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E in questo, il contatto con gli elementi naturali riveste un’importanza fondamentale. “Il camminare – si legge in un passo del suo libro La mente del bambino – significa per il bimbo qualcosa di molto diverso da ciò che significa per noi”.

“Sono le cose interessanti che lo circondano a spingerlo avanti in passeggiate piene di scoperte interessanti, con l’istinto di muoversi passando da una scoperta all’altra. Tutti i bambini dovrebbero camminare così: guidati da ciò che li attrae”.

Esplorare, quindi, risulta una componente fondamentale per lo sviluppo fisico e intellettivo di un bambino. Chi lo educa, deve spingerlo a farlo, stimolando il suo coinvolgimento nelle cose che lo circondano.

Interesse e curiosità, quindi, saranno due caratteristiche che lo guideranno durante la vita, favorendo lo sviluppo di una coscienza critica, che sappia porsi domande e darsi risposte.

immagine: Wikipedia

Ma come possiamo favorire questo tipo di esperienze nei più piccoli? Cercando proprio di recuperare le relazioni dirette con terra e acqua. L’importanza di far toccare con mano da vicino ai bambini cosa significhi seminare, curare, far crescere, raccogliere e infine gustare appare, a tale scopo, basilare.

Affondare le mani nella terra significa, per tutti e per i bimbi in particolare, ristabilire un contatto primordiale. Curare i frutti che essa può darci con l’acqua, di conseguenza, può far capire loro come si origina la vita.

L’emozione e la meraviglia generate dal veder spuntare un pomodoro, una zucchina o una melanzana possono essere grandissime, per i più piccoli. Si ricorderanno per sempre delle loro “creature”, nate e cresciute grazie alle cure e alla dedizione.

Un po’ come avviene in molte circostanze della vita, per avere frutti è necessario impegnarsi. Educatori e pedagogisti, dunque, consigliano di far vivere al bambino l’esperienza dell’orto, proprio come metafora di sviluppo e arricchimento. Avere un piccolo pezzetto di terra, o anche solo un vaso, con piante da coltivare, significa far crescere meglio i nostri figli.

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Viviamo in un mondo di maschere nel quale è difficile dire quello che si pensa, c’è bisogno di tanto coraggio e spesso si viene etichettati come persone non-comuni, non conformi, fuori dalle regole. Quello che dovrebbe essere un vantaggio, un pregio, ossia l’essere verità, dire la propria verità, in realtà diventa una “scomodità” per il sistema, per chi ci circonda e per chi ogni giorno è abituato ad indossare una maschera diversa. Un mondo che abbiamo costruito noi stessi, fatto di apparenza, di inganni e di rapporti umani di circostanza; dire quello che si pensa è spesso considerato poco opportuno specie se non coincide con quello che pensa il nostro interlocutore.

In pratica preferiamo indossare una maschera, per adattarci a persone, eventi e luoghi. Queste maschere sono frutto delle paure ereditate geneticamente da chi ci ha preceduto in questa società, nella quale esiste la paura tangibile di risultare inadeguati se si è sinceri, paura di essere derisi, di rimanere soli, emarginati. Ecco perché ci vuole coraggio per dire quello che si pensa, perché bisogna abbattere questa paura ancestrale, la paura di restare soli, la paura di non essere capiti, la paura del giudizio o di ritorsioni nei propri confronti. Ad esempio conosco persone che pur essendo esemplari nel loro modo di vivere leale ed onesto, sono costrette a non poter esprimere quello che pensano, per il semplice motivo che se lo dovessero fare, i datori di lavoro gli direbbero “quella è la porta!”, e con la crisi in atto e l’aumento della disoccupazione la paura vince sul coraggio di essere se stessi.

Per “convenienza” anche queste persone che spiccano per doti umane, si sentono costrette a non potersi esprimere a proprio piacimento, scelgono di recitare un “ruolo”, quello del dipendente burattino, e il prezzo da pagare è sempre quella maledetta maschera da indossare. Il rischio nel NON dire quello che si pensa è quello di smettere di essere se stessi e di cadere in balia delle diverse personalitàche affollano la nostra mente. Smettendo di essere “veri” si smetterà di Essere se stessi: è una legge! Questo non vuol dire che il nostro Sé scomparirà da un giorno all’altro, ma giacerà addormentato nel profondo abisso della nostra essenza, sotto un immenso strato di pensieri compulsivi e personalità multiple sparate a raffica a seconda dei contesti nei quali viviamo. Nascono così gli atteggiamenti di “facciata”, le frasi di circostanza, l’essere carini con tutti, gentili, sempre disponibili, mai una parola fuori posto. Insomma, dei perfetti fantocci!

Ma c’è di più, perché chi mente, compie uno spreco energetico non indifferente. L’indossare una maschera per ogni occasione così come il mentire comportano, infatti, uno sforzo. Questo sforzo si traduce in un dispendio energetico inutile, perché lo scopo non è reale, bensì fittizio. Si indossa la maschera per fingere di essere reali, veri, genuini, quando in realtà la verità consiste nel coraggio di essere come siamo e nel dire ciò che pensiamo, senza maschere!

ll non mentire, l’essere se stessi sempre e comunque, insieme al coraggio di dire quello che pensiamo, comportano un minor dispendio energetico e consentono, al contempo, di non renderci schiavi delle aspettative altrui. Smetteranno così di esistere la paure, non avremo il timore di non piacere o di non essere all’altezza, perché saremo ciò che siamo e diremo ciò che pensiamo, senza alcuna paura. Dobbiamo smetterla di indossare le maschere per piacere sempre agli altri, per essere alla moda, per non venire tagliati fuori dal gruppo. Non dobbiamo aver paura di venire allontanati da chi, non ancora soddisfatto del suo sonno, desidera continuare a dormire.

Ricordatevi che dire quello che si pensa fa parte della natura umana, pensate ad esempio ai bambini ed alla loro capacità di dire quello che pensano. A volte possono sembrare politicamente scorretti, fuori luogo, fin troppo sinceri, ma non c’è una “bella” menzogna che sia preferibile alla seppur cruda verità.
Quindi non auto-priviamoci della libertà di poter dire liberamente ciò che pensiamo, lo stesso Freud diceva che scherzando si può dire tutto, anche la verità 😉 !!

Il rifiuto assurdo della verità è naturale nell’uomo. L’uomo non vuole essere, ma apparire. Non vuole vedere ciò che è, cerca solo di prendersi per il personaggio che gli altri vedono in lui.” – Svami Prajnanapada

Gli uccelli nati in una gabbia pensano che volare sia una malattia.” – Alejandro Jodorowsky

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Diventare madri significa assumere uno dei ruoli più impegnativi ed importanti della propria vita; ci si carica di numerose responsabilità, e si cerca di avere la risposta agli innumerevoli dubbi che si accavallano nella propria testa ogni giorno – o almeno si cerca di trovarla.

È impossibile assolvere ad un tale compito in maniera inappuntabile, e senza sbagliare: infatti, non esiste una formula universale per essere brave mamme, ma ognuna lo è a modo suo, col suo bambino, da cui impara, oltre ad insegnare.

Cercare di essere una madre perfetta non solo è irrealizzabile, ma risulta controproducente, perché conduce alla frustrazione ed impedisce di godere della bellezza della maternità.

A volte si pretende il massimo da se stesse, e nel tentativo di inseguire la perfezione, soffochiamo la nostra spontaneità, e ci impediamo di apprendere dai nostri errori. Il compito di ogni mamma dovrebbe essere quello di contribuire alla formazione dei propri figli, in un ambiente caratterizzato da amore e rispetto, perché possano imparare ad essere felici.

Tuttavia ci si dimentica che i figli apprendono molto attraverso l’esempio che mostriamo loro: ciò significa che se la mamma è soddisfatta di sé e della propria vita, insegnerà ai figli ad essere felici. Una mamma dovrebbe innanzitutto sentirsi a proprio agio nel ruolo di madre, avere fiducia in se stessa e nel proprio istinto: solo così può stabilire una connessione genuina, diretta e profonda col proprio figlio.

Nessun bambino ha bisogno di una madre perfetta: anch’egli impara sperimentando e, perciò, sbagliando. Sono le madri che spesso si impongono di voler diventare le migliori, più che altro per mostrare agli altri che sono capaci. Invece l’unica persona che dovrebbe impressionare con le proprie doti è suo figlio, che tuttavia sarà ammaliato solo da una mamma allegra, felice, in pace con sé e gli altri; una donna che non ha smesso di scoprire e realizzare se stessa solo perché è diventata madre, ma che considera questa magnifica esperienza una parte di ciò che è, e non rinuncia ad approfondire le altre.

Una mamma è, infatti, anche una donna, un’amica, una sorella, una moglie, un’artista, una lavoratrice e qualsiasi altra cosa faccia vibrare il suo spirito e muovere il suo corpo: è importante non dimenticarlo, per poter essere felici e render tali anche i propri figli.

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Vaccini? Ce li impone il potere mondialista di Washington.

“L’ITALIA GUIDERÀ NEI PROSSIMI CINQUE ANNI LE STRATEGIE E LE CAMPAGNE VACCINALI NEL MONDO. 

È quanto deciso al Global health security agenda (Ghsa) che si è svolto il 19 maggio scorso alla Casa Bianca. 

Il nostro Paese, rappresentato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, accompagnata dal Presidente dell’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) prof. Sergio Pecorelli, ha ricevuto l’incarico dal Summit di 40 Paesi cui è intervenuto anche l’ex presidente USA Barack Obama”.

Nessun complotto, è tutto scritto: nero su bianco. Per chi abbia l’onestà e il coraggio di non compiere, ancora una volta, il vile gesto dello struzzo. 

L’Italia, mediante una decisione presa a Washington e non certo dal nostro Stato sovrano, è stata eletta capofila e apripista della nuova strategia mondiale di vaccinazione coatta (Global health security agenda).

https://www.diegofusaro.com/vaccini-ce-li-impone-potere-mondialista-washington/

http://www.vivereinmodonaturale.com/2018/08/vaccini-ce-li-impone-il-potere.html

La piattaforma ha spiegato che tali contenuti non sono in linea con le sue policy.

La piattaforma YouTube ha deciso di prendere posizione contro chi mette in dubbio l’efficacia dei vaccini, mettendo al bando i video e le inserzioni pubblicitarie no vax.

L’annuncio è arrivato attraverso un comunicato a BuzzFeedNews. YouTube ha spiegato che tali contenuti non sono in linea con le policy della piattaforma, che vietano di trarre profitto da video che contengono materiale “pericoloso e dannoso”.

YouTube ha anche evidenziato nel suo comunicato come “i video promozionali contrari alle vaccinazioni rappresentino una violazione di queste politiche”.

La decisione di bloccare i video e le inserzioni no vax è stata presa dalla piattaforma dopo che alcune società hanno decido di ritirare le proprie pubblicità da YouTube perché erano accompagnate da filmanti che invitavano a non vaccinare i bambini.

Una delle prime aziende a tirarsi indietro e a costringere la piattaforma a prendere provvedimenti è stata la Vitacost, che produce vitamine, e che ha rinunciato alla pubblicità su YouTube dopo che i suoi spot sono stati associati a video no vax.

“Ci siamo imposti regole severe per impedire che i nostri annunci vengano corredati da contenuti sensibili, ma così non è stato”, ha affermato il portavoce dell’azienda.

“Continueremo a rimanere fuori dalla piattaforma fino a quando tali modifiche non saranno apportate”, ha aggiunto il portavoce, che chiede a YouTube mosse concrete per evitare che i prodotti della Vitacost possano essere di nuovo associati a video contro le vaccinazioni.

Anche la società di tecnologie sanitarie, Nomad Health, ha dichiarato che “non eravamo a conoscenza del fatto che le nostre pubblicità erano corredate da video anti-vaccinazione” e ha anche specificato che l’azienda “non supporta il movimento no vax”, aggiungendo che “agirà per impedire che una situazione simili si verifichi nuovamente in futuro”.

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Certo, è molto importante lavarsi le mani. Ma il grosso problema, almeno in Occidente è che i genitori hanno deciso di prendere troppo sul serio questo problema per mantenere tutto molto pulito.

La scienza moderna mostra che liberarsi di piccoli organismi chiamati microbi con disinfettanti per le mani, saponi antibatterici e overdose di antibiotici sta causando un impatto terribilmente negativo sul sistema immunitario dei nostri bambini, afferma la microbiologa Marie-Claire Arrieta, co-autrice di un libro intitolato “Let Let Man Dirt: salvare i nostri bambini da un mondo obsoleto”.

Esperti ritengono che questa esagerazione nella pulizia contribuisca a una serie di condizioni croniche che vanno dalle allergie all’obesità. Marie-Claire Arrieta spiega che quando nasciamo, non abbiamo microbi.

Il nostro sistema immunitario è sottosviluppato. Ma non appena i microbi entrano in azione, attivano il nostro sistema immunitario che inizia a funzionare correttamente. Un’igiene eccessiva è un’ipotesi che spiega perché le allergie, l’obesità e le malattie infiammatorie sono malattie in crescita. Questa spiegazione, tuttavia, non è solo genetica, secondo Marie-Claire Arrieta.

La ricerca mostra costantemente che questa mancanza di esposizione ai microbi sta contribuendo alla comparsa di queste malattie. Gli scienziati ritengono che questa esposizione precoce delle nostre vite sia necessaria affinché il nostro sistema immunitario sia adeguatamente formato e alla fine per prevenire lo sviluppo di queste malattie.

Uno di questi dati mostra che i bambini che crescono in un ambiente rurale hanno meno probabilità di sviluppare asma, secondo le prove epidemiologiche. Ovviamente non si tratta solo di raccogliere le cose e andare a vivere in una fattoria, ma ciò che lo studio suggerisce è che vivere in un ambiente senza un eccesso di pulizia è in realtà migliore.

La stessa logica si applica al vantaggio di avere un animale domestico, in particolare un cane. Gli studi hanno anche dimostrato che la pulizia di tutto ciò che entra nella bocca del bambino aumenta le possibilità di asma. L’incidenza dell’asma diminuisce se il ciuccio viene pulito nella bocca dei genitori.

Ovviamente l’igiene è essenziale per la nostra salute. Non dovremmo smettere di lavarci le mani. Ma la cosa giusta è farlo al momento che è efficace per la prevenzione delle malattie, cioè: mangiare e dopo usare il bagno. Qualunque cosa accada, non è necessario.

Quindi, se il tuo bambino è nel cortile a giocare con la sporcizia, non devi rimuovere quella sporcizia, avvertono gli scienziati. Ci deve essere un equilibrio tra prevenire l’infezione, che è ancora una minaccia reale nella società, ma anche promuovere questa esposizione microbica che, per gli studiosi, è salutare.

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