Sono stanca di sentirmi dire che tratto il mio cane come se fosse un figlio.

So che non è mio figlio, ma è il mio cane!

Ho un cane che amo moltissimo, che a differenza di un bambino, non maturerà mentalmente, non lascerà la casa un giorno per crearsi la sua, non si prenderà cura di me quando invecchierò.

Non sarà mai indipendente o autosufficiente: avrà sempre bisogno di mangiare, di bere, di fare una passeggiata.

Non sarà mai un adolescente e non mi dirà mai le frasi tipiche di quell’età : “Tu non mi capisci”, “uffa mamma”, ma non mi dirà nemmeno: “Ti voglio bene”, “grazie”, “ho bisogno di te”.

Non mi giudicherà e non metterà in discussione le mie idee e le mie decisioni.

A differenza di un bambino, non mi somiglierà fisicamente o mentalmente, non condivideremo nessun carattere ereditario.

Guarderò il mio cane crescere e invecchiare.

Mi prenderò cura di lui e lo vedrò lasciarmi per sempre. Inevitabilmente.

Questa sarà la nostra vita insieme. Semplicemente.

Il mio cane è un animale, non una persona e tantomeno un figlio.

Nonostante questo, si, io sono sua madre.

Lo trovate ironico? Come può essere possibile quello che dico?

Cosa pensate che sia una madre?

Una madre è quella persona meravigliosa che si sacrifica per i suoi figli, che ne ha cura, che cambia la sua vita per il benessere della sua famiglia.

Una mamma protegge, educa e ama incondizionatamente.

Per tutto questo, il mio cane non è mio figlio, ma io sono sua madre.

Sono tutto ciò che ha.

Per lui sono parte della sua famiglia, per quello che per un cane può essere famiglia.
Mi spiace per coloro che non capiscono, perché non sapranno mai cosa significhi amare una piccola creatura che non parla, che non si esprime come un essere umano.

Non può avere quello scambio di emozioni mute attraverso le quali ci diciamo tutto.

Il mio cane non è mio figlio, ma io sono sua madre e grazie a me, conduce una vita sana, piena, felice.

Il rapporto madre-figlio è ineguagliabile.

Ma il rapporto con un animale regala emozioni e sensazioni meravigliose.

Spero che i figli di coloro che non comprendono questo amore per un animale, che non ne comprendono l’importanza per alcune persone, un giorno abbiano un animale ed avere così quell’empatia straordinaria e intensa che ho con il mio cane.

 

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Ci hanno fatto credere che “il grande amore” capita solo una volta, in genere prima dei 30 anni. Non ci hanno invece detto che l’amore non risponde a nessun ordine e non arriva in un momento preciso.

Ci hanno fatto credere che ognuno di noi ha un’anima gemella e che la nostra vita ha senso solo se la incontriamo. Non ci hanno detto che siamo nati già completi, che non abbiamo bisogno di nessuno per perfezionarci.

Ci hanno fatto credere nella formula “due in uno”: due persone che pensano allo stesso modo e agiscono allo stesso modo fanno sempre funzionare le cose. Non ci hanno detto che questo, in realtà, si chiama “annullarsi” e che, solo avendo una personalità individuale, potremo avere una relazione sana. Ci hanno fatto credere che il matrimonio è obbligatorio e che i desideri al di fuori di esso devono essere repressi.

Ci hanno fatto credere che le persone belle e magre sono più amate. Ci hanno fatto credere che c’è un’unica formula per essere felici, la stessa per tutti, e che coloro che la evitano sono condannati a restare al margine della vita.

Non ci hanno raccontato che le formule di questo tipo sono sbagliate, che ci rendono persone frustrate e alienate e che a esse ci sono delle alternative.

Nessuno vi dirà nulla di tutto ciò, ognuno di voi lo dovrà scoprire da solo. Da quel momento in poi, quando sarete sufficientemente innamorati di voi, potrete essere felici ed innamorarvi di qualcun altro.

“Viviamo in un mondo in cui ci nascondiamo per fare l’amore, mentre la violenza e l’odio si diffondono alla luce del sole”. – John Lennon

Abbiamo dimenticato il nostro posto nel mondo. Abbiamo paura di non realizzare le aspettative, di non trovare l’amore della nostra vita, di non trionfare, di non raggiungere le mete, di non nascere, crescere e riprodurci.

In fin dei conti, ci siamo sottomessi a ciò che gli altri si aspettano da noi. Siamo arrivati a un punto nel quale non sappiamo né rispettarci né pensare a noi stessi. Non siamo in grado di mostrare la parte più meravigliosa che c’è dentro di noi.

Non potete vivere senza di voi

Imparate a dire “mi amo” prima di dire “ti amo”: il vostro amore si fortificherà.

Ricordatevi che senza di voi non potete fare niente. Non potete vivere, respirare, sorridere, innamorarvi, … Questo ragionamento, apparentemente così ovvio e semplice, nasconde una premessa fondamentale che dovrebbe sempre guidare la vostra vita: prendetevi cura di voi stessi e, se necessario, aiutate gli altri affinché si prendano cura di loro.

Offrendo totalmente la nostra vita e il nostro coraggio agli altri e alla loro felicità, otteniamo poco o niente. Ciò non significa che dobbiamo infischiarcene degli altri, ma che dobbiamo raggiungere un equilibrio e non dimenticarci dell’importanza di focalizzarci sulla nostra crescita personale.

Le radici del nostro albero

“Se l’amore fosse un albero, le radici sarebbero il tuo amor proprio. Quanto più ami te stesso, più frutti per gli altri darà il tuo albero e più a lungo durerà.”

Walter Riso

Far sì che la cura di noi stessi si rifletta sugli altri non è facile, ma ne vale la pena.Quando si parla d’amore, c’è sempre qualcosa da guadagnare; a questo scopo, dobbiamo prenderci cura delle nostre radici innaffiando il nostro albero: solo così potrà diventare grande e forte.

Quando il vostro “io” interiore viene trascurato, tutto ciò che sta attorno a voi ne risente. Non potete permettere a voi stessi di dare tutto agli altri e rimanere vuoti dentro, poiché, così facendo, si creerà in voi un sentimento di tristezza insopportabile.

Perciò, innamoratevi prima di tutto di voi stessi, prendetevi cura di voi. Amate la vita per poter amare in maniera piena e senza dipendenze. Dovete coltivare la vostra felicità, per poi essere capaci di condividerla con gli altri. Se date affetto al vostro albero e lo innaffiate tutti i giorni, i suoi frutti cresceranno sani e colmi di energia positiva.

Immagine principale per gentile concessione di AJCass

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«Ti amo» – disse il Piccolo Principe. «Anche io ti voglio bene» – rispose la rosa.

«Ma non è la stessa cosa» – rispose lui. – «Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno. Significa cercare negli altri ciò che riempie le aspettative personali di affetto, di compagnia. Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene, desiderare qualcosa per completarci, perché sentiamo che ci manca qualcosa.»

Voler bene significa sperare, attaccarsi alle cose e alle persone a seconda delle nostre necessità. E se non siamo ricambiati, soffriamo. Quando la persona a cui vogliamo bene non ci corrisponde, ci sentiamo frustrati e delusi.

Se vogliamo bene a qualcuno, abbiamo alcune aspettative. Se l’altra persona non ci dà quello che ci aspettiamo, stiamo male. Il problema è che c’è un’alta probabilità che l’altro sia spinto ad agire in modo diverso da come vorremmo, perché non siamo tutti uguali. Ogni essere umano è un universo a sé stante. Amare significa desiderare il meglio dell’altro, anche quando le motivazioni sono diverse. Amare è permettere all’altro di essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro. È un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di donarsi, di offrirsi completamente dal profondo del cuore. Per questo, l’amore non sarà mai fonte di sofferenza.

Quando una persona dice di aver sofferto per amore, in realtà ha sofferto per aver voluto bene. Si soffre a causa degli attaccamenti. Se si ama davvero, non si può stare male, perché non ci si aspetta nulla dall’altro. Quando amiamo, ci offriamo totalmente senza chiedere niente in cambio, per il puro e semplice piacere di “dare”. Ma è chiaro che questo offrirsi e regalarsi in maniera disinteressata può avere luogo solo se c’è conoscenza. Possiamo amare qualcuno solo quando lo conosciamo davvero, perché amare significa fare un salto nel vuoto, affidare la propria vita e la propria anima. E l’anima non si può indennizzare. Conoscersi significa sapere quali sono le gioie dell’altro, qual è la sua pace, quali sono le sue ire, le sue lotte e i suoi errori. Perché l’amore va oltre la rabbia, la lotta e gli errori e non è presente solo nei momenti allegri.

Amare significa confidare pienamente nel fatto che l’altro ci sarà sempre, qualsiasi cosa accada, perché non ci deve niente: non si tratta di un nostro egoistico possedimento, bensì di una silenziosa compagnia. Amare significa che non cambieremo né con il tempo né con le tormente né con gli inverni.
Amare è attribuire all’altro un posto nel nostro cuore affinché ci resti in qualità di partner, padre, madre, fratello, figlio, amico; amare è sapere che anche nel cuore dell’altro c’è un posto speciale per noi. Dare amore non ne esaurisce la quantità, anzi, la aumenta. E per ricambiare tutto quell’amore, bisogna aprire il cuore e lasciarsi amare.

«Adesso ho capito» – rispose la rosa dopo una lunga pausa.

«Il meglio è viverlo» – le consigliò il Piccolo Principe.

 

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La nostra società perfettamente strutturata ci ha fatto credere che ci sia un manuale con le istruzioni per tutto, che se facciamo i passi giusti otterremo sempre i risultati desiderati. Questo messaggio subliminale ci ha fatto diventare maniaci del controllo. Ci ha trasformato in persone che pretendono che le cose funzionino sempre secondo le loro aspettative, persone che tentano di controllare ogni dettaglio, perché nulla esca dal copione.

Tuttavia, una delle lezioni più dure che la vita ci insegna è che esiste il caos, che seguire una serie di passaggi perfettamente strutturati non garantisce il successo e che le cose non sempre accadono quando siamo preparati. Le avversità ci possono colpire in qualsiasi momento, e se ci aggrappiamo al controllo pretendendo di andare contro il flusso naturale della vita, soffriremo solo di più, e qualche volta faremo anche del male a chi ci sta vicino.

Questo breve video ci trasmette la preziosa lezione che ha imparato Dechen, un bambino che si sta formando nel buddismo tibetano e ha una passione per il giardinaggio. Il ragazzino incontra un fiore nel bel mezzo di una tempesta e, per proteggerlo, lo porta al monastero, ma, nonostante le sue cure, la pianta inizia ad appassire. Questa situazione causa dolore al ragazzino, che non vuole accettare ciò che sta accadendo. Ma ciò che avviene quando lui decide di rinunciare al controllo è semplicemente magico.

Cosa ci insegna questo video?

Tutti noi abbiamo quel fiore nella nostra vita ed è probabile che a un certo punto ci comportiamo come il ragazzino del video. Il fiore può simboleggiare diverse cose: può trattarsi di un rapporto in cui pretendiamo di controllare l’altro, perché confondiamo l’amore con il possesso, o può rappresentare il figlio al quale non permettiamo di volare con le proprie ali.

Potrebbe anche essere il riflesso di un progetto molto importante per noi che non desideriamo cambiare, anche se tutti i segnali indicano che siamo sulla strada sbagliata. In altri casi si può identificare con alcune emozioni o pensieri ricorrenti che non accettiamo pienamente e che ci fanno stare male.

In ogni caso possiamo imparare molto da questo video e cercare di applicare il suo insegnamento nella nostra vita, soprattutto quando veniamo colpiti dalle avversità:

– La più grande prova d’amore, e anche la più difficile, consiste nel lasciare che gli altri siano ciò che desiderano essere. Ogni persona deve prendere le sue decisioni e fare i propri errori, solo allora imparerà e crescerà. Cercare di controllare la vita degli altri, anche se “per il loro bene”, è un’intrusione che probabilmente causerà solo danni.

– Ci sono diversi modi per raggiungere un obiettivo, a volte possiamo arrivare a destinazione seguendo un percorso che all’inizio non avevamo previsto. Ma se ci ostiniamo a seguire il percorso che avevamo tracciato, senza badare ai segnali che indicano che stiamo nuotando contro corrente, ci chiuderemo alle altre opportunità e il risultato potrebbe deluderci. Pertanto, è importante seguire il principio del Wu-Wei, che ci insegna che non dobbiamo sforzarci di fare nulla, ma neppure lasciare nulla da fare, che significa che dobbiamo vivere senza apprensione, imparando ad approfittare delle circostanze.

– Dobbiamo fare maggiore affidamento sul corso naturale degli eventi, anche quando questi possono essere dolorosi. Opporre resistenza non cancellerà l’accaduto, quindi il modo migliore per andare avanti è quello di accettare ciò che è successo, che non significa negare le emozioni, ma assumerle dandogli un senso che ci permetta di imparare dall’esperienza fatta. Abbi fiducia che ciò che deve essere sarà, a tempo debito, e tieni sempre a mente le parole di Seneca: “chi soffre prematuramente, soffre più del necessario.”

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L’Amore è il Mistero supremo e ultimo dell’Universo.
Niente in questo mondo è così poco compreso o così tanto frainteso.
Di tutte le cose, più bello eppur terribile, potente eppur fragile, benefico eppur egoista, gentile eppur selvaggio, tranquillo eppur tumultuoso, eloquente eppur muto, coraggioso eppur pauroso, eterno eppur incostante, sincero eppur elusivo, ideale eppur pratico, universale eppur personale, riverente eppur intimo, divino eppur umano.

Comprendi l’Amore – e avrai risolto l’enigma dell’esistenza.
Esalta l’Amore – e avrai raggiunto il cuore stesso della religione.
Accogli l’Amore – e avrai aperto le braccia agli angeli.
Vivi l’Amore – e avrai conquistato il cuore degli uomini.
Merita l’Amore – e avrai sentito la carezza del Confortatore Infinito.
Incarna l’Amore – e avrai conosciuto la gioia massima del Creatore di mondi.
Confida nell’Amore – e avrai sistemato la tua vita in linea con l’Onniscienza.

Tutti i mali di questo mondo derivano dalla repressione o dalla perversione dell’Amore. Per tre quarti circa dal troppo poco del tipo giusto, e per un quarto dal troppo del tipo sbagliato. Il così detto virtuoso ne apporta i tre quarti, il così detto vizioso il rimanente quarto. E c’è da chiedersi quale sia l’elemento più efficace come fonte di guai.

Un povero è un uomo che non ama il suo lavoro, non avendolo trovato.
Un criminale è un uomo che non ama il suo ideale più elevato, avendo permesso ad altri più grossolani di usurpare il suo posto.
Un riformatore è un uomo che non ama l’Umanità.
Un avvocato è un uomo che non ama la Giustizia.
Un dottore è un uomo che non ama la Natura.
Un teologo è un uomo che non ama Dio.

Vedi che metto i riformatori, gli avvocati, i medici e i teologi nella stessa categoria del povero e del criminale. Penso che debbano stare a metà strada. Non sono nelle stesse ristrettezze del povero, né così onesti come il criminale. Nessuno di loro conosce la gioia di vivere. Non amerai la vita fin quando non vivrai per amare.

Ora la ragione per cui l’Amore vieni così generalmente frainteso e disapplicato è perché l’Amore è senza limiti mentre ogni amante è circoscritto dalle limitazioni. E noi inconsciamente confondiamo il nostro giudizio dell’Amore con la nostra opinione dell’Amante.
Possiamo sentire, riconoscere e dare risposte sull’Amore solamente per quanto noi stessi lo abbiamo sperimentato. Che è davvero così poco per quasi tutti noi. Siamo come bambini che cercano di indovinare le profondità degli oceani dalla quantità di spruzzi delle onde che bagnano la costa dove costruiamo i nostri castelli di sabbia.

Non domando giudizio più certo di un uomo che il suo stesso giudizio dell’Amore. Perché la donna media è così dura, così meschina, così ottusa quanto l’uomo medio è grossolano, privo di tatto, deludente.
L’uomo è muto nell’anima, la donna nel cervello e nel corpo. Entrambi sono azzoppati. Non puoi amare senza rabbrividire. Un brivido per te e un tremito per loro.

Amanti non ispirati o ipocriti fanno solenni asserzioni pubbliche di affetto; i veri amanti lasciano parlare il silenzio per loro – silenzio e servizio.

La cosa triste è che dal profondo di ogni anima umana sale debolmente un desiderio indicibile di amare ed essere amati. Così colui che teme, degrada o disprezza l’Amore, teme, degrada o disprezza se stesso.

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Non c’è da stupirsi che si senta a disagio – lasciando che il suo cervello spinga la sua anima in qualche buoi e malsano recesso del proprio essere. È un dato di fatto che chi ridicolizza gli amanti, sta solamente cercando di nascondere la sua invidia nei confronti di chi si ama. E se osservi attentamente, puoi sempre vedere che il sorriso di disprezzo cade agli angoli – come se piangesse per il bacio che non arrivò mai.

Qualcuno chiede: << Che cos’è l’Amore? >>.
Ma non vi è risposta alcuna – per tale necessità di chiedere.
Gli unici interpreti dell’Amore sono gli esempi d’Amore. E a questi, le parole non sono necessarie. Puoi sentire l’Amore, puoi intuire l’Amore, puoi guardare l’Amore, puoi sorridere all’Amore, puoi toccare l’Amore, puoi respirare l’Amore, puoi vivere l’Amore, – ma non puoi mai raccontare l’Amore.

L’Amore è Dio. E Dio è indefinibile.

Gli uomini hanno stampato, ritagliato e incollato migliaia di etichette per dare un nome a Dio. Ma ogni volta che pensavano di affiggerne una, Dio non era là. Così hanno dovuto prendere una qualsiasi cosa che fosse a portata di mano e che sembrasse la più simile a Dio.

 

Lo stesso succede con l’Amore. Davvero una confessione religiosa è uno strumento per misurare quanto lontano, fuori dalla loro vita, gli uomini abbiano lasciato l’Amore. Hai mai sentito parlare di una rosa protestane, di un canarino ebreo, o di un raggio di sole cattolico? Non più di quanto tu possa dichiarare settaria qualsiasi vita umana la cui anima è dolce, il cui messaggio è chiaro, il cui cuore è raggiante. Un tale fluire non può mai essere limitato, mai definito, mai regolato, mai standardizzato, mai ridotto in termini concreti. Il mondo intero è troppo piccolo per contenere l’Amore di un’anima simile a Dio. Immagina di costringere il flusso di un fiume di montagna in piena a primavera, arginandolo con un po’ di barriere legali, convenzionali o morali. Quando l’ondata arriva da Lassù, in un attimo saltano barriere, gli argini, la diga e tutto il resto; mentre la valle viene sommersa in un mare turbolento di forza ondosa.

Quanti geni hanno amato in questo modo! Per essere pietosamente fraintesi e crudelmente condannati. Grandiose nature elementari, piene di un desiderio materno troppo grande per essere limitato dalle consuetudini o intimidito dalla opinione pubblica, quanto gloriosamente esse hanno amato. E quanto diabolicamente sono state soffocate.

Se le poche anime splendide che osano amare avessero sempre saputo fare, le tante anime limitate che mai osarono si sarebbero risvegliate alla proprie necessità. Ma gli errori sono troppo spesso confusi con i motivi. E abbiamo paura a dare fiducia ai motivi per timore di ripete gli errori.

L’Amore è infinitamente superiore a ogni concezione umana dell’Amore. E dobbiamo imprimerci questo fatto nella mente prima di iniziare a discutere sull’Amore.

L’Amore è il più dell’affetto.

L’affetto chiede un oggetto specifico di cui occuparsi, e svanisce con l’oggetto; l’Amore si prodiga in modo imparziale sul mondo intero. L’affetto è personale, mutevole, transitorio; l’Amore è universale, immutabile, eterno. L’affetto chiede di essere ricambiato tanto quanto offre se stesso; l’Amore non chiede niente, se non il privilegio di amare.
L’affetto si avviluppa più strettamente alle relazioni umane; l’Amore trova la sua completa realizzazione al di là della razza umana.

► L’Amore è più che compassione.

La compassione deplora, compiange, o commisera. L’Amore comprende. E la comprensione non fa nessuna di queste cose, mai. L’Amore sente più di quanto qualsiasi mortale possa sentire – più del rapimento, più dell’angoscia. Ma l’Amore in tutto questo è silenzioso. Perché l’Amore sa che proprio l’essere compreso è il più bello, il più dolce, il più raro tipo di compassione tenuto in gran conto dall’anima umana. Potrai soffrire insieme al sofferente – ma solamente se lui a sua volta potrà gioire con te. E se non hai imparato a sorridere mentre soffri – è meglio che indurisci te stesso e soffri.

► L’Amore è più che il servizio.

Quante casalinghe infastidite e madri insofferenti hanno bisogno di imparare questa lezione. Provvedere ai bisogni del corpo è spesso vanificare l’anima. Gli strappi nel cuore sono più costosi degli strappi in un vestito. E l’agiatezza fisica potrà essere garantita al prezzo della inquietudine spirituale. Ispirare i nostri simili ad avere fiducia, aiutare e sviluppare se stessi – si tratta di un servizio superiore che sbrigare commissioni e fare le pulizie settimanali. Tante ansiose Marta attendono invano la ricompensa per la previdenza materiale, mentre poche Maria da dolce viso ricevono la benedizione che segue soltanto alle effusioni del cuore.

► L’Amore è più della lealtà.

L’Amore è l’unica forza espansiva irresistibile. Così come per tutti gli esseri creati, anche gli amanti devono crescere. E se non possono crescere insieme, devono crescere separatamente. La lealtà è l’esaltazione della persona al di sopra dei principi; l’Amore fa passare in secondo piano la persona per principio. Una sorta di amare incompleto può tenere insieme un’anima molto giovane e un’anima molto vecchia, non risvegliate. Ma quando arriva il risveglio, si separeranno come il giorno dalla notte. L’anima giovane, probabilmente sarà in possesso di acume mentale – dato che solamente le giovani anime si compiacciono per quel genere di cose. E la vecchia anima sarà probabilmente semplice, naturale, bambinesca – dato che solamente le vecchie anime sono sagge abbastanza per essere se stesse. Il mondo, pertanto, essendo davvero molto giovane, loderà la cieca lealtà dell’anima infantile, mentre denigrerà la sincerità lungimirante dell’anima esperta.
Durante i cinque anni della mia fioritura, sono entrato e uscito da tanti circoli di amici. Per pochi amici che ho ora, non ero pronto allora; i tanti amici che avevo allora non sono pronti per ora. E così ci separammo – Io, almeno, con un sorriso e un Buona Fortuna. La missione dell’amicizia è quella di insegnarci come si può amare teneramente una cosa senza volerla possedere. Quanti di noi stanno imparando che non possiamo, non dobbiamo possedere i nostri amici? È’ facile sorridere quando l’Amore arriva – facile e bello. Ma quando l’Amore se ne va – non più dall’anima, solamente dal cervello o dal corpo – allora non è così facile. Eppure è ancora più bello. L’Amore che se ne va è il più raro e prezioso. E questo non è sacrificio. L’Amore è Amore che non chiede riconoscimento, né ritorno – ma ottiene entrambi. Non possiamo mai veramente perdere quello o colui che abbiamo veramente amato.

► L’Amore è più che passione.

L’Amore tra innamorati non può vivere senza passione. Questa, ogni donna ha bisogno di sentirla. Ma l’Amore tra innamorati non può vivere soltanto  con la passione. E questo ogni uomo ha bisogno di sentirlo. La passione nata dall’anima è divina. La passione nata nel cervello o nel corpo è destina a fallire – umanamente destinata al fallimento. La Natura dice: << Sii completamente appassionato – ma prima di tutto sii puro >>.
L’Umanità dice: << Non dovresti essere passionale. Perché se lo sei, non puoi essere puro >>.
E’ forse vero che le donne non sono appassionate perché gli uomini non sono puri. Non è meno vero che gli uomini non sono puri perché le donne non sono appassionate. Essere naturali significa essere entrambi le cose. Gli uomini impongono l’Amore – e sono impuri. Le donne reprimono l’Amore – e sono impure. Non c’è scelta.
E tuttavia, essendo un uomo, non posso mancare di vedere più vividamente la grossolanità degli errori degli uomini nella relazione tra anima e sesso. Quanti pochi uomini possono trasmettere la loro anima attraverso il brivido del loro tocco! Quante donne desiderano amanti che possano farlo. Nessun uomo si rende mai conto che la tenerezza è potere, fin quando non impara ad accarezzare la propria innamorata.
Il motivo per cui i corpi degli uomini non riescono ad attrarre le donne è che i corpi degli uomini non riescono a esprimere l’anima degli uomini. E la tua innamorata deve prima avere la tua anima. Soddisfa l’anima di una donna – e tutto di lei è tuo. Trascura o insulta la sua anima – e niente di lei è tuo. Ti lamenti che è fredda, artificiale, non-interessante? No, non è questo. Sei tu che sei rude. Sei uno stupido. Sei insensibile. Sei troppo uomo. E non abbastanza bambino, non abbastanza donna, non abbastanza dio.
Io credo nell’assoluto abbandono all’Amore. Ma credo anche che la riverenza senza libertà è un male minore rispetto alla libertà senza riverenza
. La libertà è sempre una possibilità che può essere conseguita; mentre la riverenza, una volta perduta, non può mai essere ricuperata. Un “Amante Libero” è una persona così eterogenea da non avere alcuna altra metà. Così va alla ricerca di un assortimento di frazioni con cui completare le proprie mancanze. Ogni donna pura dovrebbe, allontanarsi da lui come se fosse una vipera.
La Verità si trova a metà strada tra l’asceta e l’Amante Libero.
Chi disapprova il sesso non ne ha mai provato l’estasi; chi scherza sul sesso non ne ha mai sentito la sanità. Il sesso non può essere apprezzato e utilizzato pienamente fino a quando non viene sublimizzato nella purezza del rapimento religioso. Tale matrimonio non ha bisogno di un corredo o di una festa nuziale. L’Angelo della Registrazioni non rilascia certificati di matrimonio. I fidanzamenti in Paradiso vengono autorizzati dall’Istinto, sono Santificati dall’Amore, sono consumati dall’Abbandono e testimoniati dal Silenzio. Tale cerimonia è senza legge, senza parole, senza pensieri.
Ma prima di poter fare un matrimonio in Paradiso, entrambi gli Amanti devono avervi vissuto abbastanza a lungo da ottenere la cittadinanza. Questo rende i casi così rari che non c’è nemmeno bisogno di prenderli in considerazione. Inoltre, i meri abitanti della Terra non li comprenderebbero comunque.

► L’Amore è più che saggezza.

Solamente quelli che sono abbastanza saggi da essere in amore amano abbastanza da essere saggi. La gente più saggia in questo mondo sono i bambini, i poeti, gli idealisti, e le madri vergini. Sicuramente la loro saggezza non è quella che si insegna all’università – è di quel tipo che Dio diede loro. Non troverai mai Dio che studia all’università o che raccoglie dati un una libreria. L’illuminazione divina risplende direttamente attraverso il cuore e l’anima; non ha il tempo di filtrare quella massa di miasmatica marmellata giudicante che noi chiamiamo cervello.
I termini love e light [amore e luce, Ndt] iniziano con stessa lettera. E terminano con lo stesso brivido. La tua carnagione sarà bianca se resti sempre in una stanza buia. Ma il bambino in Natura rischia anche una leggera scottatura pur di stare all’aperto. La Saggezza dette consigli all’Amore – << Guarda queste cicatrici e sii prudente >>. L’Amore rispose – << Mi mostri le cicatrici – e te ne rammarichi? Non le hai mai amate! >>.

► L’Amore potrà ferire.

Ma l’Amore lascia sempre un balsamo lenitivo che ti fa sentire meglio di prima del ferimento. Il più caro ricordo in mio possesso è una piccola cicatrice, una volta impressa nella mia carne da Qualche Uno che amo.
L’Amore però non è tutto trascendentale o sentimentale. L’Amore è prima di tutto pratico. Fa cose. Essendo Energia Infinita, deve farlo. Ogni grande successo, non è altro che la crescita di un grande amore. L’Amore per una persona, o per un ideale, o per l’Infinito. E la dimensione del tuo successo misura sempre la dimensione di ciò che ami. Ama la tua famiglia – e avrai successo nel provvedere alle sue necessità. Ama il tuo Paese – e avrai successo nell’amministrare i pubblici affari. Ama la tua razza – e il tuo successo sarà immortalare il tuo nome nel mondo degli affari, dell’arte o delle invenzioni. Ama la tua Origine Spirituale – e il tuo successo sarà incarnare il Suo splendore per l’emulazione del genere umano.
La conoscenza umana potrà istruire. Il prestigio umano potrà dare supporto. Ma soltanto l’Amore illumina e conferisce potere. E l’origine dell’Amore è sovrumana – che ti piaccia o meno la parola.

 

Prof. Edward Earle Puriton – tratto da:  “La Filosofia del Digiuno

Edward Earle Puriton nacque a Morgantown, West Virginia, il 24 aprile del 1878. Dopo essersi laureato alla Denison University, una scuola privata residenziale delle arti liberali e delle scienze, situata a Granville, nell’Ohio, diventò consulente editoriale e poi direttore di varie pubblicazioni, docente nei campi della salute, della psicologia e della “efficienza personale”. Fu anche decano e presiedete di numerose associazioni e società orientate a promuovere lo sviluppo del singolo individuo e delle aziende in cui opera.

“E’ la nostra paura che ci limita – non la nostra fede. La fede ci porta su e fuori e in alto, tanto lontano e tanto velocemente quanto osiamo seguire.”

“L’Ispirazione se ne và quando arriva l’istruzione.”


Qualche anno fa Mohit Satyanand decise di lasciare il suo lavoro full time per andare a vivere, insieme alla moglie, alla pendici dell’Himalaya. Quando tornò a Delhi perché per il figlioletto era giunta l’ora di andare a scuola, niente fu come prima. Per lui il tempo aveva acquisito un valore diverso e ciò che lo aveva spinto in passato a lasciare la città l’aveva plasmato in modo irreversibile.

Ecco la sua storia, raccontata in prima persona su Quartz:

La vita è troppo breve per un lavoro a tempo pieno. Troppo breve, e troppo preziosa. Il tempo non controllato e misurato è un tesoro, le chiacchierate in libertà, i pomeriggi che scivolano lentamente nella sera, le cene che sono l’occasione per un ultimo caffè.
Se siete come me, e trascorrete interi inverni a guardare le lingue di fuoco che sfarfallano nel camino, “non c’è mai tempo per fare tutto il nulla che vuoi”, come ha detto Bill Watterson.

Ma non siete tenuti a dare retta a un montanaro part-time, anticonformista full time, come me. Ma non sono il solo. Carlos Slim, il secondo uomo più ricco al mondo, ha detto che “Dovremmo lavorare solo tre giorni alla settimana“. È giunto il momento di rivedere radicalmente la nostra vita lavorativa. Abbiamo bisogno di più tempo per rilassarci, per migliorare la qualità della nostra vita e di chi ci sta vicino.

Nel libro ” Critical Path“, l’eclettico e futurista Buckminster Fuller prevedeva che l’aumento della produttività mondiale avrebbe fatto sì che lavorare part time diventasse un’opzione percorribile per tutti. Non siamo ancora arrivati alla totalità, ma credo sia già una scelta per la maggior parte dei lettori di Quartz, per lo meno. Quanto a me, ho trovato il tempo di leggere Bucky quando con mia moglie decidemmo di andare per un anno in luna di miele nel nostro cottage di pietra nel Kumaon. Una mattina d’autunno, il sole brillava e l’Himalaya si stagliava nella sua candida chiarezza. Mia moglie disse una preghiera per lo stato di grazia in cui galleggiavamo. “Dobbiamo per forza tornare indietro?” si chiese.

Noi non l’abbiamo fatto, e abbiamo trascorso sei ricchi anni nel nostro giardino nella foresta, a guardare le pesche che maturavano e a cullare nostro figlio, godendoci il chiaro di luna al bagliore delle candele. Quando abbiamo fatto ritorno a Delhi perché nostro figlio doveva iniziare la scuola, sapevo che non sarei più potuto tornare a lavorare a tempo pieno. Ero troppo consumato dall’amore per la vita e la famiglia per legarmi di nuovo all’orologio e alla routine quotidiana. Avevo bisogno della libertà di trascorrere la giornata sul divano a leggere un libro, o a prendere il sole nel parco. Avevo bisogno di avere del tempo per ascoltare un amico che voleva parlarmi. Avevo bisogno di essere a casa quando mio figlio tornava da scuola.

 

La vita moderna non è strutturata per fare spazio a tutta questa eccentricità. Fu subito chiaro che per vivere avrei avuto bisogno di una scrivania, di un ufficio, di partecipare a lunghe riunioni, di lavorare fino a tardi. Continuai comunque a andare al parco, stendermi sul divano, abbracciando mio figlio al rientro da scuola e accompagnandolo alle feste di compleanno a bordo di una macchina scassata da anni di guida in montagna.

Quando arrivò lo stipendio, mi pagarono una frazione del compenso previsto per un lavoratore della mia età e formazione. Ne fui orgoglioso. Il progresso materiale ci dà la possibilità di convertire la nostra potenzialità di guadagno in maggiori consumi, o in più tempo da vivere. Io avevo fatto il mio, e ogni giorno per me era una gioia. Recentemente ho letto i rimorsi dei pazienti in fin di vita riportati nel libro di “The Top Five regrets Of The Dying” di un’infermiera australiana. In cima c’era questo: “Aver perso la giovinezza dei propri figli, e la compagnia del loro partner”. Credo che i nostri figli siano l’eredità che lasciamo e hanno bisogno di amore e tempo. Quando mio figlio compirà 16 anni, si affaccerà al mondo, portando con sé i suoi pregi e i miei difetti. Ma la disattenzione non sarà tra questi”.

La settimana scorsa sono stato a IIM Ahmedabad, per un briefing con un gruppo di studenti per un progetto sul diritto di proprietà cui avevo lavorato anch’io. Dopo l’incontro mi hanno fatto delle domande sugli anni trascorsi in montagna. “Anch’io potrei dire: ‘Voglio andarmene lassù”, ha detto uno di loro “Ma chi me lo permette?”. “Ricordate questo” ho risposto, “non serve l’autorizzazione di nessuno per essere se stessi”. Quando sono tornato, ho riletto il libro dei rimpianti: “Vorrei aver avuto il coraggio di vivere una vita fedele a me stesso, non quella che gli altri si aspettavano da me”.”

Vi lascio con questo video “Discorso tipico dello schiavo – Silvano Agosti“:

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