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Lo affermava anche Ippocrate:

“camminare ogni giorno, è il migliore antidoto alle malattie.”


Camminare, una dieta sana e un buon riposo, costituiscono la base per una salute di ferro. Cosa accade, realmente, se si cammina per 30 minuti al giorno?

1 – Miglioramento della psiche e dell’umore

Un recente studio medico spagnolo ha testato oltre 30 mila persone. Una prima risultanza riguarda le donne. Coloro che camminano per almeno 3 ore alla settimana, evitano stress quotidiani e prevengono la possibilità di essere colpite da ictus. Oltre il 40% dei partecipanti migliora la possibilità di contrarre demenza senile ed Alzheimer.

2 – Migliora la vista

Può apparire bizzarro, ma il movimento quotidiano, specie se praticato tra la natura, diminuisce la pressione sugli occhi e contribuisce al mantenimento di una perfetta capacità visiva.

3 – Previene i problemi cardiaci

Camminare regolarmente può ridurre i problemi cardiaci abbassando l’ipertensione e migliorando la circolazione sanguigna.

4 – Aumento della capacità polmonare

Camminare migliora il contenuto di ossigeno del sangue e aiuta ad allenare i polmoni. Grazie ad una respirazione migliore e più profonda, alcuni sintomi associati alle malattie polmonari possono essere alleviate.

5 – Previene il diabete

L’esercizio quotidiano previene anche l’insorgere del diabete. Se associato anche ad una leggera corsetta, l’effetto risulta migliore di circa 5 volte. Lo studio ha dimostrato una capacità di metabolizzare il glucosio del 30% superiore a coloro che sono sedentari.

6 – Migliora la digestione

30 minuti di camminata al giorno hanno effetti sorprendenti in tutto il sistema digestivo. Contrasta la stitichezza ed evita problemi, anche seri, all’apparato intestinale.

 

7 – Brucia i grassi e tonifica la massa muscolare

Camminare è una forma di allenamento a bassa intensità e delicata, in cui si attivano grandi gruppi muscolari. Questo porta ad un aumento della diminuzione dei grassi. Con una passeggiata di media intensità è possibile bruciare fino a 300 calorie (kcal) all’ora. Percorrere 10.000 passi al giorno, può essere valido come l’esercizio fisico in un centro fitness.

8 – Migliora ed irrobustisce le articolazioni

Camminare previene la perdita di massa ossea e di conseguenza la possibilità di fratture. Si consiglia inoltre di eseguire almeno 30 minuti al giorno su base regolare per ridurre il dolore, la rigidità e l’infiammazione alle articolazioni.

9 – Rinforza la schiena

Camminare con regolarità aiuta a migliorare la circolazione del sangue alla colonna vertebrale e migliora la postura e la mobilità, che è importante per una spina dorsale sana.

10 – Migliora la qualità dei nostri pensieri

Lo studio ha provato effetti molto positivi in persone afflitte da depressione. Camminare, specie in ambienti naturali, rigenera la qualità dei pensieri e contribuisce a ritrovare positività ed ottimismo. Un altro studio effettuato nell’Illinois ha mostrato risultati sorprendenti proprio su questo ultimo aspetto, nel praticare almeno 2 volte la settimana camminate nei boschi.

 

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Ci hanno fatto credere che “il grande amore” capita solo una volta, in genere prima dei 30 anni. Non ci hanno invece detto che l’amore non risponde a nessun ordine e non arriva in un momento preciso.

Ci hanno fatto credere che ognuno di noi ha un’anima gemella e che la nostra vita ha senso solo se la incontriamo. Non ci hanno detto che siamo nati già completi, che non abbiamo bisogno di nessuno per perfezionarci.

Ci hanno fatto credere nella formula “due in uno”: due persone che pensano allo stesso modo e agiscono allo stesso modo fanno sempre funzionare le cose. Non ci hanno detto che questo, in realtà, si chiama “annullarsi” e che, solo avendo una personalità individuale, potremo avere una relazione sana. Ci hanno fatto credere che il matrimonio è obbligatorio e che i desideri al di fuori di esso devono essere repressi.

Ci hanno fatto credere che le persone belle e magre sono più amate. Ci hanno fatto credere che c’è un’unica formula per essere felici, la stessa per tutti, e che coloro che la evitano sono condannati a restare al margine della vita.

Non ci hanno raccontato che le formule di questo tipo sono sbagliate, che ci rendono persone frustrate e alienate e che a esse ci sono delle alternative.

Nessuno vi dirà nulla di tutto ciò, ognuno di voi lo dovrà scoprire da solo. Da quel momento in poi, quando sarete sufficientemente innamorati di voi, potrete essere felici ed innamorarvi di qualcun altro.

“Viviamo in un mondo in cui ci nascondiamo per fare l’amore, mentre la violenza e l’odio si diffondono alla luce del sole”. – John Lennon

Abbiamo dimenticato il nostro posto nel mondo. Abbiamo paura di non realizzare le aspettative, di non trovare l’amore della nostra vita, di non trionfare, di non raggiungere le mete, di non nascere, crescere e riprodurci.

In fin dei conti, ci siamo sottomessi a ciò che gli altri si aspettano da noi. Siamo arrivati a un punto nel quale non sappiamo né rispettarci né pensare a noi stessi. Non siamo in grado di mostrare la parte più meravigliosa che c’è dentro di noi.

Non potete vivere senza di voi

Imparate a dire “mi amo” prima di dire “ti amo”: il vostro amore si fortificherà.

Ricordatevi che senza di voi non potete fare niente. Non potete vivere, respirare, sorridere, innamorarvi, … Questo ragionamento, apparentemente così ovvio e semplice, nasconde una premessa fondamentale che dovrebbe sempre guidare la vostra vita: prendetevi cura di voi stessi e, se necessario, aiutate gli altri affinché si prendano cura di loro.

Offrendo totalmente la nostra vita e il nostro coraggio agli altri e alla loro felicità, otteniamo poco o niente. Ciò non significa che dobbiamo infischiarcene degli altri, ma che dobbiamo raggiungere un equilibrio e non dimenticarci dell’importanza di focalizzarci sulla nostra crescita personale.

Le radici del nostro albero

“Se l’amore fosse un albero, le radici sarebbero il tuo amor proprio. Quanto più ami te stesso, più frutti per gli altri darà il tuo albero e più a lungo durerà.”

Walter Riso

Far sì che la cura di noi stessi si rifletta sugli altri non è facile, ma ne vale la pena.Quando si parla d’amore, c’è sempre qualcosa da guadagnare; a questo scopo, dobbiamo prenderci cura delle nostre radici innaffiando il nostro albero: solo così potrà diventare grande e forte.

Quando il vostro “io” interiore viene trascurato, tutto ciò che sta attorno a voi ne risente. Non potete permettere a voi stessi di dare tutto agli altri e rimanere vuoti dentro, poiché, così facendo, si creerà in voi un sentimento di tristezza insopportabile.

Perciò, innamoratevi prima di tutto di voi stessi, prendetevi cura di voi. Amate la vita per poter amare in maniera piena e senza dipendenze. Dovete coltivare la vostra felicità, per poi essere capaci di condividerla con gli altri. Se date affetto al vostro albero e lo innaffiate tutti i giorni, i suoi frutti cresceranno sani e colmi di energia positiva.

Immagine principale per gentile concessione di AJCass

Fonte

 

Il nostro Organismo è un sistema materiale formato da innumerevoli miliardi di miliardi di unità strutturali.
Ognuna di esse ovviamente non è messa lì a caso, ma ha un suo ruolo ben preciso ed addirittura dettagliato, in ogni attimo e posizione, nell’intera giornata.

Ma ogni unità strutturale può svolgere il suo ruolo all’interno dell’Organismo solo ed esclusivamente se all’interno di quest’ultimo vi è un particolarissimo Equilibrio, chiamato appunto Equilibrio Acido-Base.

Se non è del tutto costantemente presente questo Equilibrio, l’Organismo ha immediatamente innumerevoli gravi problemi addirittura strutturali, che deve immediatamente risolvere; ma può farlo solo ed esclusivamente danneggiando enormemente numerosissimi organi.

Infatti l’Equilibrio Acido-Base è un delicatissimo equilibrio essenzialmente di cariche elettriche: un Acido tende a prendere Elettroni (carica elettrica negativa) da un’altra unità strutturale, una Base tende a cedere Elettroni, e ciò comporta anche numerosissimi effetti secondari principali.

Uno dei problemi è che gli Elettroni costituiscono anche una vera e propria colla atomica, che è capace di tenere letteralmente gli Atomi attaccati tra loro a formare anche le molecole (gli elettroni più esterni di ogni molecola, che sono quelli su cui principalmente agisce l’Acido, sono proprio i cosiddetti elettroni di legame).
Se, ad esempio, nel nostro organismo, c’è anche un piccolissimo eccesso di Acidi (Acidosi), essi, rubando
esattamente Elettroni (specialmente quelli di legame) alle nostre molecole (questo processo si chiama
Corrosione, che è proprio il mestiere di ogni Acido), le scollano letteralmente, e molti atomi della loro delicatissima struttura tridimensionale (ogni forma molecolare ha una precisissima funzione biochimica e fisiologica), vengono addirittura staccati, o, come minimo, cambiano la loro posizione relativa agli altri atomi della molecola, determinando, quindi, o una totale distruzione della molecola stessa, o, come minimo, una totale perdita della funzionalità biochimica della molecola stessa.

Anche un piccolissimo eccesso di Basi (Alcalosi), determina un risultato assolutamente analogo, solo che attua un meccanismo contrario, lo fa cedendo Elettroni alla molecola, cosa che modifica anch’essa enormemente la
struttura molecolare stessa, determinandone la perdita della sua essenziale funzionalità biochimica.
Quindi sia Acidosi che Alcalosi, distruggono letteralmente il nostro Organismo (anche se, l’Acidosi è un fenomeno biochimico sempre decisamente peggiore dell’Alcalosi). Ora, siccome tutte le unità strutturali del nostro Organismo derivano dall’Alimentazione, la quale, specialmente in fase di assorbimento, interagisce direttamente e primariamente con il Sangue, quest’ultimo è proprio la prima parte fondamentale del nostro Organismo che, proprio dall’Alimentazione, può subire le disastrose variazioni di pH.

Inoltre, il Sangue, essendo in strettissimo contatto addirittura con ogni singola cellula del nostro Organismo, se subisce una variazione di pH (per il sangue anche la più piccola variazione di pH è assolutamente biochimicamente disastrosa; infatti oltre minimi scostamenti dal valore costante di pH= 7,41, c’è addirittura la morte), anche tutto il resto dell’Organismo (addirittura in pochi secondi) subisce immediatamente la disastrosa variazione di pH, fino al livello non solo endocellulare, ma addirittura il più
pericoloso livello endonucleico, fino a danneggiare persino le essenziali strutture più assolutamente vitali del DNA (anche tutti i tentativi di reazione dell’organismo agli stati di Acidosi o Alcalosi, a cominciare da quella ematica, sono assolutamente disastrosi per tutti i settori dell’organismo stesso).

Per capire meglio quanto, sia lo stato di Acidosi che lo stato di Alcalosi, siano totalmente massacranti per l’intero organismo, basta considerare il dato di fatto che il Sangue, partendo sempre dal valore di pH assolutamente essenziale vitale di 7,41 (valore specie-specifico per la Specie Umana relativo allo stadio naturale di disintossicazione aspecifica massima), sia al di sotto della pur piccolissima variazione di pH che lo porta allo stato di Acidosi con pH=7,35 (minimo assoluto 7,2), e sia al di sopra della piccola variazione di pH che lo porta allo stato di Alcalosi con pH=7,48 (massimo assoluto 7,8), determina, per l’intero Organismo, addirittura la morte (normalmente prima coma per Acidosi, o Alcalosi, e poi morte).

Ne risulta, quindi, che dobbiamo fare di tutto affinché questo equilibrio Acido-Base, risulti sempre assolutamente inalterato. Un solo centesimale in meno (Acido) o in più (Basico, detto anche Alcalino), a livello molecolare, indica una situazione di letterale distruzione in atto nel nostro organismo.

Dunque, non dobbiamo mai introdurre nel nostro Organismo “Cibi” che alterano, anche per un solo
attimo, questo delicatissimo vitale equilibrio (quindi il nostro pH ematico, cioè del sangue pH=7,41), base
assolutamente essenziale per la nostra stessa sopravvivenza.

Il Cibo che lascia invariato il pH ematico si dice pH inalterante, il “Cibo” che Acidifica il sangue si dice Acidificante, il “Cibo” che Alcalinizza il sangue si dice Alcalinizzante; (ovviamente si intendono rispetto al valore fisiologico naturale ematico |neutralità fisiologica| di pH= 7,41, non rispetto alla neutralità assoluta che è pH=7).

Di conseguenza, per la Specie Umana, un cibo può essere:
estremamente Acidificante (es. l’Arancia, Limone ecc),
leggermente Acidificante (es. la Frutta Dolce),
quasi fisio-neutro e pH inalterante (esclusivamente la Mela Rossa Stark),
decisamente Alcalinizzante (es. l’Avocado, Cetriolo ecc),
estremamente Alcalinizzante (es. la Zucca).

 

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George W. Crile 1864-1943

È ormai riconosciuto da molte autorità, il fatto che molte malattie si sviluppano a causa di una riduzione delle funzioni organiche e ad un abbassamento della resistenza dell’organismo a causa di una condizione di acidosi cronica.

A questo riguardo il Dr. George W. Crile, direttore della Clinica Crile in Cleveland, uno dei più famosi chirurghi del mondo, si esprime così:

Non esiste la morte naturale. Tutti i casi così definiti sono soltanto il punto finale di una progressiva acidificazione dell’organismo.

L’acidosi, infatti, precede e causa le malattie.

Quando il livello di tossine nel corpo raggiunge il massimo tollerabile l’organismo inizia un’azione di pulizia che può prendere varie forme, tra cui: diarrea, mal di testa, raffreddore, eruzioni della pelle, ascesso, foruncoli, reumatismo, infiammazione degli occhi o altri organi, catarro, sensazione di freddo, febbre e tutta la complessa casistica di sintomi che viene riconosciuta con i nomi delle varie malattie.

Ma tutte queste problematiche hanno un’origine comune: un accumulo di rifiuti acidi nel corpo.

Fonte


Riferimenti Bibliografici:
1. Viktoras Kulvinskas, Survival into the 21th century (Sopravvivere nel 21° secolo), pp. 218-219.
Omangod Press, Connecticut, U.S.A., 1975.
2. 
Le Formulazioni Cosmochemia, p. 7. Pubblicazione riservata, distribuita dalla Guna, via Palmanova, 71, 20132 Milano.
3. Viktoras Kulvinskas, Survival in the 21th century, citato.
4. Hogle di C. di Mary, Food that alkalinize and heal (Cibi che alcalinizzano e guariscono), p. 8.
Healt Research, P.O. Box 850, Pomeroy, WA 99347, U.S.A.
5. Dr. A. George Wilson, A New Slant to Diet (Un approccio nuovo alla dieta).
Standard Research Laboratories, 10th, Ave. and Jersey St., Denver, Colorado, U.S.A., 1960.
6. Progetto Caduceo, appunti dalle sperimentazioni con la B.P.H.D. (non pubblicato).