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“Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più inclini di chi si ciba di Vegetali a massacrare i propri simili. ” – Pitagora


Il nuovo futuro Joker del cinema, vegano dall’età di 3 anni, è uno degli attori più sensibili al tema della sofferenza animale e ora sfrutta i riflettori puntati sulla sua immagine per via del suo prossimo importante ruolo, per fare luce sullo specismo, forma di discriminazione secondo la quale tutte le altre specie animali diversa dalla nostra siano inferiori a quella umana.

Joaquin Phoenix, interprete magistrale di The Master e di Joker, ha svelato alla stampa di essere vegano dall’età di 3 anni, dopo un’esperienza shock nella pesca.


Joaquin Phoenix, interprete del film “The Master”, è da tempo impegnato nella protezione degli animali e in numerose istante ambientaliste. Un percorso nato da lontano, addirittura dall’infanzia: in una recente intervista, l’attore ha dichiarato di essere vegano già dalla tenerissima età di tre anni.

La decisione non sarebbe stata decisa dai genitori dell’attore – e del compianto fratello River Phoenix – quanto da un episodio che ha turbato profondamente l’artista da bambino. In barca con tutta la famiglia per una battuta di pesca, Joaquin si sarebbe spaventato dalle modalità di uccisione del pesce, tanto da rifiutare da quel momento di mangiare carne.

Vi erano cinque bambini e tutti hanno iniziato a urlare ai genitori: “Non mangeremo mai più carne”. Questo perché eravamo su una barca, stavano pescando del pesce e battevano gli animali sul bordo dell’imbarcazione per ucciderli. […] Non si può negare fosse brutale, barbarico e orribile per noi, quindi abbiamo protestato. Mi ricordo come mia madre non rispondesse, così le abbiamo detto: “Perché non ci hai spiegato da dove arriva la carne?”. Non sapeva che rispondere. Sento di avere il ricordo di vederla piangere.

Phoenix, molto sensibile e accorato sul tema dell’alimentazione priva di prodotti di origine animale, da tempo è impegnato in campagne di sensibilizzazione in collaborazione con PETA. Avendo vissuto la transizione vegana in così giovane età, vuole dimostrare come questa scelta alimentare sia tanto valida come le altre, mentre spesso è a suo parere vittima di ingiustificata discriminazione.

Credo si tratti semplicemente di accrescere la comprensione. Quando ero un ragazzino, le persone pensavano che i vegani fossero un fo****o culto con rituali bizzarri e altra m***a, come strane regole per l’abbigliamento.

Phoenix, a breve di nuovo al cinema nella pellicola “Her” a fianco di Scarlett Johansson, aggiunge come la scelta di un’alimentazione vegana sia importante per conosce una realtà alternativa, quella “realtà delle cose che non si conoscono” e che, proprio per questo, possono essere dannose per l’ambiente e gli animali.

In altre parole, scegliere di escludere i prodotti di origine animale della propria dieta non è un semplice vezzo di moda, bensì sarebbe una presa di consapevolezza e un passaggio all’azione per la difesa del Pianeta.

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Il difensore della Roma racconta il motivo della sua decisione: “Forse ho cominciato per gli aspetti legati alla salute, mi riprendevo meglio dopo le partite. Poi ho visto alcuni documentari… ho scoperto cose difficili da ignorare”

La cosa è ormai nota da tempo: Chris Smalling segue una dieta vegana. Il difensore della Roma in prestito dal Manchester United ha parlato della sua scelta alla BBC, in occasione del documentario “Football Going Vegan”. Ecco le sue dichiarazioni:

La cosa che mi ha spinto di più a diventare vegano è il benessere degli animali. Forse ho cominciato per gli aspetti legati alla salute, visto che mi riprendevo meglio dopo le partite. Poi ho visto alcuni documentari, ho letto dei libri… ho scoperto cose difficili da ignorare. Mia moglie non si aspettava che io diventassi vegano, ma quando ho cominciato a capire, il benessere degli animali è il fattore che mi ha spinto a dire ‘Ok, da oggi sarò vegano’. I compagni di squadra fanno domande. Le battute ci sono, è normale, ma vogliono comunque ascoltare il mio percorso e fanno domande. Uno in particolare? Lukaku, ma anche Lindelof. Gli ho mandato tante ricette che facciamo a casa. Le persone si interessano a questa cosa, se mi fanno domande sono felice di rispondere. Una volta a mensa l’opzione vegana non c’era proprio, o se c’era era relegata in un angolo della lavagna. Ora è su quella stessa lavagna, ha la lettera ‘V’ accanto ed è bello vedere come molte persone la scelgano, spesso il vassoio rimane quasi vuoto“.

 

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Un’intera città dove è vietato l’uso e il consumo di carne perché la religione non permette il massacro di animali. Palitana, nello stato di Gujarat, in India è una cittadina dove il vegetarianesimo è stato imposto.

Dal lontano 2014 a Palitana, gli animali non vengono più macellati e sia la vendita che il consumo di carne e pesce, viene considerato illegale. Una decisione alla quale si è arrivati dopo che oltre 200 monaci avevano iniziato uno sciopero della fame, con la promessa di non fermarsi finché non si sarebbe optato per la fine del massacro degli animali.

La protesta dei monaci affonda le sue radici nel giainismo, una delle più antiche religioni del mondo, secondo cui nessun essere vivente deve essere maltrattato a tal punto che i Jain non solo non si cibano di animali, ma neanche di tutte quelle piante come cipolle, patate, carote, rape e bulbi, in cui viene estirpata interamente.

Vietato anche il miele e tutti quei frutti dove non è possibile separare dalla polpa i semi come il melograno e i kiwi, perché così facendo non si permette di compiere il ciclo di vita. Una visione estrema che è abbracciata da circa 5milioni di persone, il numero di fedeli che crede nello giainismo. Uno dei siti più sacri è proprio la Palitana, dove la carne è contro l’insegnamento della religione.

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Il 14 agosto del 2014, il governo del Gujarat ha quindi dichiarato la città una “zona senza carne”, istituendo il divieto assoluto sulla vendita di carne e uova e una legge contro il massacro di animali.

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Una decisione che tutt’oggi non mette d’accordo proprio tutti. Mentre i Jain esultano, per i musulmani e pescatori, la situazione è diversa. I primi rappresentano il 25% della popolazione che lamentano il fatto di essere stati obbligati a diventare vegetariani e si sentono violati dei loro diritti; i secondi hanno dovuto chiudere le loro attività e rimproverano il governo locale di aver creato una norma ad hoc che li ha penalizzati.

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Le scuole primarie e secondarie di Aragona, in Spagna, includeranno nella loro griglia tematica la disciplina “rispetto per gli animali” che fa parte del programma Animal World.

Rispetto, amore e cura per gli animali è un argomento che sta diventando sempre più popolare nella nostra società. Le persone si stanno rendendo conto che condividiamo il mondo con questi animali e che non siamo superiori, siamo come loro e condividiamo tutti gli stessi diritti.

La mentalità che gli animali devono soffrire per la nostra convenienza è già stata superata da molti che ora stanno lottando per i loro diritti. E’ molto più interessante quando questo rinnovamento di pensiero viene dalla culla, quando i bambini nascono sapendo già che devono amare e rispettare gli animali e non hanno bisogno di diventare adulti per imparare la lezione.

Alcune scuole in Spagna rappresentano già un buon esempio per gli studenti, incoraggiando una sana convivenza tra uomini e animali.

Le scuole primarie e secondarie di Aragona, in Spagna, includeranno nella loro griglia tematica la disciplina “rispetto per gli animali” che fa parte del programma Animal World.

La conoscenza degli animali sarà allineata con l’età degli studenti in modo che l’insegnamento sia più efficace. Gli studenti più giovani inizieranno ad apprendere “la fauna urbana nell’ambiente scolastico”, e dopo questa prima lezione comprenderanno di più le emozioni degli animali e quindi la vita animale.

Dopo aver passato tutte queste fasi, i bambini analizzeranno i sentimenti e il rispetto per questi esseri. Un modo molto intelligente per incoraggiare la conoscenza in anticipo.

L’idea di questo progetto è stata della Segreteria dell’Istruzione, Cultura e Sport dell’Aragona, che vuole che i bambini imparino che è possibile vivere in modo sano con gli altri esseri viventi.

Inoltre, desiderano incoraggiare un’assistenza responsabile sugli animali e promuovere l’empatia nelle loro vite.

Il Dipartimento dell’Istruzione ha assicurato che l’insegnamento per i bambini non includerà materie come la corrida, la caccia o la pesca, ma che ai bambini verrà insegnato a rispettare tutti gli animali.

Un’idea fantastica che aiuterà sicuramente a creare persone più interessate agli animali e attive nei loro diritti. Un investimento in una società più empatica e rispettosa. Che questo grande esempio si diffonda!

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“Ci ho pensato per cinque minuti o giù di lì, e ho deciso di candidarmi come Presidente“: un annuncio che è arrivato questa settimana sul profilo Instagram di Moby – cantante e musicista americano, vegano da più di 30 anni – e che ha lasciato a bocca aperta i fan. Nessun programma elettorale, nessuna campagna acchiappa-voti e, in realtà, nessuna vera intenzione di essere eletto alle prossime elezioni del 2020: la mossa del cantante ha tutta l’aria di essere una provocazione (nemmeno tanto nascosta, a dire il vero), un espediente per portare alla luce questioni di cui, finora, si è parlato poco o niente e che invece risultano di fondamentale importanza per gli Stati Uniti e non solo.

“Per esempio – scrive Moby – perché sovvenzioniamo industrie che fanno ammalare la gente (tabaccoallevamentoproduzione di petrolio, ecc.)? Perché facciamo ammalare la gente e poi spendiamo miliardi di dollari per curarla?”. Queste sono solo alcune degli argomenti sui quali il cantante punterà i riflettori, consapevole però di non avere le carte in regola per diventare l’uomo più potente del mondo (“Sono totalmente incompetente a riguardo, ma ciò non ha fermato Trump o George W. Bush”, scrive) né di volerlo diventare davvero (“non farò una campagna elettorale o non raccoglierò soldi, perché non credo assolutamente che dovrei diventare presidente” continua).

Moby, insomma, ha usato il suo annuncio sui social per incoraggiare i fan a votare per un candidato che non sia lui stesso, ma che sia comunque più adatto a ricoprire quel ruolo rispetto a Trump. “Di sicuro – conclude l’artista – concorrerò per le elezioni solo finché non dovrò mettere in piedi una campagna elettorale e finché nessuno voterà per me. Il vostro voto è importante, quindi per favore non sprecatelo con celebrità o candidati di terze parti”.

Le reazioni dei fan

Come hanno reagito i 350 mila follower del cantante a questa notizia? I commenti al post, oltre che decisamente entusiasti (“con un Presidente come te, il mondo sarebbe un posto migliore”, scrivono in molti), risultano talvolta anche divertenti: “Se ti mando 25 dollari, mi fai avere un adesivo da attaccare sull’auto?” scrive un utente; “grande notizia, ho già le magliette pronte. Le farò indossare anche al mio gatto…” chiosa un altro; “se diventassi Presidente, però, chi terrebbe il dj set alla tua festa di insediamento?”. Quest’ultimo commento, in particolare, fa riferimento al “no” categorico che Moby rispose all’agenzia di reclutamento artisti che lo avrebbe voluto ingaggiare per la festa di insediamento di Donald Trump.

Moby: gli attacchi a Trump e l’impegno animalista

Il cantante non ha mai nascosto la sua avversione nei confronti del nuovo presidente e delle sue idee politiche, sulle quali continua tuttora a polemizzare sulla sua pagina Instagram. Trump, infatti, ha più volte negato pubblicamente l’esistenza del riscaldamento globale sostenendo che si tratti di un “complotto” ordito ai danni dell’economia americana e nessun punto del suo programma politico tocca il tema della salvaguardia dell’ambiente o il sostegno alla biodiversità. Il presidente è, inoltre, un accanito sostenitore della caccia che egli ritiene essere “un passatempo non molto diverso dal golf “.

Insomma, visioni nettamente in contrasto con quelle dell’artista, che è invece impegnato da anni sul fronte ambientalista e animalista (come racconta anche il documentario su Netflix a lui dedicato): di recente, per esempio, Moby ha messo in vendita la sua villa di New York, ricavando denaro da destinare in parte agli animali “da allevamento”.
Allo stesso modo, tempo fa ha aperto un ristorante senza scopo di lucroLittle Pine, i cui ricavati vengono devoluti interamente alla causa animalista. Ma non basta, perché il cantante promuove da sempre una visione diversa del mondo anche attraverso la sua musica: “A simple love“, per esempio, è una lettera d’amore agli animali e agli animalisti, ma anche il singolo “Don’t leave me” è dedicato agli animali e alla loro sofferenza.

Lo scorso giugno, poi, ha tenuto il suo primo discorso in assoluto su TEDx – un programma talk che si occupa di diffondere idee innovative a livello internazionale – dal titolo “Perché sono Vegano“, nel quale ha parlato della sua scelta dal punto di vista etico e ambientale.

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