L’UOMO è una miscela di animale e angelo. Le proporzioni possono variare — un pugile professionista è per lo più animale, un missionario è per lo più angelo; ma in ogni uomo vi sono entrambi, l’animale e l’angelo. Il problema non è escludere uno o l’altro, ma migliorare la qualità di ognuno.

Il guaio per noi tutti non è che siamo animali, ma che siamo poveri animali. Ogni anno sprechiamo milioni di dollari in cerca della salute, e anche miliardi di piedi per libbra per la produzione di energia perché abbiamo abbandonato i sentieri della Natura e ci siamo impantanati nelle sabbie mobili di una fallace intellettualità. La vitalità è il pilastro che regge sia la mente sia lo spirito.

La Salute dovrebbe essere insegnata in modo sistematico, approfondito e coinvolgente in ogni casa, scuola e chiesa del mondo. E dal momento che gli uomini in generale hanno perso i loro istinti salutari, dovremmo imparare le norme dell’igiene dagli animali della foresta.

C’è qualche motivo per cui dovremmo costruire “istituzioni modello” per il ricovero degli inabili, invece di imparare a prevenire l’insorgere delle inabilità? Mentre il mondo progredisce, anche le nuove malattie (o per lo meno i nuovi nomi delle malattie) dovrebbero moltiplicarsi con rapidità allarmante?

Abbiamo preso in considerazione l’argomento della salute per il verso sbagliato. Spendiamo cento dollari nel tentare di ricuperare la salute quando dovremmo spendere un dollaro per imparare a mantenerci in salute. Ci diamo una svegliata soltanto quando crolliamo a pezzi. Di conseguenza paghiamo ogni anno circa un miliardo e mezzo di dollari per questa follía, somma che potremmo risparmiare se prestassimo sufficiente attenzione alla prevenzione delle perdite non necessarie dovute a malattie e morte in questo Paese.

Probabilmente la peggiore, e sicuramente piú diffusa malattia in America è l’umaníte, ovvero il febbrile desiderio di essere super-civilizzati. L’onesta salute negli elementi ispidi, ruvidi e grezzi della vita è stata sostituita da un malsano assortimento di rifiniture da serra riscaldata che non servono a nulla se non ad aumentare l’orgoglio e l’indolenza di una società. Piú un uomo si arricchisce, meno si cura di sé stesso; e per ammalarsi, un uomo deve avere lasciato inerte una qualche parte di sé. Abbiamo bisogno di essere tolti dalle mani dai nostri servitori e di essere privati dei nostri lussi.

Considera la anti-igienica giornata dell’uomo medio “di successo”. Ha dormito in una stanza troppo calda e poco ventilata. Si alza tardi — e la sua intera giornata viene immediatamente marchiata con la “Fretta”. Fa un bagno frettoloso, non abbastanza caldo da lubrificare la macchina corporea, né abbastanza freddo da svegliare la mente per affrontare la giornata.

La sua colazione, ingurgitata frettolosamente e senza appetito, consiste principalmente di crema di cereali e frutta acida — una combinazione alimentare che quasi sicuramente scatenerà una ribellione nello stomaco.

Fa una corsa per acchiappare il tranvai, il treno o la limousine, afferrando per strada un quotidiano, e mentre il veicolo lo porta in centro sballottandolo, lui disturba la vista, la digestione e i sentimenti riempiendosi la mente di tragedie e stupidaggini da tutto il mondo, che non gli saranno di alcuna utilità per la sua giornata. Raggiunto l’ufficio con stomaco e cervello irritati e lamentosi, egli inizia a lavorare in condizioni non adatte a sopportare le sollecitazioni su occhio, orecchio, cervello e nervi che sono richieste nel mondo moderno a un uomo di successo. Se si sente “giú di corda” manda qualcuno in farmacia a prendergli delle pastiglie per il mal di testa – e causa ulteriori danni allo stomaco.

Lavora indossando vestíti assurdi e scomodi — dalle scarpe strette, al colletto alto e rigido. Non avendo mai imparato la scienza del rilassamento, lavora freneticamente, sino al momento di uscire per il pranzo dell’una di pomeriggio. Arriva al ristorante profondamente immerso in pensieri e problemi attraverso i quali i succhi gastrici non possono percolare. Il piú delle volte, parla di “trattative commerciali” tra un caffè e un sigaro — una consuetudine che, secondo analisi scientifiche, appare fisiologicamente e psicologicamente insensata.

Dopo un giorno passato in stretto isolamento, corre nei quartieri alti, si veste con abiti ancóra piú assurdi, fa una cena pesante e poi spinge sé stesso a partecipare a un evento serale che gli fa perdere le migliori ore di sonno — dalle dieci di sera a mezzanotte — e infine si butta nel letto con la sensazione orribile di dover fare la stessa cosa l’indomani, e il giorno dopo, e il giorno dopo ancóra per il resto dei suoi giorni.

Che cosa c’è di sbagliato in quest’uomo ? Lui semplicemente non conosce il significato e lo scopo della civilizzazione, e dei mezzi per raggiungere un fine ne ha fatto il fine stesso. L’oggetto della civilizzazione è quello di sviluppare il cervello umano, cosa che fa in modo preciso, tramite l’attrito, la competizione, la costrizione e le abitudini della vita americana del Ventesimo Secolo. Ma mentre la civilizzazione rafforza il cervello, essa indebolisce il corpo. L’infinita sfilza delle malattie croniche è prodotta e perpetuata dalla civilizzazione. Solamente se l’uomo ridiventa incivile, o de-civilizza sé stesso nel corso di una certa porzione del suo tempo, può sperare di raggiungere grande longevità abbinata a una grande produttività.

Noi siamo adesso nel terzo stadio dello sviluppo della razza. Nella prima infanzia della razza siamo stati animali; nell’adolescenza della razza siamo stati personaggi di romanzi, adoratori di miti, favole, dogmi, superstizioni; nella fase dell’età adulta della razza siamo macchine mentali o industriali; nella fase del superuomo della razza saremo spiriti liberati, con cervello, cuore e corpo completamente sviluppati, che vengono usati e comandati dai loro coscienti proprietari. La terza fase, quella mentale, è la meno sana di tutte; poiché non ha la forza persistente della fase del corpo, la fede vivificante della fase del cuore, o l’equilibrio rinnovatore della fase dell’anima.

Guardiamo adesso attentamente alla saggezza superiore degli animali, in termini di abitudini, consuetudini e istinti pertinenti la salute. La Natura è la vera guida per la salute; e nella molteplicità di cure, culti, -patíe, -ologíe e -ismi moderni, la nostra sicurezza è ínsita nel ricorso alla Natura. Mentre la Medicina, la Psicología e la Chirurgía potranno essere necessarie in casi acuti di malattie specifiche, un modo di vivere puramente naturale è il migliore per preservare la salute. Possiamo imparare questo dagli animali, nei seguenti aspetti :

1. Cibi naturali. — Gli animali mangiano solamente quando hanno fame, i cibi piú semplici, al solo scopo di soddisfare l’appetito. Miriadi di esseri umani mangiano tre volte al giorno — e non hanno mai davvero fame. Per essere affamato, dovresti sentire l’acquolina in bocca al solo pensiero di una fetta di pane integrale spalmata di burro. Se, come ci viene détto, nove decimi di tutti i nostri malanni derivano da cattiva digestione, potremmo ben dire che le malattie nascono a metà strada tra i fornelli del cuoco e la carta del menú. Perché quasi tutti gli alimenti che devono essere cotti devono ancóra di piú essere conditi, e una cena è letale a causa della sua varietà. Chi di noi proporrebbe un trancio di carne cruda come piatto forte di un banchetto ? Schiere di disturbi comuni potrebbero essere ascritti in gran parte alla moda attuale di mescolare tutti i tipi di alimenti, prima nella cucina del cuoco e poi sulla carta del menu.

Un pranzo ideale, contenente elementi per sostenere la vita e soddisfare la fame, è un pezzo di pane di Graham con il burro, un uovo in camicia, un bicchiere di latte puro e una mela cotta. Quante persone, invitate a pranzo, oserebbero ordinare un pasto del genere ? Sei piatti principali sono sufficienti per un qualsiasi pasto. Eppure alcuni dei nostri piú nobili statisti, invitati a feste e banchetti, vanno a letto con un mal di stomaco vecchio stile a causa della “ospitalità” dovuta alla loro popolarità. Vera ospitalità significa riempire il cuore, la mente e l’anima dei nostri amici — non il loro stomaco. E attendo con ottimismo il tempo in cui l’unico bene commestibile offerto a un ospite di passaggio sarà una deliziosa e rinfrescante bevanda — calda d’inverno, fredda d’estate, piú rispettosa della sua digestione che del nostro orgoglio.

2. Sonno naturale. — Gli animali dormono quando il mondo è al buio, si svegliano quando il loro sonno è concluso, e si rilassano perfettamente durante il processo. Noi uomini e donne trasformiamo la notte in giorno e perdiamo tre o quattro ore all’inizio del riposo notturno; di conseguenza dipendiamo dalla sveglia per alzarci quando vorremmo dormire, e abitualmente dormiamo in una tensione di nervi originata dalle preoccupazioni di casa o dell’ufficio, dai piaceri della mezzanotte, o dal letto, dalla biancheria da letto e dalla camera da letto che non c’entrano nulla con la materia del sonno. Per quasi tutte le persone della civiltà americana, le ore di sonno salutari sono dalle dieci di sera alle sei o sette di mattina. Una o due volte alla settimana è permesso, e credo sia psicologicamente desiderabile, posticipare di un’ora o poco piú il momento di coricarsi; e di tanto in tanto, per uscire dalla monotonía, uno potrà persino rimanere alzato tutta la notte. Ma coricarsi a un sano orario fisso è una delle imperative necessità della nostra vita. Un sonno incompleto e insufficiente è un grande fattore in quella schiera di guai nervosi che oggi affliggono gli americani. Il letto è il pezzo piú importante dell’arredamento di casa. Una delle cattive abitudini della vita americana è la prevalenza dei letti singoli e stretti, che violano il principio della necessità di muoversi che sussiste anche durante il riposo. Nessuno può dormire bene su un lettino largo tre piedi. Inconsciamente, cambiamo la nostra postura durante il sonno — e mantenere la stessa posizione durante le otto ore di sonno non è piú naturale di mantenerla durante le otto ore di coscienza da svegli.

Il letto dovrebbe essere sufficientemente largo e lungo da consentire una completa e comoda distensione su tutti i lati. Un materasso ortopedico ben spesso, di morbidezza garantita; una serie di molle indistruttibili che permettano la massima elasticità; un corredo di coperte lunghe abbastanza da potere essere rimboccate bene sotto il materasso; un cuscino sottile, e camicie da notte traspiranti e larghe, in particolare intorno al collo; — queste sono alcune delle essenzialità del sonno naturale. Il grande principio è mantenere i piedi caldi e la testa fresca, dato che la profondità dell’assopimento è proporzionale alla diminuzione dell’afflusso di sangue alla testa. Il cuscino dovrebbe avere uno spessore inferiore ai sei pollici e una sufficiente durezza che non sia scomoda. I cuscini morbidi e spessi sono fatti per teste morbide e spesse.

3. Esercizio fisico naturale. — Gli animali sono costretti a fare esercizio fisico, per procurarsi il cibo; ma il loro è un gioco, che non è un fastidio ma un piacere. Per gli uomini vale l’opposto. Piú in alto arriva un uomo, piú sta seduto. Niente può sostituire l’esercizio fisico all’aperto, che è il regolatore automatico della digestione, della respirazione, della circolazione, dell’eliminazione. Ogni intellettuale, per mantenersi “in forma” nella mente e nel fisico, dovrebbe trascorrere un’ora all’aria aperta tutti i giorni, impegnandosi in una breve passeggiata, andando a cavallo, praticando atletica, o qualche altro tonico fisiologico che faccia muovere i muscoli.

4. Bagni naturali. — Agli animali viene fatto eseguire un costante processo di rafforzamento e salute — garantito dall’avere il loro corpo esposto alle intemperie. Allo stesso modo, il corpo umano è stato fatto per essere bagnato dalla pioggia — guarda quanto velocemente il ragazzino corre fuori, senza ombrello e senza farsi notare, nel bel mezzo di un acquazzone estivo. Un indicatore primario della salute è che ti puoi godere un bagno, qualsiasi sia la stagione dell’anno. Ma un bagno freddo non s’addice mai a un corpo freddo; e, a meno che uno non abbia una grande riserva di energía, l’abluzione mattutina dovrebbe sempre essere sufficientemente temperata da evitare il fastidio. Si dice che l’acqua possa essere usata in mille modi diversi, per la conservazione o il ricupero della salute. Ogni uomo, donna e bambino dovrebbero conoscere per principio e per esperienza, il tipo, il numero e la durata dei bagni, settimanali o giornalieri, piú adatti al carattere, alla natura e alla necessità del singolo.

5. Aria naturale. — Gli animali immergono continuamente i polmoni nell’ossigeno, non temono “le correnti d’aria”, permettono alle rinfrescanti e tonificanti brezze di giocare sul corpo giorno e notte, estate e inverno, durante tutto l’anno. Ma nelle nostre città, dove si suppone che gli animali umani siano al massimo dell’efficienza, ci sono migliaia di negozî, fabbriche, caseggiati e appartamenti i cui abitanti non lasciano entrare aria pura fin quando il caldo non li obbliga ad aprire le finestre. Aerare la casa una volta al giorno non è sufficiente — ogni finestra deve essere mantenuta sempre aperta, anche soltanto di un pollice in alto. Ci sono ventilatori brevettati che deflettono le correnti d’aria fredda esterna e diffondono gradualmente l’ossigeno nella stanza. Una delle abitudini piú salutari è quella di fare un bagno di aria prima di andare a letto, indossando semplicemente accappatoio e sandali e camminando velocemente per dieci o quindici minuti, con le finestre tutte spalancate. Noi non temiamo l’esposizione agli elementi atmosferici, bensí temiamo che venga esposta la nostra paura degli elementi. Chiunque abbia superato la paura dell’aria pura in misura sufficiente da provare a dormire sotto a un portico per qualche mese ti dirà quanto sia impossibile per una persona veramente sana dormire tra quattro grandi mura e una piccola finestra in quella che chiamiamo camera da letto.

6. Luce solare. — Gli animali vengono rivitalizzati, disinfettati e resi asettici dallo splendore del sole, che è il piú grande germicida, detergente e tonico noto alla Scienza. Se si potesse inventare un modo di imbottigliare la luce solare, e venderla alle persone malate a un prezzo esorbitante, l’inventore diventerebbe miliardario in un batter d’occhio. Abbiamo bisogno di piú finestre nelle nostre case, perché nemmeno una casa su cinquanta ne ha abbastanza. Una casa dovrebbe essere riguardata come una semplice cornice per la luce solare. Chiunque costruisca una casa dovrebbe inserire nel progetto un salotto per il sole; un tale salotto sarebbe molto piú salutare del salotto per le chiacchiere. Non raccomanderei, infatti, di far entrare molta luce in un salotto ordinario; questo, essendo in genere ornato a stucco, rischierebbe di sciogliersi se troppo sole lo colpisse. In ogni malattia c’è sempre un’ampia striatura di artificialità.

Lasciamo inondare le nostre case e i nostri cuori di luce; strappiamo via le tende pesanti dalle nostre finestre e dalla nostra mente; rendiamoci conto che la salute non è altro che verità trasformata in vita. E se vogliamo che la verità ci diriga dobbiamo cercare Dio e la Natura. Dio guarisce l’anima, la Natura guarisce il corpo; quando abbiamo imparato ad applicare questo fatto, aumenteremo enormemente la lunghezza e la forza della nostra vita.

Perché il modo per star bene non è quello di inghiottire qualcosa, ma di imparare qualcosa — e quindi viverlo !

 

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Uno studio mette in discussione la tesi secondo cui la socialità sia stata in motore dell’evoluzione della grandezza del cervello nei primati. Il merito sarebbe, piuttosto, della dieta, e in particolare della frutta.

di ANNA LISA BONFRANCESCHI


PERCHÈ il cervello della nostra specie e quello di alcuni primati è così grande? Probabilmente non esiste.

Il cervello sociale. La teoria che lega la grandezza del cervello alla socialità prende il nome di Ipotesi del cervello sociale. “Secondo questa teoria la complessità sociale è il motore principale della complessità cognitiva, e le pressioni sociali da ultimo hanno portato all’evoluzione del grande cervello della nostra specie”, scrivono gli autori in apertura del paper. Eppure, se si guarda a misure della socialità diverse dalla grandezza del numero dei membri, quali il numero di partner sessuali di una specie, la correlazione si perde. Forse, esiste un fattore ambientale ancora più forte come motore dell’evoluzione cerebrale, hanno azzardato i ricercatori.

Lo studio. Per capirlo gli esperti hanno messo insieme un’enorme quantità di dati, quelli relativi alla grandezza del cervello di più di 140 specie di primati non umani, tenendo conto anche degli ultimi aggiornamenti della filogenetica, ovvero della parentela tra specie. Il team di DeCasien ha quindi cercato possibili relazioni con parametri diversi: sociali – come grandezza del gruppo, gerarchie e strategie di accoppiamento – nonché ambientali, quali le abitudini in fatto di dieta. È così emerso che si può predire la grandezza del cervello di una specie più dalla dieta che dalla socialità. In particolare chi mangia frutta, rispetto agli erbivori che si cibano di foglie, ha un cervello più grande, in media del 25%.

A ‘caccia di frutta‘. Ma perché mangiare frutta potrebbe essere stato un motore per l’evoluzione del tessuto cerebrale? Le spiegazioni possibili sono diverse. Cibarsi di frutta, in ultima analisi, significa sapere dove trovarla, come prenderla ed estrarne la parte nutritiva, come trarne energia. L’ipotesi della frutta quindi avrebbe favorito l’evoluzione di cervelli più grandi combinando insieme una serie di richieste cognitive – in termini spaziali, temporali e strategici – e ricompense energetiche (maggiori rispetto a quelle del cibarsi di foglie).

L’evoluzione. “L’evoluzione del cervello sia dell’essere umano che dei primati non umani è stata guidata soprattutto dall’aumentata efficienza nella capacità di procurarsi cibo, associata a dei cambiamenti che forse hanno fornito le basi per il successivo sviluppo delle abilità sociali”, scrivono gli autori in chiusura del paper. Ma una visione assoluta, secondo cui la dieta possa raccontare da sola la storia del cervello dei primati, è inverosimile, scrive Chris Venditti della University of Reading a commento del paper sullo stesso numero di Nature Ecology & Evolution. Più che mettere la parola fine all’origine misteriosa del cervello, ribadisce Venditti, DeCasien e colleghi hanno il merito di aver rinvigorito un dibattito sempre affascinante.

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Dicono che gli occhi siano lo specchio dell’anima.. ecco qui una risposta, più si mangia idoneo per la specie umana e più l’anima si ripulisce ritornando alle origini.

Occhio a destra prima di diventare Vegan Crudista. Occhio sinistra dopo 3 anni.

Gli occhi cambiano e non solo loro, ci sono sempre più casi di capelli, pelle e molto altro.

Video testimonial:

Chi vuole vivere per sempre? Una scoperta scientifica potrebbe rivelare che gli esseri umani possono vivere per centinaia di anni. Modificando il nostro DNA, potremmo sopravvivere per centinaia di anni – se lo vogliamo.

Degli scienziati californiani hanno progettato un organismo modificato geneticamente per vivere 10 volte rispetto alla norma. E’ la più grande estensione della longevità mai raggiunta dai ricercatori che studiano la natura dell’invecchiamento.

Se questo lavoro potesse mai essere trasferito sugli esseri umani, ciò significherebbe che potremmo vedere un giorno persone che vivono per 800 anni. Tutto ciò sarà mai una possibilità realistica?

Valter Longo fa parte di un piccolo ma influente gruppo di specialisti in questo settore che crede che una vita di 800 anni, non è solo possibile, ma è inevitabile. E’ stato il suo lavoro presso la University of Southern California, che ha portato alla creazione di un ceppo di lievito che può vivere per 10 settimane o più, invece di morire alla solita età massima di una sola settimana.

Con l’eliminazione di due geni nel genoma del lievito e fornendogli una dieta ipocalorica, Longo è stato capace di estendere di dieci volte la durata della vita delle stesse cellule di lievito utilizzate dai fornai e birrai. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Public Library of Science Genetics.

C’è, ovviamente, un enorme differenza tra le cellule di lievito e le persone, ma ciò non ha fermato Longo ed i suoi colleghi suggerendo che il lavoro è direttamente rilevante per l’invecchiamento umano e la longevità. “Stiamo gettando le basi per la riprogrammazione di una vita sana. Se siamo in grado di scoprire come funziona il meccanismo di longevità, può essere applicato ad ogni cellula in ogni organismo vivente“, afferma Longo.

“Siamo molto, molto lontano dal fare vivere una persona per 800 anni di età. Io non credo che sarà molto complicato arrivare a 120 anni e rimanere in buona salute, ma ad un certo punto io credo che sarà possibile far vivere le persone anche fino a 800 anni. Non credo che ci sia un limite superiore nella vita di ogni organismo.”

Longo e il suo team avevano precedentemente scoperto due geni – RAS2 e SCH9 – legati alla crescita e allo sviluppo del cancro che sono simili negli esseri umani e nel lievito. Sono così simili, infatti, che Longo ha detto, “è possibile inserire il gene umano nel lievito e funziona“. Questi due geni promuovono anche l’invecchiamento.

Eliminando dal lievito questi due geni e sottoponendo i microbi ad una dieta a basso contenuto di calorie, Longo ha ottenuto un tipo di estensione della vita che non è mai stato raggiunto prima. Così ha osservato Anna McCormick, direttore di genetica e biologia cellulare presso il US National Institute on Aging: “un’estensione di dieci volte è piuttosto significativa.”

La restrizione calorica è oggi un percorso consolidato per estendere la vita di molti organismi, dal lievito ai nematodi, ai moscerini della frutta e ai topi. Il mondo scientifico deve riscrivere le sue linee guida dato che gli studi sul digiuno hanno dimostrato un enorme aumento della longevità, la rigenerazione delle cellule, il rinnovamento del sistema immunitario e il miglioramento dei sintomi di quasi tutti i disturbi. Viceversa una dieta ricca di calorie aumenta il rischio di obesità, diabete e altre condizioni che accorciano la vita.

I biologi ritengono che durante la limitazione calorica, invece di spendere preziose riserve di energia per la riproduzione, la digestione, l’assimilazione, il corpo entra come in una fase di manutenzione.

Questa idea si adatta alla visione più generale che gli animali tendano a seguire una delle due strategie di vita: alta fecondità e breve durata di vita, o lunga durata di vita e bassa capacità riproduttiva. I topi, per esempio, usano gran parte delle loro risorse limitate in favore di un’ elevata riproduzione, avendo diversi cucciolate all’anno, ma hanno una vita breve di appena un paio di anni. Invece i pipistrelli, che hanno circa la stessa dimensione dei topi, hanno uno o due cuccioli all’anno,  e possono vivere per 30 anni o più.

Perché una specie animale vive più a lungo di un’altra di dimensioni comparabili, e perché alcuni animali sembrano invecchiare velocemente e morire giovani, è stato oggetto di un vasta attenzione per decenni. Come mostrano i pipistrelli e i topi, è possibile per i geni estendere la durata della vita – quindi la domanda è: perché non lo fanno più spesso, perché non lo fanno ogni volta? E la logica estensione di questo problema è: perché invecchiamo? Perché non viviamo per sempre?

Una delle risposte più convincenti a questo è noto come la teoria del corpo usa e getta. In breve, l’idea è che i geni possono estendere la durata della vita di un organismo, ma solo con un compromesso tra i costi e i benefici. E’ possibile continuare a riparare il corpo in quanto è sottoposto a usura quotidiana, ma si arriva ad un punto in cui il beneficio non è più sufficiente e le spese diventano troppo costose, proprio come quando riparare un’automobile vecchia non conviene più. A questo punto il corpo, o “soma” diventa “usa e getta”. A quel punto, però, dal punto di vista del gene, ciò non importa – fintanto che è riuscito a “fuggire” da questo corpo malridotto e si è replicato all’interno dei corpi più giovani e in forma della prossima generazione.

Longo afferma che la teoria del corpo usa e getta, inventata dal Professor Tom Kirkwood dell’Università di Newcastle alla fine del 1970, è una delle idee più forti per spiegare la natura dell’ invecchiamento. Tuttavia, Longo ha un’altra teoria che sta facendo strappare i capelli a molti scienziati. Egli ritiene che l’invecchiamento non può essere semplicemente un effetto collaterale del logorio della vita, ma sarebbe anche una condizione geneticamente programmata per fare in modo che gli individui di una certa età facciano spazio a quelli più giovani.

Fondamentalmente, è la prima dimostrazione, a nostra conoscenza, che l’invecchiamento è programmato e altruista”, dice Longo. “Gli organismi che abbiamo studiato muoiono molto prima che essi debbano, al fine di fornire elementi nutritivi alle ‘mutanti’ generate all’interno della loro propria popolazione. Così, miliardi di organismi muoiono precocemente in modo che pochi individui più adatti possano crescere.”

Ciò solleva la possibilità che le stesso processo avvenga negli esseri umani, e che, di conseguenza, molte persone stiano morendo prima di quanto necessario.

“L’ invecchiamento umano programmato è solo una possibilità. Non sappiamo se è vero ancora o no. Ma se l’invecchiamento è programmato nel lievito, e il percorso [metabolico] è molto simile, allora non è possibile, che anche gli esseri umani muoiano prima di quello che debbano?”

I dati delle persone più anziane del mondo moderno

Jeanne Calment

La madre, il padre e il fratello di Jeanne Calment hanno vissuto rispettivamente per 86, 93 e 97 anni. Ma nessuno ha superato Jeanne, morta nel 1997 a 122 anni e 164 giorni. Nata nel 1875, ha incontrato Vincent van Gogh quando aveva 14 anni, e nel 1885 e ha partecipato ai funerali di Victor Hugo.

Shigechiyo Izumi

Così come in possesso del titolo del più anziano uomo sulla terra, Izumi, dall’isola giapponese di Tokunoshima, detiene il record per la più lunga carriera. Contadino, ha lavorato dall’infanzia fino all’età di 105, una carriera di 98 anni. Nonostante un debole per lo sho-chu (un whisky d’orzo) e nonostante  abbia cominciato a fumare ai 70, ha vissuto fino a 120 anni. E’ morto nel 1986.

Edna Parker

Di 115 anni, è sopravvissuta a tutti i suoi figli, e la sua famiglia comprende 13 bis-bis-nipoti. Ora riconosciuta come la persona in vita più vecchia del mondo, è cresciuta in una fattoria. Fino alla sua morte avvenuta nel 2008 ha camminato da sola.

Charlotte Hughes

Hughes, un’insegnante in pensione, è la persona documentata nel Regno Unito che ha vissuto più a lungo. Ha sposato il marito, Noel, all’età di 63. Lui morì a 105 anni, invece Hughes arrivò ai 115, morendo nel 1993.

Florrie Baldwin

Baldwin, nata nel 1896, è stata per parecchi anni la donna in vita più anziana della Gran Bretagna fino a quando è morta nel 2010. Affermava di aver incontrato la regina Vittoria e di aver letto della fine della guerra boera.

Henry Allingham

Allingham ha trovato la fama negli ultimi anni come il più vecchio veterano della prima guerra mondiale, uno dei pochi ancora in vita fino al 2009. Nato nel 1896, nato a sud di Londra, è stato il più anziano uomo in vita in Europa con i suoi 113 anni.

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