Per avere una vita più lunga e sana l’alimentazione ‘verde’ non basta mai. E le dosi consigliate raddoppiano. E’ quanto sostiene uno studio dell’Imperial College di Londra

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI – Repubblica – Fonte


LONDRACinque porzioni di frutta e verdura al giorno, il mantra di una dieta salutare, in realtà non bastano. Chi vuole una vita lunga e sana dovrebbe mangiarne il doppio. Dieci frutti o porzioni di verdura al dì, secondo una ricerca dell’Imperial College di Londra, è la ricetta della salute e della longevità. Un’indicazione che viene dall’analisi di 95 studi separati sull’argomento, su un campione complessivo di 2 milioni di persone. Una porzione è l’equivalente di 80 grammi di frutta o verdura: come dire una banana, una pera o tre cucchiaini di piselli e spinaci. Moltiplicati per dieci, per chi vuole dare retta alla prestigiosa università londinese.

La ricetta della salute? Dieci porzioni di frutta e verdura al giorno

La ricerca, pubblicata sul Journal of Epidiemology, una rivista scientifica britannica, e ripresa stamane dalla Bbc, dal Times e da altri giornali, identifica anche specifici tipo di frutta e verdura che riducono il rischio di cancro o disturbi cardiaci. La riduzione del rischio di tumori viene collegata a un’alimentazione che consumi verdura verde (come gli spinaci o l’insalata), gialla (come i peperoni o cavolfiori). Il minor rischio di malattie cardiache è associato al consumo di mele, pere, arance, lattuga e cavolfiori.

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L’indagine esamina inoltre il rischio di morte prematura in relazione al consumo di frutta e verdura. Duecento grammi al giorno (due porzioni e mezzo) di frutta o verdura diminuiscono il rischio di malattie cardiovascolari del 13 per cento, mentre 800 grammi al giorno (dieci porzioni) lo riducono del 28 per cento. Duecento grammi al giorno riducono il rischio di tumori del 4 per cento, 800 grammi al giorno lo riducono del 13 per cento. E in generale 200 grammi al giorno riducono il rischio di morte prematura del 15 per cento, 800 grammi del 31 per cento.

“E’ noto che frutta e verdura riducono i livelli di colesterolo, la pressione del sangue e aumentano le difese del sistema immunitario”, dice la dottoressa Dagfinn Aune, uno dei ricercatori dell’Imperial College, alla Bbc. “I nostri studi confermano che cinque porzioni di frutta o verdura al giorno fanno bene, ma ci sono benefici anche maggiori per chi ne consuma ancora di più”. Secondo le statistiche, soltanto un cittadino britannico su tre consuma quotidianamente cinque porzioni di frutta o verdura. Le autorità sanitarie ritengono che chiedere alla popolazione di consumarne il doppio sia un obiettivo irrealistico. E commenta la dottoressa Alison Tedstone, direttrice di Public Health England aggiunge: “Cinque al giorno è la base di una dieta sana e bilanciata”.

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“Le forniture di cibo sembrano intenzionalmente progettate per porre fine alla vita umana anziché nutrirla. Dopo aver analizzato più di 1000 cibi nel mio laboratorio devo annunciare che la battaglia per l’umanità è quasi persa. IL mio laboratorio ha scoperto che le sostanze sono intenzionalmente formulate e messe nei prodotti alimentari per causare nei consumatori disturbi mentali, infertilità a largo raggio, danni a gli organi e perdita di ogni abilità di poter pensare in modo razionale e consapevole.” Mike Adams, di Natural News

Dietro le quinte di #EXPO un progetto intenzionale di distruzione di massa è già in atto, mentre a Milano sfilano i criminali e i loro camerieri in livrea. Le scoperte di Mike Adams nel Natural News Forensic Food Labs, un ricercatore indipendente, sul cibo immesso nella grande distribuzione alimentare.

Questo breve il video cambierà il tuo modo di vedere il cibo. Buona visione.


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Gli oligosaccaridi di mele hanno ucciso fino al 46 per cento delle cellule del cancro del colon umano in vitro e superato il farmaco chemio più comunemente usato. E a differenza di farmaci chemio, gli oligosaccaridi sono naturali e privi di effetti collaterali. Una soluzione naturale per una delle principali cause di morte per cancro?

Il cancro del colon è attualmente la seconda causa di morte per cancro per le donne di tutto il mondo e la terza causa per gli uomini. La cura standard con farmaci chemio, usata per il cancro del colon, ha avuto un successo limitato e può avere effetti collaterali gravi come spasmo coronarico, neurotossicità, anemia, e l’immunosoppressione. Alcuni ricercatori si sono concentrati sulle mele come mezzo naturale per il trattamento e la prevenzione del cancro del colon, perché sono il frutto più consumato in molti paesi e hanno già dimostrato attività contro il cancro al seno, cancro ovarico, tumore al polmone, cancro al fegato, e il cancro del colon.

I ricercatori dedll’ Universitari a Xi’an in Cina, hanno isolato i polisaccaridi (fibre pectina e altri) da mela essiccata e li hanno trattati con pectinasi naturale per abbattere le loro molecole in piccoli oligosaccaridi (che hanno solo 3-10 unità di zucchero per molecola). Gli oligosaccaridi sono stati quindi aggiunti alla coltura del colon umano HT29 cellule tumorali a varie concentrazioni, e confrontati con il farmaco chemio più comunemente usato per il cancro del colon.

Per ogni concentrazione testata, gli oligosaccaridi hanno ucciso 17,6 % delle cellule del cancro del colon dopo 36 ore, mentre il farmaco chemioterapico ha ucciso solo il 10,9 % delle stesse cellule tumorali. Un ottimo risultato, tenendo anche presente che gli oligosaccaridi non sono tossici per le cellule sane, mentre il farmaco chemioterapico lo e’.

Gli oligosaccaridi sono presenti in natura in molte piante (frutta, verdura e alghe), che va consumata cruda e fresca per ottenerne il meglio dei nutrienti essenziali.

Questo nuovo studio aggiunge ulteriori prove agli effetti sulla salute della frutta ed in particolare delle mele e ne sottolinea i potenti effetti anti-cancro anche a bassa concentrazione.

Meglio il succo di mela fatto in casa (estratto). Va notato che il succo di mela commerciale non contiene più praticamente enzimi attivi e ha solo circa il 10 per cento dei polifenoli salutari rispetto alle mele crude. Come al solito, mangiare crudo e fresco è molto più sano che consumare la versione elaborata.

Fonti dalla Biblioteca Nazionale Americana di Medicina:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23511050
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15140261
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22332082


La ricerca è recentissima ( http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23511050 Giugno 2013 ) e arriva dall’università di Xi’an in Cina, dove alcuni ricercatori e medici hanno sperimentato delle sostanze contenute nella mela nella cura di un carcinoma umano del colon e con grande sorpresa hanno constatato che gli oligosaccaridi delle mele sono stati in grado di uccidere più cellule cancerogene del miglior farmaco chemioterapico conosciuto contro il tumore del colon.

L’esperimento è stato fatto in vitro e l’interesse è altissimo in quanto se l’effetto fosse replicato anche in vivo la scoperta porterebbe a delle conseguenze positive di enorme importanza nella cura del tumore al colon, dal momento che gli oligosaccaridi sono molecole biologiche naturali che l’organismo umano recepisce e tratta in maniera indolore e processa in maniera biocompatibile, al contrario del farmaco chemioterapico, il quale viene recepito sempre malissimo dall’organismo e spesso scatena reazioni collaterali tossiche nel paziente.

Gli oligosaccaridi di mele hanno ucciso fino al 46 per cento delle cellule del cancro del colon umano in vitro e superato il farmaco chemio più comunemente usato. A soli 0,9 microgrammi per mL (circa 0,9 PPM), gli oligosaccaridi hanno ucciso il 17,6 per cento delle cellule del cancro dopo 36 ore, mentre il farmaco chemio ha ucciso solo il 10,9 per cento (ad una concentrazione più elevata di 1,3 microgrammi per mL).

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Nel 2000 è stato pubblicato un importante esperimento sull’alimentazione, realizzato dall’Università di Cambridge. Questa ricerca è importante per i seguenti motivi:

  1. è il maggiore esperimento nutrizionale realizzato nella storia, con 20 mila persone comprese tra i 45 e i 79 anni, seguite e testate per un ventennio dal 1980 al 2000 nell’area di Norfolk in Inghilterra;
  2. è stato realizzato da una equipe di medici responsabili dell’Università di Cambridge e non da un gruppo di vegetariani o di igienisti-naturali, che potrebbero essere di parte;
  3. ha dimostrato che, con cifre alla mano, per poter evitare il rischio notevole di imbattere prima o poi le due maggiori malattie nuocciono all’umanità, che sono cancro e infarto, occorre almeno moltiplicare per 5 gli apporti, rigorosamente naturali e non sintetici, di vitamina C e di vitamina E, inserendo nella nostra dieta quotidiana la bellezza di 5 pasti di sola frutta al giorno. Dall’evidenza della necessità di 5 pasti di sola frutta prende il nome questo tipo di dieta: “Five for a Day”;
  4. ha messo a nudo gli errori delle idee classiche della nutrizione medica, in modo scientifico, dando rilevanza all’alimentazione vegana;
  5. è stato nascosto e insabbiato in Europa e Americhe per 7 anni, visto che qualche incompleta e frammentaria notizia su Cambridge 2000 ha cominciato a filtrare sui quotidiani europei a partire dal 2008, mentre era la notizia era stata data sui giornali di Taiwan The China Post e Taiwan Times già nel 2001.

Nel concreto sappiamo che un pasto di frutta significa mangiare senza gonfiarsi, ma a sazietà e in modo corretto, vale a dire a stomaco e intestino ripuliti e privi di scorie proteiche.

Chi è esperto di consumo-frutta, sa perfettamente che la frutta è l’alimento più eccelso, nutritivo e ripulente, ma che ha pure le sue precise esigenze, nel senso che tiene in massima antipatia proteine animali e i cibi cotti consumati in precedenza e non ancora metabolizzati.

È implicito dunque che per beneficiare del sistema Cambridge occorre che i due pasti principali siano pasti virtuosi, di tipo leggero, con scarso alimento cotto e con nessuna proteina animale (le proteine animali rappresenterebbero elemento di incompatibilità e di sabotaggio dell’intero schema, per i loro lunghi tempi di permanenza intestinale).

Esempio di schema applicativo fruttariano, includente i Cicli Nutrizionali e i principi di Cambridge:

  • 1° Colazione (e 1° pasto frutta Cambridge), ad esempio 4 arance, o due pompelmi (anche in succo fresco, spremuto e bevuto all’istante);
  • 2° Colazione (e 2° pasto frutta Cambridge), ad esempio 2 kiwi, o un caco, o un grappolo d’uva, o una fetta di melone;
  • Spuntino mattiniero (e 3° pasto frutta Cambridge);
  • Pranzo:
    • Terrina abbondante verdure crude (lattuga o radicchio, rucola, tarassaco, ravanelli);
    • Riso integrale, o miglio, o grano saraceno più piselli e cipolla, cottura leggera;
    • Patate, zucchine, melanzane, fagiolini;
    • Una manciata di mandorle, o di pistacchi;
  • Merenda: Una mela e una pera (4° pasto frutta Cambridge);
  • 2° Merenda: 2 mandarini, oppure frullato fresco di carota-sedano-ananas (5° pasto frutta Cambridge);
  • Cena:
    • Verdure crude, tipo cavoli verdi e viola, o valerianella, o carciofi e finocchi crudi, o rape crude di diverso tipo, o crescione;
    • Gazpacho, o crema di verdure crude per i più bravi;
    • Crema di cereali, o cuscus, o una pizza vegetariana, o uno spaghetto integrale al dente e al pomodoro e basilico, senza formaggi, per chi non resiste senza il cotto;
    • Verdure cotte al vapore, zucca, patate dolci, cassava (manioca), castagne, castagne d’acqua;

A cena e pranzo ci potrà consumare del pane integrale a più cereali, evitando invece ogni tipo di bevanda. Al massimo mezzo bicchiere d’acqua naturale e non frizzante.

Il condimento sarà a base di olio extravergine non vecchio (max 6 mesi) e spremuto a freddo, con pochissimo sale-pepe e leggera spruzzata di aceto di mele o di vino.

 

Simona D’Intino
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