibili. Bisogna cambiarle”, continua Branca. “Solo con un cambiamento dei nostri stili di vita potremmo affrontare il cambiamento climatico e le sfide ad esso legate”.

Le critiche, anche da parte del mondo scientifico, non mancano. Il professore di scienze e tecnologie alimentari Frédéric Leroy e il sociologo Martin Cohen in una lettera pubblicata sull’European food agency news, si chiedono se stia per partire una campagna globale contro la carne a favore di una dieta principalmente vegetariana. Nella lunga lettera si mostra come dietro a questa sorta di “movimento” si nascondano enormi interessi finanziari, che includono multinazionali del settore alimentare, enti di ricerca e famosi miliardari, concludendo che l’effetto della campagna Eat-Lancet “sembra non tanto promuovere il benessere degli animali quanto aprirsi ai nuovi e lucrosi mercati dell’industria agroalimentare” e “alimentare la fame dei governi per nuove tasse”. I due scienziati sono convinti che l’allevamento animale debba sì essere ottimizzato, ma che debba far parte della soluzione “per rendere i nostri ambienti e sistemi alimentari più sostenibili e le nostre popolazioni più sane”.

Dello stesso parere l’European dairy association che, con le parole del segretario generale Alexander Anton, conferma come latte e derivati offrano “una miscela unica di macro e micronutrienti, ricchi di calcio e vitamine essenziali. Le proteine del latte sono state riconosciute scientificamente e nella legislazione dell’Ue come la proteina più preziosa per il consumo umano”.

“La carne fornisce una nutrizione senza pari ed è una parte importante di una dieta equilibrata”, sottoliena Jean-Luc Meriaux segretario generale della Uecbv (l’industria europea della carne). Una dieta equilibrata che includa carne rossa assicura, senza bisogno di integratori, un apporto naturale adeguato di sostanze nutritive essenziali tra cui ferro, zinco e vitamine del gruppo B”.

A guardare bene lo studio non evoca un vegetarianesimo universale. Piuttosto “richiama all’importanza di un riequilibrio dei consumi animali. Lo scopo di questo rapporto è proprio di aprire un dibattito pubblico su questioni fondamentali”, conclude Branca. “E anzi riconosce l’importanza dei prodotti di origine animale, sopratutto in certe fasi della vita, sottolineando come ci siano ancora parti del mondo dove questi consumi siano ancora insufficienti”.

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Lo studio pubblicato su Cell Stem Cell mostra che cicli di digiuno Controllato non solo proteggono contro i danni al sistema immunitario, un importante effetto collaterale della chemioterapia, ma inducono la rigenerazione del sistema immunitario, spostando le cellule staminali da uno stato inattivo a uno stato di auto-mantenimento.

I risultati di esperimenti sui topi e un test clinico umano di fase 1, hanno dimostrato che lunghi periodi di digiuno abbassano significativamente i livelli di globuli bianchi. Nei topi, il digiuno ha cambiato le vie di segnalazione delle cellule staminali ematopoietiche, un gruppo di cellule staminali che generano sangue. I ricercatori californiani confermano dunque che il digiuno innesca un meccanismo o uno switch rigenerativo che spinge le staminali a creare nuovissime cellule del sangue, nuovissimi globuli bianchi in particolare, essenziali per ripristinare l’intero sistema immunitario, promuovere la rigenerazione di cellule staminali del sistema ematopoietico.

La scoperta potrebbe essere particolarmente utile per le persone che soffrono di sistemi immunitari danneggiati, come i malati di cancro in chemioterapia. Si potrebbero anche aiutare gli anziani il cui sistema immunitario diventa meno efficace con l’avanzare dell’età, rendendo più difficile per loro combattere anche le malattie più comuni. Lo studio ha importanti implicazioni per quanto riguarda l’invecchiamento, in cui il declino del sistema immunitario contribuisce ad un aumento della suscettibilità alle malattie come per le persone in età avanzata.

Prolungati cicli di digiuno – periodi di astensione dal cibo dai due a quattro giorni alla volta nel corso di sei mesi – uccidono le cellule immunitarie più vecchie e danneggiate generando così nuove cellule. La ricerca ha anche dimostrato implicazioni nella tolleranza alla chemioterapia per persone con un vasta gamma di carenze del sistema immunitario, tra cui disturbi causati dalle malattie autoimmuni, il corpo induce le cellule staminali a produrre nuove cellule immunitarie (globuli bianchi) capaci di combattere efficacemente ogni eventuale infiammazione del corpo.

“Non potevamo prevedere che il digiuno prolungato avesse un effetto così notevole nel promuovere la rigenerazione delle cellule staminali a base del sistema ematopoietico,” ha affermato Edna M. Jones docente di Gerontologia e le scienze biologiche alla USC School Davis Gerontologia e direttore del USC Longevity Institute.

“Quando viene privato del cibo, il sistema tenta di risparmiare energia, e una delle cose che può fare per risparmiare energia è quello di riciclare un sacco di cellule immunitarie che non sono necessarie, in particolare quelle che possono essere danneggiate”, afferma il Prof. Valter Longo lo scienziato italiano che è tra i maggiori esperti mondiali sul digiuno. “Ciò che abbiamo notato sia nel nostro lavoro sugli animali che su umani è che il numero di globuli bianchi scende con il digiuno prolungato. Poi, quando si riprende ad alimentarsi, le cellule del sangue tornano.”

Cicli di digiuno

Il digiuno prolungato costringe il corpo a utilizzare depositi di glucosio, grassi e chetoni, ma attinge anche ad una parte significativa di globuli bianchi.

Durante ogni ciclo di digiuno, questa diminuzione di cellule bianche del sangue induce cambiamenti che attivano la rigenerazione delle cellule staminali tramite nuove cellule del sistema immunitario. In particolare, il digiuno prolungato riduce l’enzima PKA, che precedentemente l’équipe di Longo ha scoperto che ciò estende la longevità negli organismi semplici e che è stato collegato in altre ricerche alla regolazione dell’auto rinnovamento delle staminali e alla pluripotenza (auto-rinnovamento delle cellule) – ossia il potenziale di una cellula di svilupparsi in altri tipi di cellula. Il digiuno prolungato, inoltre abbassa i livelli del IGF-1, un ormone collegato a invecchiamento, progressione dei tumori e rischio di cancro. Infatti per questo è fortemente sconsigliato ai malati di cancro di assumere latticini che invece stimolano l’IGF-1, come ha fatto notare il Dr. Berrino nell’articolo “Raccomando a chi ha un tumore di NON bere latte di mucca.”

“SPEGNERE IL GENE PKA È IL PASSO CHIAVE CHE INDUCE LE CELLULE STAMINALI ALLA RIGENERAZIONE. E’ COME DARE L’OK ALLE CELLULE STAMINALI PER ANDARE AVANTI E INIZIARE A PROLIFERE PER RICOSTRUIRE L’INTERO SISTEMA.”DICE IL PROF. LONGO.

”E LA BUONA NOTIZIA”, AGGIUNGE, ”È CHE IL CORPO SI LIBERA ANCHE DELLE PARTI DEL SISTEMA CHE POTREBBERO ESSERE DANNEGGIATE O VECCHIE E DELLE PARTI INEFFICIENTI, DURANTE IL DIGIUNO. SE SI HA UN SISTEMA FORTEMENTE DANNEGGIATO DA CHEMIOTERAPIA O INVECCHIAMENTO, I CICLI DI DIGIUNO POSSONO GENERARE, LETTERALMENTE, UN NUOVO SISTEMA IMMUNITARIO“.

In uno studio clinico che ha coinvolto un piccolo gruppo di pazienti affetti da cancro, il team ha anche scoperto che il digiuno per tre giorni, prima di ricevere la chemioterapia, li proteggeva dai suoi effetti tossici.

Se da una parte la chemioterapia può essere utile in alcuni casi, dall’altra provoca anche danni significativi al sistema immunitario e il team spera che i loro risultati possano dimostrare che il digiuno può aiutare a minimizzare alcuni di questi danni. Questo è ciò che afferma Tanya Dorff,assistente di medicina clinica presso l’USC Norris Comprehensive Cancer Center. “Sono necessari ulteriori studi clinici, e qualsiasi intervento dietetico deve essere effettuato esclusivamente sotto la guida di un medico.”

Il Prof. Longo sta ora studiando se questi stessi effetti di rigenerazione funzionano con altri sistemi e organi oltre che con il sistema immunitario. Il suo laboratorio ha già in programma ulteriori studi su animali e studi clinici.

Lo studio è stato sostenuto dal National Institute of Aging parte del National Institutes of Health (numeri di sovvenzione AG20642, AG025135, P01AG34906). La sperimentazione clinica è stato sostenuta dalla V Foundation e dal National Cancer Institute of the National Institutes of Health(P30CA014089).

Per sapere come funziona e intraprendere il digiuno consigliamo di leggere il libro:

” Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco” – del Prof. Arnold Ehret.

(Sono state apportate delle modifiche)
Fonte