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Come mai i bambini danesi sembrano essere sempre pervasi da una costante felicità e si dimostrano educati e gentili? La motivazione è più semplice di quanto si possa pensare: sono infatti da sempre abituati ad avere a che fare con l’empatia e restano ben distanti dal bullismo e dall’ansia. È proprio per questa serie di motivazioni che l’abbracciarsi diventa una vera e propria materia scolastica.

Jessica Joelle Alexander, giornalista e psicologa americana appassionata di studi sulle differenze fra le culture, nel suo libro Il nuovo metodo danese per educare i bambini alla felicità a scuola e in famiglia fornisce alcuni spunti interessanti che si pongono lo scopo di indirizzare i bambini verso una vita più felice.

Secondo l’autrice il modello scolastico ed educativo di molti Paesi è ristagnante, rimasto quindi indietro nei tempi e di conseguenza non può far fronte ai problemi d’attualità, primo fra tutti il bullismo. Nelle scuole danesi è interessante notare come l’abbracciarsi sia diventata una materia scolastica. L’abbraccio infatti aiuta ad aumentare l’empatia e la felicità senza la necessità di tenerli impegnati in molteplici attività.

Jessica Joelle Alexander inoltre sottolinea come alcuni nomignoli e divieti possano incidere in maniera negativa sulla positiva crescita del bambino. Inoltre dichiara che l’autostima, la consapevolezza e la felicità dipendono in maniera diretta dallo star bene, quindi incidono in maniera marginale gli applausi o i bei voti ricevuti nell’ambito scolastico.

Un altro esempio pratico si può ritrovare nella “Klassens tid”, ovvero è un insegnamento che riguarda l’empatia, in modo tale che i bambini possano comprendere a pieno ciò che sentono gli altri bambini, che sia un sentimento di gioia o di dolore. In quell’ora di lezione sono assenti sia la competizione che i voti: tutto è incentrato sugli abbracci e, alcune volte, anche sui massaggi. Alla fine dell’anno poi è previsto un test riguardo alla felicità perché, quest’ultima, viene prima di ogni altra cosa.

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Una passeggiata nella natura oltre a liberarci la mente e mettere in moto il corpo cambia i percorsi neuronali, in modo da migliorare nettamente la nostra salute mentale. Se ci fai caso quando devi trovare una soluzione cominci a camminare avanti e indietro.

Sicuramente camminare è utile per la perdita di peso, la prevenzione di malattie cardiovascolari e per un migliore metabolismo. In pochi sanno, però, che camminare ci rende più creativi e felici. Non è un guru a dircelo ma uno studio dell’Università di Stanford.

Purtroppo la maggior parte di noi vive in città e spende pochissimo tempo nel verde e nella natura, rispetto a quanto avveniva alcune generazioni fa. Diverse ricerche mostrano che chi vive nel grigio della città, ha un rischio maggiore di vivere disturbi psicologici e ha, inoltre, un valore più alto degli ormoni dello stress.

Ma qual è l’aspetto neurologico alla base di questa netta diversità? Un’ulteriore ricerca pubblicata sul National Academies of Sciencies, ha analizzato le persone che “rimuginano” continuamente, ossessionate dal chiacchiericcio mentale e dalla lamentela su se stessi e il mondo. Il risultato è stato chiarissimo: passeggiare nella natura è così benefico, perché spegne il chiacchiericcio mentale, come è possibile notare dall’analisi cerebrale in cui l’area del cervello normalmente attiva nel “rimuginio” (corteccia prefrontale subgenuale) è molto meno attiva.

Stare nella natura, in sostanza, sembra farci uscire dai meandri della nostra mente e farci ritrovare quella pace e leggerezza che hanno le persone che vivono a contatto con la natura. Chi ha viaggiato per il mondo, sa che ci sono popolazioni povere ed arretrate che però vivendo in paradisi naturali sono sempre felici, solari e ospitali, e probabilmente non sanno neanche di essere povere o di avere dei problemi.

Ecco un ulteriore ragione per cui dovresti camminare nella natura. Se non sembri essere stressato, potresti avere un altro motivo per camminare: migliorare la tua creatività e trovare soluzioni geniali nelle situazioni da risolvere.

Sempre all’Università di Stanford i ricercatori hanno analizzato i livelli di creatività delle persone che camminano spesso, rispetto a quelle che passano la maggior parte del giorno sedute. Il risultato è stato chiaro: camminare aumenta il livello di creatività del 60%.

Bisogna sapere che stress, ansia e depressione sono malattie molto diffuse e innescano nel nostro cervello un deficit nei processi cognitivi basici (memoria, comprensione e creatività). Camminando ogni giorno, questi problemi migliorerebbero notevolmente.

Uno dei più grandi nemici del nostro cervello è la routine. Camminare con regolarità, tre volte al giorno per almeno 40 minuti, rinnova i percorsi neuronali e:

– libera il cervello dalle preoccupazioni,

– ci fornisce più ossigeno, facendoci sentire meglio e stimolando il lobo frontale (connesso alla creatività e allo stato d’animo),

– libera endorfine, facendoci sentire più euforici ed ottimisti,

– fa sparire il cortisolo, l’ormone dello stress,

– ci fa sentire più rilassati, entusiasti e pieni di fiducia.

Camminare nella natura, in un parco o in campagna, è un atto di grande apertura, liberazione ed espansione. Non si tratta solo di un atto spirituale, ma di una necessità organica, sopratutto se viviamo in città.

Studi clinici hanno dimostrato che immergersi per 2 ore al giorno nei suoni della natura, riduce fino all’800% gli ormoni dello stress e attiva 500-600 segmenti di DNA, capaci di curare e riparare il corpo”. (Joe Dispenza – uno dei più grandi esperti mondiali sul cervello.)

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

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L’acqua è indispensabile per la nostra vita. Ecco perchè, proprio come l’aria che respiriamo, deve essere sana ed adeguata al nostro organismo.

Quale acqua scegliere allora? Quella del rubinetto oppure quella in bottiglia? E tra quest’ultima meglio quella in bottiglia di plastica oppure in vetro?

La risposta è che l’acqua migliore per il nostro organismo dal punto di vista organolettico è quella che assumiamo con la frutta e la verdura.

Se infatti assumiamo abbastanza frutta e verdura fresca e allo stato crudo (la cottura fa disperdere l’acqua) non abbiamo sete perchè ci siamo già dissetati tramite questi cibi ricchi di elementi chimici naturali come vitamine e sali minerali e di elementi energetici naturali.

Quasi tutti i cibi che mangiamo contengono acqua ma in assoluto la frutta e la verdura sono i cibi che ne contengono di più e sono gli unici che non presentano effetti collaterali se assunti in grandi quantità.

Volete sapere quali sono i cibi vegetali più ricchi di acqua in termini di percentuale rispetto al loro peso?

  • Mele circa 85%
  • Lattuga circa 95%
  • Anguria, meloni, cetrioli e pomodori circa 93%
  • Melanzane e fragole circa 92%
  • Broccoli e cavolfiori circa 91%
  • Pesche circa 87%
  • Uva circa 81%

Eccovi quindi un altro motivo per aumentare ancora di più il consumo di frutta e verdura!

 

(Sono state apportate piccole modifiche all’articolo)
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L’UOMO è una miscela di animale e angelo. Le proporzioni possono variare — un pugile professionista è per lo più animale, un missionario è per lo più angelo; ma in ogni uomo vi sono entrambi, l’animale e l’angelo. Il problema non è escludere uno o l’altro, ma migliorare la qualità di ognuno.

Il guaio per noi tutti non è che siamo animali, ma che siamo poveri animali. Ogni anno sprechiamo milioni di dollari in cerca della salute, e anche miliardi di piedi per libbra per la produzione di energia perché abbiamo abbandonato i sentieri della Natura e ci siamo impantanati nelle sabbie mobili di una fallace intellettualità. La vitalità è il pilastro che regge sia la mente sia lo spirito.

La Salute dovrebbe essere insegnata in modo sistematico, approfondito e coinvolgente in ogni casa, scuola e chiesa del mondo. E dal momento che gli uomini in generale hanno perso i loro istinti salutari, dovremmo imparare le norme dell’igiene dagli animali della foresta.

C’è qualche motivo per cui dovremmo costruire “istituzioni modello” per il ricovero degli inabili, invece di imparare a prevenire l’insorgere delle inabilità? Mentre il mondo progredisce, anche le nuove malattie (o per lo meno i nuovi nomi delle malattie) dovrebbero moltiplicarsi con rapidità allarmante?

Abbiamo preso in considerazione l’argomento della salute per il verso sbagliato. Spendiamo cento dollari nel tentare di ricuperare la salute quando dovremmo spendere un dollaro per imparare a mantenerci in salute. Ci diamo una svegliata soltanto quando crolliamo a pezzi. Di conseguenza paghiamo ogni anno circa un miliardo e mezzo di dollari per questa follía, somma che potremmo risparmiare se prestassimo sufficiente attenzione alla prevenzione delle perdite non necessarie dovute a malattie e morte in questo Paese.

Probabilmente la peggiore, e sicuramente piú diffusa malattia in America è l’umaníte, ovvero il febbrile desiderio di essere super-civilizzati. L’onesta salute negli elementi ispidi, ruvidi e grezzi della vita è stata sostituita da un malsano assortimento di rifiniture da serra riscaldata che non servono a nulla se non ad aumentare l’orgoglio e l’indolenza di una società. Piú un uomo si arricchisce, meno si cura di sé stesso; e per ammalarsi, un uomo deve avere lasciato inerte una qualche parte di sé. Abbiamo bisogno di essere tolti dalle mani dai nostri servitori e di essere privati dei nostri lussi.

Considera la anti-igienica giornata dell’uomo medio “di successo”. Ha dormito in una stanza troppo calda e poco ventilata. Si alza tardi — e la sua intera giornata viene immediatamente marchiata con la “Fretta”. Fa un bagno frettoloso, non abbastanza caldo da lubrificare la macchina corporea, né abbastanza freddo da svegliare la mente per affrontare la giornata.

La sua colazione, ingurgitata frettolosamente e senza appetito, consiste principalmente di crema di cereali e frutta acida — una combinazione alimentare che quasi sicuramente scatenerà una ribellione nello stomaco.

Fa una corsa per acchiappare il tranvai, il treno o la limousine, afferrando per strada un quotidiano, e mentre il veicolo lo porta in centro sballottandolo, lui disturba la vista, la digestione e i sentimenti riempiendosi la mente di tragedie e stupidaggini da tutto il mondo, che non gli saranno di alcuna utilità per la sua giornata. Raggiunto l’ufficio con stomaco e cervello irritati e lamentosi, egli inizia a lavorare in condizioni non adatte a sopportare le sollecitazioni su occhio, orecchio, cervello e nervi che sono richieste nel mondo moderno a un uomo di successo. Se si sente “giú di corda” manda qualcuno in farmacia a prendergli delle pastiglie per il mal di testa – e causa ulteriori danni allo stomaco.

Lavora indossando vestíti assurdi e scomodi — dalle scarpe strette, al colletto alto e rigido. Non avendo mai imparato la scienza del rilassamento, lavora freneticamente, sino al momento di uscire per il pranzo dell’una di pomeriggio. Arriva al ristorante profondamente immerso in pensieri e problemi attraverso i quali i succhi gastrici non possono percolare. Il piú delle volte, parla di “trattative commerciali” tra un caffè e un sigaro — una consuetudine che, secondo analisi scientifiche, appare fisiologicamente e psicologicamente insensata.

Dopo un giorno passato in stretto isolamento, corre nei quartieri alti, si veste con abiti ancóra piú assurdi, fa una cena pesante e poi spinge sé stesso a partecipare a un evento serale che gli fa perdere le migliori ore di sonno — dalle dieci di sera a mezzanotte — e infine si butta nel letto con la sensazione orribile di dover fare la stessa cosa l’indomani, e il giorno dopo, e il giorno dopo ancóra per il resto dei suoi giorni.

Che cosa c’è di sbagliato in quest’uomo ? Lui semplicemente non conosce il significato e lo scopo della civilizzazione, e dei mezzi per raggiungere un fine ne ha fatto il fine stesso. L’oggetto della civilizzazione è quello di sviluppare il cervello umano, cosa che fa in modo preciso, tramite l’attrito, la competizione, la costrizione e le abitudini della vita americana del Ventesimo Secolo. Ma mentre la civilizzazione rafforza il cervello, essa indebolisce il corpo. L’infinita sfilza delle malattie croniche è prodotta e perpetuata dalla civilizzazione. Solamente se l’uomo ridiventa incivile, o de-civilizza sé stesso nel corso di una certa porzione del suo tempo, può sperare di raggiungere grande longevità abbinata a una grande produttività.

Noi siamo adesso nel terzo stadio dello sviluppo della razza. Nella prima infanzia della razza siamo stati animali; nell’adolescenza della razza siamo stati personaggi di romanzi, adoratori di miti, favole, dogmi, superstizioni; nella fase dell’età adulta della razza siamo macchine mentali o industriali; nella fase del superuomo della razza saremo spiriti liberati, con cervello, cuore e corpo completamente sviluppati, che vengono usati e comandati dai loro coscienti proprietari. La terza fase, quella mentale, è la meno sana di tutte; poiché non ha la forza persistente della fase del corpo, la fede vivificante della fase del cuore, o l’equilibrio rinnovatore della fase dell’anima.

Guardiamo adesso attentamente alla saggezza superiore degli animali, in termini di abitudini, consuetudini e istinti pertinenti la salute. La Natura è la vera guida per la salute; e nella molteplicità di cure, culti, -patíe, -ologíe e -ismi moderni, la nostra sicurezza è ínsita nel ricorso alla Natura. Mentre la Medicina, la Psicología e la Chirurgía potranno essere necessarie in casi acuti di malattie specifiche, un modo di vivere puramente naturale è il migliore per preservare la salute. Possiamo imparare questo dagli animali, nei seguenti aspetti :

1. Cibi naturali. — Gli animali mangiano solamente quando hanno fame, i cibi piú semplici, al solo scopo di soddisfare l’appetito. Miriadi di esseri umani mangiano tre volte al giorno — e non hanno mai davvero fame. Per essere affamato, dovresti sentire l’acquolina in bocca al solo pensiero di una fetta di pane integrale spalmata di burro. Se, come ci viene détto, nove decimi di tutti i nostri malanni derivano da cattiva digestione, potremmo ben dire che le malattie nascono a metà strada tra i fornelli del cuoco e la carta del menú. Perché quasi tutti gli alimenti che devono essere cotti devono ancóra di piú essere conditi, e una cena è letale a causa della sua varietà. Chi di noi proporrebbe un trancio di carne cruda come piatto forte di un banchetto ? Schiere di disturbi comuni potrebbero essere ascritti in gran parte alla moda attuale di mescolare tutti i tipi di alimenti, prima nella cucina del cuoco e poi sulla carta del menu.

Un pranzo ideale, contenente elementi per sostenere la vita e soddisfare la fame, è un pezzo di pane di Graham con il burro, un uovo in camicia, un bicchiere di latte puro e una mela cotta. Quante persone, invitate a pranzo, oserebbero ordinare un pasto del genere ? Sei piatti principali sono sufficienti per un qualsiasi pasto. Eppure alcuni dei nostri piú nobili statisti, invitati a feste e banchetti, vanno a letto con un mal di stomaco vecchio stile a causa della “ospitalità” dovuta alla loro popolarità. Vera ospitalità significa riempire il cuore, la mente e l’anima dei nostri amici — non il loro stomaco. E attendo con ottimismo il tempo in cui l’unico bene commestibile offerto a un ospite di passaggio sarà una deliziosa e rinfrescante bevanda — calda d’inverno, fredda d’estate, piú rispettosa della sua digestione che del nostro orgoglio.

2. Sonno naturale. — Gli animali dormono quando il mondo è al buio, si svegliano quando il loro sonno è concluso, e si rilassano perfettamente durante il processo. Noi uomini e donne trasformiamo la notte in giorno e perdiamo tre o quattro ore all’inizio del riposo notturno; di conseguenza dipendiamo dalla sveglia per alzarci quando vorremmo dormire, e abitualmente dormiamo in una tensione di nervi originata dalle preoccupazioni di casa o dell’ufficio, dai piaceri della mezzanotte, o dal letto, dalla biancheria da letto e dalla camera da letto che non c’entrano nulla con la materia del sonno. Per quasi tutte le persone della civiltà americana, le ore di sonno salutari sono dalle dieci di sera alle sei o sette di mattina. Una o due volte alla settimana è permesso, e credo sia psicologicamente desiderabile, posticipare di un’ora o poco piú il momento di coricarsi; e di tanto in tanto, per uscire dalla monotonía, uno potrà persino rimanere alzato tutta la notte. Ma coricarsi a un sano orario fisso è una delle imperative necessità della nostra vita. Un sonno incompleto e insufficiente è un grande fattore in quella schiera di guai nervosi che oggi affliggono gli americani. Il letto è il pezzo piú importante dell’arredamento di casa. Una delle cattive abitudini della vita americana è la prevalenza dei letti singoli e stretti, che violano il principio della necessità di muoversi che sussiste anche durante il riposo. Nessuno può dormire bene su un lettino largo tre piedi. Inconsciamente, cambiamo la nostra postura durante il sonno — e mantenere la stessa posizione durante le otto ore di sonno non è piú naturale di mantenerla durante le otto ore di coscienza da svegli.

Il letto dovrebbe essere sufficientemente largo e lungo da consentire una completa e comoda distensione su tutti i lati. Un materasso ortopedico ben spesso, di morbidezza garantita; una serie di molle indistruttibili che permettano la massima elasticità; un corredo di coperte lunghe abbastanza da potere essere rimboccate bene sotto il materasso; un cuscino sottile, e camicie da notte traspiranti e larghe, in particolare intorno al collo; — queste sono alcune delle essenzialità del sonno naturale. Il grande principio è mantenere i piedi caldi e la testa fresca, dato che la profondità dell’assopimento è proporzionale alla diminuzione dell’afflusso di sangue alla testa. Il cuscino dovrebbe avere uno spessore inferiore ai sei pollici e una sufficiente durezza che non sia scomoda. I cuscini morbidi e spessi sono fatti per teste morbide e spesse.

3. Esercizio fisico naturale. — Gli animali sono costretti a fare esercizio fisico, per procurarsi il cibo; ma il loro è un gioco, che non è un fastidio ma un piacere. Per gli uomini vale l’opposto. Piú in alto arriva un uomo, piú sta seduto. Niente può sostituire l’esercizio fisico all’aperto, che è il regolatore automatico della digestione, della respirazione, della circolazione, dell’eliminazione. Ogni intellettuale, per mantenersi “in forma” nella mente e nel fisico, dovrebbe trascorrere un’ora all’aria aperta tutti i giorni, impegnandosi in una breve passeggiata, andando a cavallo, praticando atletica, o qualche altro tonico fisiologico che faccia muovere i muscoli.

4. Bagni naturali. — Agli animali viene fatto eseguire un costante processo di rafforzamento e salute — garantito dall’avere il loro corpo esposto alle intemperie. Allo stesso modo, il corpo umano è stato fatto per essere bagnato dalla pioggia — guarda quanto velocemente il ragazzino corre fuori, senza ombrello e senza farsi notare, nel bel mezzo di un acquazzone estivo. Un indicatore primario della salute è che ti puoi godere un bagno, qualsiasi sia la stagione dell’anno. Ma un bagno freddo non s’addice mai a un corpo freddo; e, a meno che uno non abbia una grande riserva di energía, l’abluzione mattutina dovrebbe sempre essere sufficientemente temperata da evitare il fastidio. Si dice che l’acqua possa essere usata in mille modi diversi, per la conservazione o il ricupero della salute. Ogni uomo, donna e bambino dovrebbero conoscere per principio e per esperienza, il tipo, il numero e la durata dei bagni, settimanali o giornalieri, piú adatti al carattere, alla natura e alla necessità del singolo.

5. Aria naturale. — Gli animali immergono continuamente i polmoni nell’ossigeno, non temono “le correnti d’aria”, permettono alle rinfrescanti e tonificanti brezze di giocare sul corpo giorno e notte, estate e inverno, durante tutto l’anno. Ma nelle nostre città, dove si suppone che gli animali umani siano al massimo dell’efficienza, ci sono migliaia di negozî, fabbriche, caseggiati e appartamenti i cui abitanti non lasciano entrare aria pura fin quando il caldo non li obbliga ad aprire le finestre. Aerare la casa una volta al giorno non è sufficiente — ogni finestra deve essere mantenuta sempre aperta, anche soltanto di un pollice in alto. Ci sono ventilatori brevettati che deflettono le correnti d’aria fredda esterna e diffondono gradualmente l’ossigeno nella stanza. Una delle abitudini piú salutari è quella di fare un bagno di aria prima di andare a letto, indossando semplicemente accappatoio e sandali e camminando velocemente per dieci o quindici minuti, con le finestre tutte spalancate. Noi non temiamo l’esposizione agli elementi atmosferici, bensí temiamo che venga esposta la nostra paura degli elementi. Chiunque abbia superato la paura dell’aria pura in misura sufficiente da provare a dormire sotto a un portico per qualche mese ti dirà quanto sia impossibile per una persona veramente sana dormire tra quattro grandi mura e una piccola finestra in quella che chiamiamo camera da letto.

6. Luce solare. — Gli animali vengono rivitalizzati, disinfettati e resi asettici dallo splendore del sole, che è il piú grande germicida, detergente e tonico noto alla Scienza. Se si potesse inventare un modo di imbottigliare la luce solare, e venderla alle persone malate a un prezzo esorbitante, l’inventore diventerebbe miliardario in un batter d’occhio. Abbiamo bisogno di piú finestre nelle nostre case, perché nemmeno una casa su cinquanta ne ha abbastanza. Una casa dovrebbe essere riguardata come una semplice cornice per la luce solare. Chiunque costruisca una casa dovrebbe inserire nel progetto un salotto per il sole; un tale salotto sarebbe molto piú salutare del salotto per le chiacchiere. Non raccomanderei, infatti, di far entrare molta luce in un salotto ordinario; questo, essendo in genere ornato a stucco, rischierebbe di sciogliersi se troppo sole lo colpisse. In ogni malattia c’è sempre un’ampia striatura di artificialità.

Lasciamo inondare le nostre case e i nostri cuori di luce; strappiamo via le tende pesanti dalle nostre finestre e dalla nostra mente; rendiamoci conto che la salute non è altro che verità trasformata in vita. E se vogliamo che la verità ci diriga dobbiamo cercare Dio e la Natura. Dio guarisce l’anima, la Natura guarisce il corpo; quando abbiamo imparato ad applicare questo fatto, aumenteremo enormemente la lunghezza e la forza della nostra vita.

Perché il modo per star bene non è quello di inghiottire qualcosa, ma di imparare qualcosa — e quindi viverlo !

 

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Per avere una vita più lunga e sana l’alimentazione ‘verde’ non basta mai. E le dosi consigliate raddoppiano. E’ quanto sostiene uno studio dell’Imperial College di Londra

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI – Repubblica – Fonte


LONDRACinque porzioni di frutta e verdura al giorno, il mantra di una dieta salutare, in realtà non bastano. Chi vuole una vita lunga e sana dovrebbe mangiarne il doppio. Dieci frutti o porzioni di verdura al dì, secondo una ricerca dell’Imperial College di Londra, è la ricetta della salute e della longevità. Un’indicazione che viene dall’analisi di 95 studi separati sull’argomento, su un campione complessivo di 2 milioni di persone. Una porzione è l’equivalente di 80 grammi di frutta o verdura: come dire una banana, una pera o tre cucchiaini di piselli e spinaci. Moltiplicati per dieci, per chi vuole dare retta alla prestigiosa università londinese.

La ricetta della salute? Dieci porzioni di frutta e verdura al giorno

La ricerca, pubblicata sul Journal of Epidiemology, una rivista scientifica britannica, e ripresa stamane dalla Bbc, dal Times e da altri giornali, identifica anche specifici tipo di frutta e verdura che riducono il rischio di cancro o disturbi cardiaci. La riduzione del rischio di tumori viene collegata a un’alimentazione che consumi verdura verde (come gli spinaci o l’insalata), gialla (come i peperoni o cavolfiori). Il minor rischio di malattie cardiache è associato al consumo di mele, pere, arance, lattuga e cavolfiori.

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L’indagine esamina inoltre il rischio di morte prematura in relazione al consumo di frutta e verdura. Duecento grammi al giorno (due porzioni e mezzo) di frutta o verdura diminuiscono il rischio di malattie cardiovascolari del 13 per cento, mentre 800 grammi al giorno (dieci porzioni) lo riducono del 28 per cento. Duecento grammi al giorno riducono il rischio di tumori del 4 per cento, 800 grammi al giorno lo riducono del 13 per cento. E in generale 200 grammi al giorno riducono il rischio di morte prematura del 15 per cento, 800 grammi del 31 per cento.

“E’ noto che frutta e verdura riducono i livelli di colesterolo, la pressione del sangue e aumentano le difese del sistema immunitario”, dice la dottoressa Dagfinn Aune, uno dei ricercatori dell’Imperial College, alla Bbc. “I nostri studi confermano che cinque porzioni di frutta o verdura al giorno fanno bene, ma ci sono benefici anche maggiori per chi ne consuma ancora di più”. Secondo le statistiche, soltanto un cittadino britannico su tre consuma quotidianamente cinque porzioni di frutta o verdura. Le autorità sanitarie ritengono che chiedere alla popolazione di consumarne il doppio sia un obiettivo irrealistico. E commenta la dottoressa Alison Tedstone, direttrice di Public Health England aggiunge: “Cinque al giorno è la base di una dieta sana e bilanciata”.

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