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Le Vie del Signore sono Infinite,
quelle delle arance e dei limoni un pò meno..

Allora oggi mi ero messa a cercare delle cose con google e mi ritrovo “per vie traverse” molti articoli che parlavano di nuovo degli effetti deleteri a lungo e breve termine della frutta acida, in special modo delle arance e dei limoni. Vi giuro che per un pò avevo deciso di astenermi da questo capitolo perchè ne avevo parlato molto in precedenza ma sembra proprio che debba tornare ad occuparmene seriamente. In effetti, devo ammettere che dopo aver letto certe cose, non potevo esimermi dal tradurre il tutto e portarlo così all’attenzione del popolo fruttariano/crudista Italiano con una certa urgenza. Intanto ieri (Venerdì 14/05/10) , Andrea ha tenuto la sua brillante conferenza all’AVA approfondendo la questione della corretta alimentazione fruttariana che deve, se vuole mantenersi sempre in splendida forma, limitare l’uso di frutta acida, specialmente agrumi (arance, limoni, mandaranci, mandarini, clementine ecc).

Cominciamo per gradi…

Sul ben noto network vegan-crudista/fruttariano 30Bananas a Day, DurianRider apre una discussione ponendosi la seguente domanda: Si può vivere solamente di frutta?
Lui dice di non aver conosciuto nessuno personalmente che si nutrisse in questo modo e continua citando le parole di Doug Graham che però nella sua trentennale esperienza invece ne ha conosciuti alcuni e riporta così:
(Doug): Avevo un amico negli anni ottanta, che provò a vivere di arance. Stava bene per un certo periodo di tempo, un anno o due, ma poi la sua salute cominciò a declinare. “Non c’entra niente la mono dieta” diceva. Quando morì, fummo tutti molti tristi, ma questo fatto non fermò un altro ragazzo dal provare la stessa cosa. Anch’egli morì. Un altro ragazzo che conobbi, provò a vivere solamente di meloni e non morì. Ma danneggiò molto il suo cervello che sebbene riuscii a convincerlo a smettere la mono dieta a base di meloni, anche alcuni anni dopo non si riprese del tutto. Era confuso.
Ci fu una persona che provò a vivere solamente con i pomodori. Anche così non funzionò”.
Inoltre, Doug aggiunse che le persone che provarono a vivere di sole arance erano nella fasce d’età compresa tra 20 e 30 anni, mentre quello del melone sulla quarantina.

E’ importante dire pure che sempre su questo stesso network sono presenti molte discussioni sulla frutta acida ed i suoi effetti nefasti sulla salute.
Ricordo a tutti che questo network è prevalentemente crudista dunque le persone che vi scrivono fanno largo uso di vegetali a foglia verde.

Poi, la mia ricerca si sposta su google che mi trasporta in questo sito (Beyond Veg), di cui torneremo a parlare più tardi e qui , trovo un link interessante ad un libro online che è un’enciclopedia della frutta tropicale e subtropicale. Scorro fino ad arrivare alle arance e con mia sorpresa scopro che alla voce “Tossicità” dice: Le persone che si trovano in prossimità degli alberi di arance in fiore possono avere delle reazioni respiratorie avverse. La segatura del legno degli alberi d’arancia, usata per pulire l’argenteria, causa asma. Un eccessivo contatto con gli olii volatili nelle bucce d’arancia possono produrre dermatiti. Le persone che succhiano le arance soffrono spesso di irritazioni alla pelle intorno alla bocca (io ne sono testimone in prima persona, quando bevevo succo d’arancia alla mattina nel mio periodo crudista e quando mi è capitato di mangiare tante clementine intere, NdR). Le persone che sbucciano arance in grandi quantità possono avere delle eruzioni e delle vesciche tra le dita. Se si toccano il viso, possono avere gli stessi sintomi. Nel sud della Florida, una giovane donna scosse un albero di arancio di modo che i suoi frutti cadessero dall’albero. Un’ora dopo ebbe l’orticaria, presumibilmente perchè si espose a degli spruzzi di olio dai peduncoli rotti, dall’estremità dell’attaccatura della buccia, dai piccioli delle foglie rotte. Una reazione simile è accaduta scuotendo i frutti di un albero di lime a Miami. Le persone sensibili possono accusare delle reazioni respiratorie in prossimità delle emanazioni volatili delle bucce di arancia rotte.

Bene, passiamo al limone adesso.
“Le spine dell’albero di limone infliggono dolorose punture e graffi. L’olio della buccia di limone causa dermatiti da contatto, cronica in quelli che la maneggiano, la tagliano e spremono limoni quotidianamente. Le parti del corpo toccate con le mani contaminate mostrano reazioni gravi dopo l’esposizione solare. Le persone che succhiano i limoni possono soffrire di irritazioni ed eruzioni intorno alla bocca. Il legno degli alberi di limone e la sua segatura può indurre reazioni cutanee ai falegnami sensibili.”

E poi, leggendo tra i suoi usi medicinali trovo: “Il succo di limone nell’acqua calda è stata ampiamente utilizzato come lassativo quotidiano e per prevenire il raffreddore, ma le dosi giornaliere si è visto erodano lo smalto dei denti. L’uso prolungato riduce i denti al livello delle gengive.”

Googolo di nuovo e trovo questo articolo, che assomiglia molto di più ad un appello accorato di Frederic Patenaude circa la salute dentale. Egli scrive: “Sto condividendo con voi quest’informazione perchè questo argomento mi è molto caro. A causa della disinformazione che ho ricevuto attraverso la lettura di certi libri sul crudismo e ai cattivi consigli ricevuti da molte autorità del movimento crudista e di quello dell’igiene naturale, ed anche a causa della mia stessa ignoranza, la mia salute dentale ha sofferto tremendamente. Prima di diventare crudista, all’età di 20 anni, senza avere alcuna cura speciale della mia dieta e della mia igiene dentale, ebbi solamente qualche otturazione. Dopo 4 anni che seguivo una dieta cruda o una dieta vegan cruda, ho avuto 19 carie. Anche allora, con sforzi sempre rinnovati per invertire la situazione, il decadimento continuò il suo corso ed ebbi altre carie.
Questa situazione infelice mi portò a trovare la verità e le falsità circa il decadimento dentale ed i disturbi gengivali ed ecco perchè sto condividendo con voi queste informazioni oggi.
Seguendo le avvertenze di cui sotto sono stato in grado di invertire la situazione e sono riuscito a ricostruire lo smalto su alcuni miei denti.
Comprendi bene questo: Solamente una cosa provoca decadimento dentale, erosione e problemi gengivali: l’acidità che proviene dai cibi che mangi, o quella che viene prodotta dai batteri che vivono nella bocca. Questi batteri vivono di zuccheri e dalle particelle di cibo decomposte. Se i denti sono puliti, se l’acidità viene rimossa dai denti in tempo; se lo zucchero non rimane nella bocca per molto a lungo e se nella dieta sono presenti sufficienti minerali per costruire dei denti resistenti al decadimento, allora eviterai l’erosione e non avrai mai più problemi con i tuoi denti e con le gengive.
Da qui segue una lista di cibi e comportamenti da tenere a mente e vediamo che nella lista compaiono i nostri cari amici, agrumi, al punto 3 :”I crudisti mangiano troppi cibi acidi. I cibi acidi hanno un impatto negativo sui denti. Questi includono succo di limone, succhi di frutti, agrumi, frutti non maturi, aceto ed altri cibi acidi.”

I succhi di qualsiasi frutto diventano acidi se frullati/centrifugati. La natura li ha disposti affinchè li mangiassimo Integri. Questo è il prezzo che si paga nel modificare ciò che non dovremmo fare.

Per Frederic che è un crudista, la soluzione sta nel mangiare poco dopo delle verdure a foglie verde, perchè sono alcaline e riassettare perciò l’equilibrio ma questa soluzione fa uscire dal Fruttarismo.
Infatti, tanti fruttariani a causa delle arance e degli agrumi in generale, sono tornati a mangiare verdure a foglie verdi perchè “grazie” a questi frutti sono andati in acidità.
Quindi, se un crudista che mangia tanti agrumi si salva con le verdure, un fruttariano che vuole rimanere tale deve eliminare o limitare di molto (ovviamente a sua discrezione) questo tipo di frutta e togliersi assolutamente dalla testa di imbarcare in una monodieta ad arance a lungo termine (sto parlando di anni, non mesi) perchè abbiamo visto sopra come qualcuno ci sia rimasto secco (anche nel senso letterale del termine, dato che una monodieta a base di arance abbiamo visto abbia la capacità di scavare in profondità nel corpo).
Torniamo ora ad occuparci del sito Beyond Veg dove si può trovare una sezione creata per sfatare il “mito del fruttarismo”. Infatti, secondo l’autore del sito stesso, Tom Billings, un tempo fruttariano per 8 anni, questa dieta non è adatta all’essere umano solamente perchè lui personalmente sbagliò l’approccio alla frutta e trasse quindi considerazione sbagliate nel corso della sua esperienza, tra cui l’avventura di una monodieta a base di agrumi..
In questo sito cominciamo a conoscere meglio questo personaggio attraverso i commenti di una persona che lo conosce meglio e passa in rassegna tutti gli “sbagli” che quest’uomo ha compiuto nel corso della sua avventura con la frutta e possiamo vedere chiaramente a chi Tom Billings si ispiri maggiormente (digiuni, frutta acida…vi ricorda qualcuno?)
Arriviamo ad un punto per noi cruciale: Tom Billings dice : “In uno dei miei viaggi, vissi con una monodieta a base di mandaranci per un mese.”
Ecco di seguito il commento di Lawrence J. Forti: Una monodieta a base di agrumi è alquanto insensata: gli agrumi contengono molti acidi liberi e dissolvono il calcio dai denti. Molti sperimentatori della diete a base di frutta sono caduti vittima di questo errore, anche io. Continua dicendo: “(Se non credete che gli agrumi e gli altri frutti acidi disciolgono lo smalto dei vostri denti fate questa prova. Strofinate i vostri denti: sentirete che sono lisci. Mangiate un pezzo di arancia; strofinate i denti e li sentirete ruvidi, perchè il calcio è stato eroso dalla superficie. (Se proprio volete mangiare agrumi ed ananas, fatene un succo e beveteli con una cannuccia per minimizzare il contatto tra il succo ed i denti).”

Posso dire personalmente che questa soluzione funziona ma non è raccomandabile lo stesso perchè se è vero che bevendo si evita di molto il contatto con i denti rispetto a mangiare il frutto integro, l’acido viene ingerito comunque ed i suoi effetti potrebbero non essere tanto diversi sulle ossa…
Per chiudere in bellezza, ecco la testimonianza del Dottor Bass che cito testualmente:
“La mia esperienza personale con il Fruttarismo: “Ho provato ad essere fruttariano in prima persona quando ero sulla trentina. Ho seguito gli insegnamenti di Arnold Ehret e sono incorso in problemi quali infiammazioni gengivali, perdita di denti , pallore molto notevole ed una perdita di peso da 77 kg a 63 kg.”

Dopo quanto detto, vedete come è facile sbandierare ai quattro venti che il fruttarismo è una dieta impraticabile per l’uomo? Basta sbagliare 1 frutto che succede un putiferio e le persone si fanno molto male..


“Un pò di frutta acida ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno, ma con questo articolo cercherò di evidenziare un principio di precauzione da tenere in considerazione secondo la mia sperimentazione e i miei approfondimenti nell’ambito dell’alimentazione esclusiva fruttariana.”


》 Chiarezza pragmatica
Questo articolo nasce per fare chiarezza sull’opinione del mio gruppo di ricerca riguardo il principio di precauzione da tenere in considerazione all’interno di un’alimentazione fruttariana salutare/sostenibile.

Esiste un metodo empirico per effettuare le misurazioni del pH e comprendere se un cibo sia acidificante o alcalinizzante. Ma molti si accontentano di fare una misurazione del pH estemporanea poco dopo aver mangiato un frutto, senza considerare nè il pH precedente, né ciò che si era mangiato nei giorni precedenti.

Se le prime due urine della mattina danno pH 7,4 (facilmente riscontrabile secondo la mia esperienza con il fruttarismo salutare/sostenibile), si può effettuare la verifica: si mangia un cibo e si misura il pH della successiva pipì.

 

Chiarezza scientifica
Ma ora mettiamo da parte il pragmatismo legato alla sperimentazione e cerchiamo di essere più scientifici.

melting_crucible1Molti attuali ‘guru’ del momento sostengono che applicando il metodo del crogiolo agli agrumi si ottengono ceneri alcaline, quindi la frutta acida è alcalinizzante.

Non tutti sanno che l’esperimento del crogiolo contempla un esperimento che avviene al di fuori del corpo umano: si prende un cibo, si pone su una bacinella di ceramica riscaldata da una fiamma.
Avviene una combustione lenta della parte organica, (gli acidi evaporano) e rimangono nella bacinella le sue ceneri (esclusivamente i sali minerali presenti nel cibo).

Quando si parla di queste ceneri ci si riferisce, quindi, a sostanze bruciate su una bacinella di ceramica. Sia chiaro: il nostro corpo non è una bacinella di ceramica!
E’ chiaro a tutti ora che questo esperimento non ha alcuna valenza e alcun significato per il corpo umano.

Percorso dell’acido citrico
Analizzando vecchi appunti e reminescenze di Chimica ho cercato di evidenziare alcuni dati.
La transizione dalla zona gastrica a quella duodenale è molto rapida (ciò avviene per tutta la frutta).
Addirittura nello stomaco, che ha un pH molto acido, l’acido citrico non trova le condizioni ideali per dissociare: qui non può quindi formare tamponi.

Nel duodeno avviene la maggior parte della’assorbimento intestinale, il suo pH va, dalla parte prossimale a quella distale, da 3,50 a 5,50.
E’ qui che la maggior parte di acido citrico viene assorbita. Lo ione bicarbonato viene secreto dal pancreas e si riversa nell’intestino ma i suoi effetti sono maggiormanete evidenti dopo il duodeno (lungo circa 30 cm) portando il pH del tenue (lungo circa 6 metri) a pH 7,40 (pH fisiologico).

Con l’acido citrico nel primo tratto duodenale (lievissimo apporto di succo pancreatico, quindi poco ione bicarbonato) il pH rimane acido e in ambiente acido l’acido citrico dissocia poco, viene così assorbito tal quale. Quando giunge nel sangue (non dissociando prima dissocia nel sangue), che ha pH 7.41, dissocia molto di più. Quindi acidifica il mezzo (nel frattempo intervengono i sistemi tampone).

Dato che il suddetto acido è tricarbossilico, ha una Kd (costante di dissociazione) molto bassa: non verrà neutralizzato velocemente, ma manterrà lil suo potenziale acido più a lungo causando quindi sottrazione di cationi anche nel sangue, che ha un range di variabilità tollerata da pH 7,49 a 7,32 in media.

A pH 3,5, cioè quello della parte prossimale (più alta) del duodeno, su 100 molecole di acido citrico 29,9 sono libere, 67,10 sono monosalificate e 3,60 sono bisalificate.
L’acido malico, presente in discreta quantità nella mela, è un ac. bicarbossilico: a pH 3,5 su 100 molecole di ac. malico 47,12 sono libere, 51,67 sono semicombinate e 1, 21 sono combinate/salificate completamente.

L’acido malico salifica meno che il citrico, ma l’acido citrico ha la terza funzione acida, (quella a pK 6,41) che non salifica per niente a pH 3,50, per cui mantiene una forza acida anche nel tratto distale del duodeno, acidificando ulteriormente sangue e tessuti.

“Guru” dell’igienismo fieri dei citrati generati dalla frutta acida
Un elemento fortemente acido come l’acido citrico delle arance e dei limoni, una volta entrato nell’organismo deve essere tamponato dai vari cationi provenienti dal corpo per evitare che il pH del sangue possa acidificarsi.

Sempre gli stessi igienisti alimentari di cui sopra usano come cavallo di battaglia la trasformazione degli acidi della frutta acida in citrati a livello dell’intestino: quindi secondo loro la frutta acida alcalinizza.
Mi spiace, ma devo smentirli di nuovo.

Difatti ACIDO CITRICO + MINERALI (cationi) danno citrATI che sono sali.

“Ma cosa dici? Io mangio arance da sempre!”
C’è chi poi si vanta di bere spremute di arance (come se il succo d’arancia nascesse senza fibra dagli alberi) da anni senza avere problematiche visibili.

Ho conosciuto alcuni di loro, di altri ho visto alcune foto. C’è chi tra questi ha esagerato con i quantitativi, ma non si è mai lamentato di avere problemi fisici solo perchè non considerava un segnale preoccupante la notevole perdita di peso. Alcuni scendevano attorno ai 10-20 kg sottopeso attribuendo il “merito” alla disintossicazione (!).
Non oso immaginare cosa avrebbe evidenziato un esame del sangue o di densitometria ossea.
Altri invece non hanno avuto problematiche visibili semplicemente perchè non hanno mai ecceduto nelle dosi e hanno mangiato a fianco discrete e variegate quantità di verdure, ortaggi e frutta grassa (i cibi più alcalinizzanti e quindi più capaci di compensare o limitare i rischi dell’acido citrico).

Altri ancora andavano fieri del fatto che bevendo succo di agrumi per un lungo periodo, a volte il loro pH urinario fosse 7,5 o 8.
Premetto che credo siano questi gli esperimenti su cui dovrebbero lavorare i ricercatori universitari in futuro, valutando (peso, forza esplosiva, energia, misurazioni cardiovascolari, pH urinario notturno, mattutino, pomeridiano e serale) al fine di comprendere maggiormente i meccanismi metabolici e trofici legati al cibo.
Ritengo opportuno comunque evidenziare nuovamente, rischiando di risultare ripetitivo e monotono, il mio punto di vista:

se ACIDO CITRICO + MINERALI (alcalinità ++) danno CITRATO (alcalinità +) (di sodio-potassio-magnesio-calcio) e c’è una calo del peso, il pH urinario può risultare a tratti anche alcalino in fase di alcalosi secondaria da demineralizzazione (espulsione del citrato).

Se con una monodieta di succo di agrumi (notoriamente molto acido in partenza) abbiamo come risultato finale urine alcaline, associate a perdita di peso qualche dubbio dovrebbe sopravvenire.

Miti delle terapie alternative
Visto che ci siamo facciamo chiarezza una volta per tutte riguardo alcune leggende metropoli
tane della terapia alternativa.
Qualcuno afferma che le spremute di limone avrebbero salvato molte persone da svariate patologie.
Una persona che è arrivata a sviluppare una problematica fisica con stili alimentari scorretti, nel momento in cui toglierà carne e latte passerà “da tossine 100 a tossine 50”. Quindi è chiaro che inizialmente potrà avere dei giovamenti anche di rilievo in alcuni casi.
Stesso discorso vale per chi dice di aver avuto benefici dal digiuno.
In realtà i benefici dati da questa pratica spesso sono conferiti in gran parte dalla preparazione al digiuno (spesso si consiglia 1 settimana di frutta e verdura prima e dopo il digiuno stesso).

In questo caso passando da quantità esagerate di cibo aspecifico a non mangiare per qualche tempo si avrà un netto calo di tossine, ma a far danni potrebbero essere le vecchie tossine e la formazione di corpi chetonici.
I corpi chetonici che si producono durante il digiuno prolungato sono tossine per il nostro corpo e portano ad acidosi.
Non mancano studi scientifici sulla micidiale accoppiata fruttarismo sconsiderato e digiuno.
Depurarsi acidificando il corpo è una mossa decisamente poco utile.

 Sostanze presenti nella frutta acida
Negli AGRUMI anche nella buccia sono presenti sostanze IPERTOSSICHE: ad esempio due FLAVONI ad ALTISSIMA TOSSICITA’ ACUTANOBILETINA e TANGERETINA.

Testualmente da documento SCIENTIFICO del DIPARTIMENTO di SCIENZE BIOCHIMICHE:
“Nella buccia di alcuni agrumi quali arancia e mandarino sono presenti due flavoni, nobiletina e tangeretina, ad altissima tossicità acuta. L’aspetto tossicologico riguarda i succhi che vengono prodotti per pressione dei frutti interi. Anche nella buccia del pompelmo è stato trovato un altro flavone molto tossico.”

Fonte: www.idoctors.it/articolo/le-sostanze-tos/137/8

La barriera che tiene lontane le tossine dall’encefalo
Attorno al nostro encefalo esiste un filtro, la cosiddetta barriera ematoencefalica che ha la funzione di proteggerlo dalle sostanze tossiche presenti nel sangue.
Un’alta quantità di acido citrico può modificare la permeabilità di questi capillari riducendo la vitale capacità di questa barriera di schermare l’encefalo dai metalli pesanti.

Acidi? Non tutto il malico viene per nuocere
L’acido citrico (tricarbossilico: ha tre gruppi carbossilici per ciascuna molecola) è corrosivo: è in grado di erodere il marmo stesso.
L’acido citrico essendo un acido tricarbossilico ha ben tre funzioni acide (con 3 Ks, costanti dissociative diverse), ci mette del tempo prima di legarsi ai cationi (salificazione): mentre fà tutto questo una buona parte delle sue funzioni acide restano attive rilasciando ioni idronio nel sangue che acidificano il mezzo con tutte le conseguenze che sappiamo.
Prima che intervenga il sistema tampone il danno è fatto, bastano pochi minuti o secondi.
L’acido citrico può essere utile all’organismo umano in piccolissime quantità (5 mg/etto nella mela).

Quando dai 5 della mela arriviamo ai 980mg/etto dell’arancia questo valore diviene dannoso (180 volte superiore al valore ottimale per il nostro organismo).
Per non parlare di valori da ‘Touch Down’ come i 6000 mg/etto del limone (più di 1000 volte superiore al valore utile).
L’acido malico è un acido bicarbossilico: ha due gruppi carbossilici per ogni molecola.
Grazie agli enzimi che attiva risulta uno dei migliori chelanti di metalli pesanti come l’alluminio. Nelle dosi giuste (100-150 mg nella mela rossa) aiuta a ridurre la tossicità di alluminio per il cervello, e per questo motivo potrebbe essere utilizzato nei casi di morbo di Alzheimer ed altre patologie neurologiche.
Se me lo permettete eviterei di mettere il dito nella piaga parlando di cadaverina e putrescina presenti nell’arancia.

Esperimenti di laboratorio sui succhi di arancia
Con il microscopio a scansione il dott Yanfang Ren ha messo a confronto il perossido di idrogeno col succo d’arancia e ha evidenziato che quest ultimo risulta più corrosivo.

E’ molto interessante inoltre l’esperimento di laboratorio di un medico dentista, il Dott. Julien Laupie, Presidente dell’Associazone francese per la salute orodentale.
Nel suo esperimento cerca di valutare il grado di erosione di Coca Cola, succo di arancia e aceto. Indovinate quale è risultato il più erosivo.

Mentre i rilevatori di erosione per la Coca Cola e l’aceto sono rimasti quasi intatti, per il succo d’arancia si è quasi completamente disgregato. Al termine del video il Dott. Laupie consiglia di bere succo d’arancia esclusivamente con la cannuccia.

E’ chiaro che anche bypassando i denti, la corrosione coinvolgerebbe comunque gli organi interni. Il seguente video evidenzia questo esperimento.

 

Il più famoso oncologo italiano, Dott. Franco Berrino, epidemiologo dell’istituto nazionale dei tumori di Milano, in caso di cancro conclamato suggerisce di evitare il consumo di arance e di frutta ricca di poliammine, perché queste stimolano la crescita dei tessuti.

La Dott.ssa De Petris afferma:

“Kiwi, banane ed arance contengono i maggiori livelli di precursori di poliammine (lisina ed arginino). La frutta essiccata, a parità di peso, contiene un quantitativo più elevato di poliammine rispetto a quella fresca perchè l’assenza di acqua (che deriva dalla sua disidratazione) ne concentra tutti i componenti.”

Uno studio scientifico PubMed evidenzia che le spremute di pompelmo e di arance hanno un altissimo quantitativo di putrescina (44,44 nmol/day).
Se consideriamo invece il succo unito alla polpa (17,61 nmol/day) otteniamo il valore di 62,05 nmol/day (se consideriamo la sommatoria delle poliamine l’arancia e il pompelmo hanno valori 31 volte più elevati rispetto alla carne).

Tali valori sono così alti da renderli cibi totalmente sconsigliati in caso di tumore in corso da qualsiasi medico oncologo.
Il pomodoro, che a volte si consiglia di limitare in caso di tumore, ha comunque un valore nettamente minore rispetto all’arancia e al pompelmo: 10 nmol/day contro 62 nmol/day.
Il noto oncologo Prof. Franco Berrino dell‘Istituto Nazionale dei Tumori di Milano si esprime così in merito alle poliamine in pazienti con tumore.

 

Dott. Doug Graham afferma:

“Avevo un amico negli anni ottanta, che provò a vivere di arance. Stava bene per un certo periodo di tempo, un anno o due, ma poi la sua salute cominciò a declinare. ” Non c’entra niente la mono dieta” diceva. Quando morì, fummo tutti molti tristi, ma questo fatto non fermò un altro ragazzo dal provare la stessa cosa. Anch’egli morì!”

Dott. Goug Grahm:

“Molti dei frutti di oggi sono stati in effetti ibridati, al fine di migliorarne al gusto. Ad esempio, anche solo 40 anni fa il pompelmo era quasi immangiabile senza l’aggiunta di zucchero.”

Il Dr Bass afferma:

“la Frutta acida demineralizza il corpo, che ottiene le basi per neutralizzare gli acidi della frutta dall’organismo e tira i minerali dal vostro scheletro e dai tessuti per neutralizzarla. Così è pericoloso mangiare troppo questa frutta, in particolare agrumi.”

Il Dott. Ariel Ostad dell’American Academy of Dermatology afferma:

“Tutti gli agrumi rovinano lo smalto dei denti, ma a giudicare dai risultati di diversi studi sull’argomento, i danni causati dal limone sono senz’altro i peggiori di tutti e l’accoppiata con lo zucchero per rendere la bevanda più gradevole non fa che acuirne gli effetti nocivi, perché laddove non bastasse l’acido del limone a rovinare lo smalto, ci pensa lo zucchero a dare origine alla placca, macchiando la dentatura e rendendola così meno forte. Stesso consiglio delle bevande energetiche: se siete amanti della limonata, sorbitela con la cannuccia”.

Il dottor Yan-Fang Ben e il suo team di ricerca, con sede presso l’Università di Rochester Medical Center di New York, hanno eseguito le analisi microscopiche della superficie dei denti esposti al succo d’arancia ordinario.
Mentre è noto da tempo che il succo di frutta può influenzare lo smalto dei denti (la superficie dura del dente), si credeva che si verificassero gravi danni solo dopo un lungo periodo di tempo.
Furono molto sorpresi dunque, nello scoprire che incredibilmente l’84% dello smalto si era ridotto quasi subito.

Il Dr. Ben ha commentato che l’effetto “è così forte, che il dente viene letteralmente spazzato via”http://www.clinicalresearchdental.com/marketing/publication2.pdf

Dal libro “TRAITÉ DE MÉDECINE D´ALIMENTATION ET D´HYGIÈNE NATURISTES” del Dott. Paul Carton (del 1984). In questo testo il Dott. Carton rivede la sua precedente posizione sulla frutta acida.

(1) Posizione del Dott. Paul Carton sulla frutta acida.
(2) Posizione del Dott. Paul Carton sulla frutta acida.
(3) Posizione del Dott. Paul Carton sulla frutta acida.

 

Fonte



Cibi con troppo Acido Citrico (Limoni, Arance, Mandarini, Pompelmi, Pomeli, Ananas, Kiwi ecc.) demineralizzano il corpo lentamente e subdolamente, facendotene accorgere quando è troppo tardi, nel corso degli anni, erodendo ossa denti, tessuti di ogni tipo in modo molto graduale, altro che alcalinizzare.. deposita un pò di acido citrico sul marmo e vedrai se non erode pure quello.

Pericolo frutta acida

Le persone che consumano frutta acida e quindi sono in acidosi oppure in iperossidazione per la maggior parte del tempo, hanno così tanto di quell’acido citrico in circolo che la barriera emato-encefalica è impossibilitata a fare da filtro alle tossine che vanno a depositarsi quasi tutte sui neuroni, rendendo loro le normali interazioni della vita un qualcosa di complicatissimo da gestire.

Siamo fatti per ingerire tracce di acido citrico, non quantità da touch down come quelle presenti nella frutta acida.

Per fare un paragone: la mela contiene la quantità giusta e non nociva di acido citrico, cioè 5mg/hg, mentre l’arancia una quantità ipertossica per la nostra specie, addirittura 980mg/hg, cioè una quantità oltre persino 190 volte quella della mele. Il limone è ancora peggio.

frutta acida influenza cervelloInoltre l’Acido Citrico è un Acido tricarbossilico, cioè toglie elettroni a tutte le strutture biologiche che incontra nel nostro organismo, determinando ciò che va sotto il nome di corrosione, l’azione più devastante per i sistemi materiali vitali; infatti togliendo proprio gli elettroni esterni di legame distrugge letteralmente anche tutte le proteine strutturali ed enzimatiche che incontra provocando anche una enorme sintesi proteica indotta che accelera di molto i processi di invecchiamento.

Esistono più di 240000 tipi di frutti sulla Terra, il 99% circa è tossico per l’uomo: ovvero contiene sostanze non adatte alla specie umana, o troppo acide, o troppo glucosio per la fisiologia umana.

Sostanze presenti nella frutta acida
Negli AGRUMI anche nella buccia sono presenti sostanze IPERTOSSICHE: ad esempio due FLAVONI ad ALTISSIMA TOSSICITA’ ACUTANOBILETINA e TANGERETINA.

Testualmente da documento SCIENTIFICO del DIPARTIMENTO di SCIENZE BIOCHIMICHE:
“Nella buccia di alcuni agrumi quali arancia e mandarino sono presenti due flavoni, nobiletina e tangeretina, ad altissima tossicità acuta. L’aspetto tossicologico riguarda i succhi che vengono prodotti per pressione dei frutti interi. Anche nella buccia del pompelmo è stato trovato un altro flavone molto tossico.”

Fonte: www.idoctors.it/articolo/le-sostanze-tos/137/8

► La soluzione è semplice:
ogni volta che si usava l’arancia basta sostituirla con una Mela Rossa e tutti gli effetti sono convertiti finalmente in positivo; d’altronde non vi siete mai chiesti perchè tutti i proverbi, che derivano anche da millenni di esperienza pratica, che associano cibo e salute parlano solo di Mela e nessuno sulle arance o peggio i limoni?

★ La Perla di Saggezza:

“C’è poco da capire di chi fidarsi, basta la logica.. e se non basta, basta sempre la logica: .. nel dubbio, uno dei due pareri può fare danni enormi, l’altro assolutamente no.. Quindi?”

► Conclusioni:
si dice che i bambini siano la voce della verità.. vi lasciamo con questo video.

Premessa: questo articolo Non vuole in nessun caso diffondere il consumo di carne (che come si sa fa molto male). Questo articolo con fonte PubMed vuole dimostrare che Non tutta la frutta è idonea come cibo per la specie umana. Ricordiamo che esistono più di 240000 tipi di frutti sulla Terra, il 99% circa è tossico per l’uomo: ovvero contiene sostanze non adatte alla specie umana, o troppo acide, o troppo glucosio per la fisiologia umana. Buona lettura.



Ppubmed nlmubMed, la più autorevole fonte scientifica mondiale Biblioteca Nazionale di Medicina (considerata la “bibbia” dell’ambiente medico scientifico) , riporta i dati riguardo il contenuto di poliammine (putrescina,cadaverina,spermina..) in quantità cancerogena e cancerocinetica nei cibi e nettamente in cima alla lista vi è la frutta acida (tutti gli agrumi, kiwi, ananas) tramite la putrescina con l’incredibile dato riguardante le arance, ovvero gli agrumi a livello poliamminico sono decine di volte più cancerogeni della carne con il picco di 31 volte dell’arancia : il succo di arancia ha una quantità di 44,4 nmol e le fibre dell’arancia hanno una quantità di 17,6 quindi l’agrume in questione ha un totale 44,4+17,6= 62 rispetto all’appena 2,1 della carne .

tab2

Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2848593/table/T2/

In conclusione l’arancia, a livello poliamminico, è addirittura 31 volte più cancerogena della carne.

Il dato rilevante di questa ricerca è che non riguarda solo una categoria di cibi ma il picco poliamminico delle arance è rilevato rispetto a tutti i cibi del mondo.

L’ABSTRACT di PubMed riporta testualmente:

‘Orange and grapefruit juices contributed the greatest amount of putrescine (44,441 nmol/day) to the diet’.

Fonte



RICORDATE: Esistono più di 240000 tipi di frutti sulla Terra, il 99% circa è tossico per l’uomo: ovvero contiene sostanze non adatte alla specie umana, o troppo acide, o troppo glucosio per la fisiologia umana.

Esperimento che dimostra l’altissimo livello di demineralizzazione del succo di arancia eseguito dal Dott. Julien Laupie, Presidente dell’Associazone francese per la salute orodentale:

 

Il più famoso oncologo italiano, Dott. Franco Berrino, epidemiologo dell’istituto nazionale dei tumori di Milano, in caso di cancro conclamato suggerisce di evitare il consumo di arance e di frutta ricca di poliammine, perché queste stimolano la crescita dei tessuti.

La Dott.ssa De Petris afferma:

“Kiwi, banane ed arance contengono i maggiori livelli di precursori di poliammine (lisina ed arginino). La frutta essiccata, a parità di peso, contiene un quantitativo più elevato di poliammine rispetto a quella fresca perchè l’assenza di acqua (che deriva dalla sua disidratazione) ne concentra tutti i componenti.”

Il noto oncologo Prof. Franco Berrino dell‘Istituto Nazionale dei Tumori di Milano si esprime così in merito alle poliamine in pazienti con tumore.

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► Conclusioni:

si dice che i bambini siano la voce della verità.. vi lasciamo con questo video.



Uno studio scientifico PubMed (clicca qui) evidenzia che le spremute di pompelmo e di arance hanno un altissimo quantitativo di putrescina (44,44 nmol/day).

Se consideriamo anche la putrescina presente nella polpa (clicca qui) (17,61 nmol/day) otteniamo il valore di 62,05 nmol/day. Come emerge dalla tabella sopra riportata, l’arancia e il pompelmo occupano il primo posto per quantitativo di poliamine e presentano valori 31 volte più elevati rispetto alla carne.

Tali valori sono così alti secondo gli esperti da renderli cibi sconsigliati in caso di tumore (in corso o pregresso): difatti le poliamine accelerano la crescita cellulare.Il pomodoro, la banana e altri frutti, che alcuni consigliano di limitare in caso di tumore, hanno comunque un valore relativo alla putrescina nettamente minore rispetto all’arancia e al pompelmo.

Il noto oncologo Prof. Franco Berrino dell‘Istituto Nazionale dei Tumori di Milano si esprime così in merito alle poliamine in caso di tumore.


La Dott.ssa De Petris (nutrizionista) avvisa sulla necessità di diminuire l’introito di poliamine negli adulti, negli ex-fumatori e nelle persone con un tumore attuale o pregresso.

In un’intervista afferma:
“Arance, Kiwi e banane contengono i maggiori livelli di precursori di poliammine (lisina ed arginino).
La frutta essiccata, a parità di peso, contiene un quantitativo più elevato di poliammine rispetto a quella fresca perchè l’assenza di acqua (che deriva dalla sua disidratazione) ne concentra tutti i componenti.”


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