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Anche le Nazioni Unite esortano le persone a ridurre notevolmente il loro consumo di prodotti a base di carne e a indirizzarsi verso una dieta a base vegetale. Una delle principali ragioni è il consumo di acqua: se vuoi poter continuare a bere acqua, lascia stare la carne!

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L’appello è stato fatto di recente con la campagna #SolveDifferent, con la quale l’organizzazione internazionale ha utilizzato le sue varie piattaforme di social media per condividere infografiche sulla quantità di acqua necessaria per creare un hamburger di manzo unico. Il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, fa sapere che per produrre un hamburger con pancetta e formaggio sono necessari circa 3.140 litri d’acqua. E’ doveroso anche per l’ambiente e la sopravvivenza futura prendere maggiormente in considerazione il cibo vegetale.

Secondo le Nazioni Unite, un burger vegano consuma dal 75 al 95% di acqua in meno rispetto alla carne di manzo, inoltre causa l’87% di emissioni in meno e utilizza fino al 95% di terreno in meno. Non è la prima volta che si  chiede ai consumatori di ridurre o eliminare il consumo di prodotti a base di carne. Solo pochi mesi fa, ha indicato l’industria della carne come uno dei “problemi più urgenti” al mondo.

Fanno sapere in alcune note che la maggior parte degli allevamenti commerciali di carni bovine, suine e polli si basa sulle importazioni di proteine ​​vegetali per l’alimentazione animale, il che significa gli Stati importano terreni agricoli da altre parti del mondo. I mangimi fatti con la soia, uno dei più grandi prodotti di esportazione dal Sud America, stanno portando alla deforestazione e allo sfollamento di agricoltori e popolazioni indigene in tutto il mondo. Eppure, c’è ancora poca consapevolezza e malgrado gli sforzi il consumo di carne non sta diminuendo. Non è sostenibile: bisogna agire ora!

RV / A. Bosani – Marzo 19
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Nice è una venticinquenne donna Masai che dal 2009 è riuscita a salvare oltre 10mila bambine dalla mutilazione genitale, una pratica barbara da cui anche lei era riuscita a sfuggire.

Per una donna, nascere e crescere in un villaggio rurale su un pendio del monte Kilimanjaro, in Kenya significa sottostare a delle regole che non ammettono slanci alternativi o ribellione, eppure Nice ce l’ha fatta e continua a battersi per garantire anche alle altre, un futuro migliore.

Rimasta orfana all’età di 9 anni e adottata da una zia, Nice Nailantei Leng’ete, oggi operatrice e ambasciatrice di Amref Health Africa, era scappata di casa per sfuggire alla mutilazione.

Una voce fuori dal coro in una tribù patriarcale che l’ha spinta a intraprendere la sua opera di sensibilizzazione sui pericolosi effetti delle mutilazioni e nonostante i suoi interlocutori fossero gli anziani capi e i Moran, ovvero i giovani guerrieri che sposano le bambine Masai, ha ottenuto molti risultati.

Dal 2008 è l’educatrice della comunità e ogni giorno si batte non solo contro le mutilazioni, ma anche per evitare matrimoni di spose bambine e per la promozione dell’istruzione femminile.

Il suo impegno è noto in tutto il mondo, perché ha portato la causa femminile Masai fuori dal villaggio rurale. Lo scorso agosto, dopo aver partecipato alla borsa di studio “Mandela Washington” per Giovani Leader Africani, Nice ha anche preso parte ad un evento presieduto dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

I Riti Alternativi

Al posto del rito tradizionale delle mutilazioni, Nice insieme ad Amref propone un approccio moderno che vuole migliorare e incoraggiare la salute e l’istruzione delle bambine e delle ragazze coinvolgendo anziani, madri e i guerrieri Moran.

Il nuovo rito che dura tre giorni è una tradizione in cui non ci sono “tagli”, ma dove il passaggio all’età adulta si celebra venendo benedette sui libri e cantando: “Spegniamo il fuoco delle mutilazioni, accendiamo la luce dell’istruzione”.

Nice in questi giorni è in Italia per sensibilizzare l’opinione pubblica e portare il suo impegno in politica come come paladina dei diritti femminili, alle elezioni del 2022 in Kenya.

Ma non solo, l’appello della giovane donna Masai rafforza la campagna “Diventare Grandi”, che ha l’obiettivo di finanziare delle borse di studio per il corso di ostetricia in Mozambico, altre presso la scuola secondaria femminile di Maridi in Sud Sudan, nella speranza che le studentesse scelgano di diventare future operatrici sanitarie contribuendo allo sviluppo dei propri villaggi.

Le mutilazioni nel Rapporto Unicef

Secondo l’Unicef sono almeno 200 milioni le bambine che hanno subito le mutilazioni genitali femminili, 70 milioni sono nel 2014, 44 milioni non hanno più di 14 anni.

Ogni anno sono 3 milioni le donne nel mondo che rischiano di essere tagliate, violate nella loro intimità e scosse a livello psicologico per sempre. Succede e non solo in Kenya, per questo il rito alternativo può essere la strada giusta per il cambiamento.

Di storie come quella di Nice ce ne sono tante, ricordiamo l’anziana leder Inkosi Theresa Kachindamoto che in Africa ha fatto annullare 330 matrimoni tra adulti e bambine, come lei anche l’attivista e psicologa indiana Kriti Bharti.

Donne straordinarie che cambiano il mondo, anche nelle tribù strettamente patriarcali.

Dominella Trunfio

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Gli “Shinrin-yoku” (letteralmente “bagni nella foresta”) sono una pratica comune in Giappone e consistono in brevi visite nei boschi che permettono di respirare sostanze volatili capaci di migliorare l’intera funzione immunitaria.

Una camminata o escursione in un bosco corrisponde ad una pratica naturale di aromaterapia.

Evidenze scientifiche hanno dimostrato come questa possa ridurre in maniera significativa ansia, depressione e rabbia.

Grazie alla presenza di fragranze e profumi, in particolare modo quelli emanati dalle conifere (fitoncidi), comunemente noti come “oli essenziali legnosi”, il rischio di problemi psicosociali legati allo stress risulta essere inferiore negli individui che compiono regolarmente tali immersioni nei boschi come parte integrante del loro stile di vita.

Le resine prodotte dalle piante nelle foreste sono principalmente composte da terpeni, molecole lipidiche che ricoprono un ruolo chiave nei rimedi erboristici tradizionali (oltre che ad una varietà di scopi, da aromi per la cucina a profumi di detergenti).

La natura ci offre un’incredibile varietà di terpeni di immensa importanza per tutti noi.

Sono infatti più di 10.000 i terpeni individuati fino ad ora, diversi tra loro in struttura, aroma e funzione.

Alcuni esempi sono l’umulone, costituente del luppolo, responsabile del sapore amarognolo della birra; il mentolo, parte integrante di molti dentifrici; la citronella comunemente usata in detersivi liquidi; il geraniolo, presente negli spray anti-zanzare e la lavanda, per tisane serali…

Alcuni terpeni dimostrano proprietà anti-depressive e calmanti, con effetti ansiolitici.

Chiaramente, ad esclusione di specifiche allergie, questi terpeni sono sostanze ampiamente sicure e vengono perciò utilizzate in un’ampia gamma di attività umane.

Ciò nonostante, le potenzialità dei terpeni non vengono ancora prese con la giusta considerazione dalla maggior parte di psichiatri e psicologi.

Queste sostanze mostrano inoltre una grande biodisponibilità.

Questo significa che gli effetti positivi dei terpeni possono essere riscontrati anche a concentrazioni impercettibili nel siero, e che possono quindi essere assorbiti facilmente tanto attraverso la respirazione quando l’ingestione e l’assorbimento cutaneo.

Sapevi che sull’Alpe Cimbra ci sono più di 700.000 abeti?

Protetti dal disciplinare forestale nazionale ed inseriti nel catalogo European Trees, figurano anche due piante che si trovano sull’Alpe Cimbra.

Una è il famoso Avez del Prinzep, (abete bianco) oltre cinquantaquattro metri di altezza, circonferenza che supera i sei metri.

L’altro grande abete, per certi aspetti più originale, si trova a Lavarone in località Chiesa, nel parco di villa Zileri.

Il fusto di questo abete si alza a mò di calice, e alla parte centrale si attaccano ai lati altri dodici rami (alberi) che salgono a candelabro e svettano nel cielo. Una rarità, un albero straordinario.

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Certo, è molto importante lavarsi le mani. Ma il grosso problema, almeno in Occidente è che i genitori hanno deciso di prendere troppo sul serio questo problema per mantenere tutto molto pulito.

La scienza moderna mostra che liberarsi di piccoli organismi chiamati microbi con disinfettanti per le mani, saponi antibatterici e overdose di antibiotici sta causando un impatto terribilmente negativo sul sistema immunitario dei nostri bambini, afferma la microbiologa Marie-Claire Arrieta, co-autrice di un libro intitolato “Let Let Man Dirt: salvare i nostri bambini da un mondo obsoleto”.

Esperti ritengono che questa esagerazione nella pulizia contribuisca a una serie di condizioni croniche che vanno dalle allergie all’obesità. Marie-Claire Arrieta spiega che quando nasciamo, non abbiamo microbi.

Il nostro sistema immunitario è sottosviluppato. Ma non appena i microbi entrano in azione, attivano il nostro sistema immunitario che inizia a funzionare correttamente. Un’igiene eccessiva è un’ipotesi che spiega perché le allergie, l’obesità e le malattie infiammatorie sono malattie in crescita. Questa spiegazione, tuttavia, non è solo genetica, secondo Marie-Claire Arrieta.

La ricerca mostra costantemente che questa mancanza di esposizione ai microbi sta contribuendo alla comparsa di queste malattie. Gli scienziati ritengono che questa esposizione precoce delle nostre vite sia necessaria affinché il nostro sistema immunitario sia adeguatamente formato e alla fine per prevenire lo sviluppo di queste malattie.

Uno di questi dati mostra che i bambini che crescono in un ambiente rurale hanno meno probabilità di sviluppare asma, secondo le prove epidemiologiche. Ovviamente non si tratta solo di raccogliere le cose e andare a vivere in una fattoria, ma ciò che lo studio suggerisce è che vivere in un ambiente senza un eccesso di pulizia è in realtà migliore.

La stessa logica si applica al vantaggio di avere un animale domestico, in particolare un cane. Gli studi hanno anche dimostrato che la pulizia di tutto ciò che entra nella bocca del bambino aumenta le possibilità di asma. L’incidenza dell’asma diminuisce se il ciuccio viene pulito nella bocca dei genitori.

Ovviamente l’igiene è essenziale per la nostra salute. Non dovremmo smettere di lavarci le mani. Ma la cosa giusta è farlo al momento che è efficace per la prevenzione delle malattie, cioè: mangiare e dopo usare il bagno. Qualunque cosa accada, non è necessario.

Quindi, se il tuo bambino è nel cortile a giocare con la sporcizia, non devi rimuovere quella sporcizia, avvertono gli scienziati. Ci deve essere un equilibrio tra prevenire l’infezione, che è ancora una minaccia reale nella società, ma anche promuovere questa esposizione microbica che, per gli studiosi, è salutare.

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Come mai i bambini danesi sembrano essere sempre pervasi da una costante felicità e si dimostrano educati e gentili? La motivazione è più semplice di quanto si possa pensare: sono infatti da sempre abituati ad avere a che fare con l’empatia e restano ben distanti dal bullismo e dall’ansia. È proprio per questa serie di motivazioni che l’abbracciarsi diventa una vera e propria materia scolastica.

Jessica Joelle Alexander, giornalista e psicologa americana appassionata di studi sulle differenze fra le culture, nel suo libro Il nuovo metodo danese per educare i bambini alla felicità a scuola e in famiglia fornisce alcuni spunti interessanti che si pongono lo scopo di indirizzare i bambini verso una vita più felice.

Secondo l’autrice il modello scolastico ed educativo di molti Paesi è ristagnante, rimasto quindi indietro nei tempi e di conseguenza non può far fronte ai problemi d’attualità, primo fra tutti il bullismo. Nelle scuole danesi è interessante notare come l’abbracciarsi sia diventata una materia scolastica. L’abbraccio infatti aiuta ad aumentare l’empatia e la felicità senza la necessità di tenerli impegnati in molteplici attività.

Jessica Joelle Alexander inoltre sottolinea come alcuni nomignoli e divieti possano incidere in maniera negativa sulla positiva crescita del bambino. Inoltre dichiara che l’autostima, la consapevolezza e la felicità dipendono in maniera diretta dallo star bene, quindi incidono in maniera marginale gli applausi o i bei voti ricevuti nell’ambito scolastico.

Un altro esempio pratico si può ritrovare nella “Klassens tid”, ovvero è un insegnamento che riguarda l’empatia, in modo tale che i bambini possano comprendere a pieno ciò che sentono gli altri bambini, che sia un sentimento di gioia o di dolore. In quell’ora di lezione sono assenti sia la competizione che i voti: tutto è incentrato sugli abbracci e, alcune volte, anche sui massaggi. Alla fine dell’anno poi è previsto un test riguardo alla felicità perché, quest’ultima, viene prima di ogni altra cosa.

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Una passeggiata nella natura oltre a liberarci la mente e mettere in moto il corpo cambia i percorsi neuronali, in modo da migliorare nettamente la nostra salute mentale. Se ci fai caso quando devi trovare una soluzione cominci a camminare avanti e indietro.

Sicuramente camminare è utile per la perdita di peso, la prevenzione di malattie cardiovascolari e per un migliore metabolismo. In pochi sanno, però, che camminare ci rende più creativi e felici. Non è un guru a dircelo ma uno studio dell’Università di Stanford.

Purtroppo la maggior parte di noi vive in città e spende pochissimo tempo nel verde e nella natura, rispetto a quanto avveniva alcune generazioni fa. Diverse ricerche mostrano che chi vive nel grigio della città, ha un rischio maggiore di vivere disturbi psicologici e ha, inoltre, un valore più alto degli ormoni dello stress.

Ma qual è l’aspetto neurologico alla base di questa netta diversità? Un’ulteriore ricerca pubblicata sul National Academies of Sciencies, ha analizzato le persone che “rimuginano” continuamente, ossessionate dal chiacchiericcio mentale e dalla lamentela su se stessi e il mondo. Il risultato è stato chiarissimo: passeggiare nella natura è così benefico, perché spegne il chiacchiericcio mentale, come è possibile notare dall’analisi cerebrale in cui l’area del cervello normalmente attiva nel “rimuginio” (corteccia prefrontale subgenuale) è molto meno attiva.

Stare nella natura, in sostanza, sembra farci uscire dai meandri della nostra mente e farci ritrovare quella pace e leggerezza che hanno le persone che vivono a contatto con la natura. Chi ha viaggiato per il mondo, sa che ci sono popolazioni povere ed arretrate che però vivendo in paradisi naturali sono sempre felici, solari e ospitali, e probabilmente non sanno neanche di essere povere o di avere dei problemi.

Ecco un ulteriore ragione per cui dovresti camminare nella natura. Se non sembri essere stressato, potresti avere un altro motivo per camminare: migliorare la tua creatività e trovare soluzioni geniali nelle situazioni da risolvere.

Sempre all’Università di Stanford i ricercatori hanno analizzato i livelli di creatività delle persone che camminano spesso, rispetto a quelle che passano la maggior parte del giorno sedute. Il risultato è stato chiaro: camminare aumenta il livello di creatività del 60%.

Bisogna sapere che stress, ansia e depressione sono malattie molto diffuse e innescano nel nostro cervello un deficit nei processi cognitivi basici (memoria, comprensione e creatività). Camminando ogni giorno, questi problemi migliorerebbero notevolmente.

Uno dei più grandi nemici del nostro cervello è la routine. Camminare con regolarità, tre volte al giorno per almeno 40 minuti, rinnova i percorsi neuronali e:

– libera il cervello dalle preoccupazioni,

– ci fornisce più ossigeno, facendoci sentire meglio e stimolando il lobo frontale (connesso alla creatività e allo stato d’animo),

– libera endorfine, facendoci sentire più euforici ed ottimisti,

– fa sparire il cortisolo, l’ormone dello stress,

– ci fa sentire più rilassati, entusiasti e pieni di fiducia.

Camminare nella natura, in un parco o in campagna, è un atto di grande apertura, liberazione ed espansione. Non si tratta solo di un atto spirituale, ma di una necessità organica, sopratutto se viviamo in città.

Studi clinici hanno dimostrato che immergersi per 2 ore al giorno nei suoni della natura, riduce fino all’800% gli ormoni dello stress e attiva 500-600 segmenti di DNA, capaci di curare e riparare il corpo”. (Joe Dispenza – uno dei più grandi esperti mondiali sul cervello.)

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

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