Il suo ritmo immediatamente regala suggestioni caraibiche. Se lo si ascolta, anche per pochi istanti, non si riesce a rimanere fermi. È il reggae, che oggi ha ricevuto uno dei più importanti riconoscimenti a livello internazionale: è patrimonio Unesco.

ggi infatti è stato proclamato patrimonio immateriale dell’umanità. Il suo merito è quello di aver contribuito al dibattito internazionale su importanti temi e problemi sociali come “ingiustizia, resistenza, amore e umanità”.

Originario della Giamaica, soprattutto nella Kingston occidentale, il Reggae combina influenze musicali provenienti da precedenti forme giamaicane, ma anche da ceppi caraibici, nordamericani e latini.

Avendo origine in uno spazio culturale che ospitava gruppi emarginati, infatti, era un mix di influenze musicali. Col tempo, gli stili neo-africani, l’anima, il ritmo e il blues si fusero trasformando gradualmente in Ska, Rock Steady e poi in Reggae.

Anche se alle origini la musica era la voce degli emarginati, col tempo è stata interpretata e abbracciata da vari generi, gruppi etnici e religiosi.

“Il suo contributo al discorso internazionale su questioni di ingiustizia, resistenza, amore e umanità sottolinea la dinamica dell’elemento come cerebrale, socio-politico, sensuale e spirituale. Le funzioni sociali di base della musica – come veicolo sociale, come pratica catartica e mezzo per lodare Dio – non sono cambiate e la musica continua ad agire come una voce per tutti” si legge sul sito dell’Unesco.

Bob Marley, colui che l’ha resa celebre in tutto il mondo, incarnando il suo messaggio, oggi ne sarebbe contento. La sua non era solo musica ma vera e propria lotta contro l’oppressione politica e razziale, un invito all’unificazione dei popoli di colore come unico modo per raggiungere la libertà e l’uguaglianza.

Marley era un leader politico, spirituale e religioso che attraverso la musica ha cercato di veicolare un messaggio di unità e pace. Il reggae racchiude però altre connotazioni, dallo svago alla libertà individuale.

In Giamaca viene addirittura insegnato a scuola fin dalla prima infanzia. Vengono organizzati anche diversi festival e concerti come il Reggae Sumfest e Reggae Salute che offrono l’opportunità ad artisti e musicisti di farsi conoscere.

“Love would never leave us alone, A-yin the darkness there must come out to light” cantava Marley in Could you be loved. E l’amore per il reggae, dagli Anni Sessanta a oggi, non ha mai abbandonato gli appassionati, tantissimi.

E il riconoscimento dell’Unesco non è altro che l’ultima prova!

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