La Spiritualità è la più grande truffa ai danni dell’animo umano. Si, hai letto bene. È il mero tentativo di distoglierci da una vera ricerca totalizzante, facendoci volgere lo sguardo verso un aspetto esotico e mai affrontato delle nostre vite, dove regna la più completa ignoranza, e nella quale, un sacerdote, un guru o un maestro scaltro e furbo (con annesso parassita), ci metterà sempre lo zampino per meglio sfruttarvi e strizzarvi come un’oliva al frantoio, così da trarre da voi tutta la vostra migliore quintessenza e che potrete costantemente produrre.

La vera Spiritualità è l’Esperienza, nient’altro.

Ci sono anche coloro che durante le mie conferenze mi chiedono cosa ne penso della Meditazione, e spiego che dovrebbe essere uno stato cosciente e quotidiano dell’essere, un qualcosa di spontaneo e naturale da praticare, e che invece, decidere di farla ogni giorno, ad un determinato orario, come un’imposizione, magari seduti in una certa posizione all’interno di un ambiente protetto e silenzioso, non serve a nulla. Anche in questo caso, le persone che ho di fronte fanno di quelle tali smorfie che da lì, ti rendi conto in un istante che tutta la loro esperienza meditativa non è servita a niente, specie se poi, nel mentre insisto su questo punto, alla fine sbottano e si incazzano pure contro il sottoscritto. Ebbene, sappiate che tale reazione non fa altro che avvalorare ancora la mia tesi, dato che se tutte quelle meditazioni avessero sortito gli effetti sperati, avrebbero reagito alle mie dichiarazioni con un atteggiamento diverso e più costruttivo. La Meditazione non è apparenza, ma uno stato dell’essere, non è una regola imposta in stile monastico, ma un fatto spontaneo, quasi anarchico, che segue, e serve, le nostre necessità fisiche e spirituali più intime e del momento. Le mode New Age sono una cosa, ma un cammino veramente spirituale è invece ben altra cosa…

Lo dico sempre, che di galline che meditano ce ne sono a milioni nel mondo, ma ognuna preferisce continuare a fare la gallina senza mai raggiungere alcunché. Vedete, tutto serve alla fine, anche passare da una certa “regolarità”, ma non deve diventare la norma, la routine, perché a quel punto diventa un circolo vizioso e non è più una Meditazione. La Meditazione è un’avventura, non una nuova imposizione, una nuova regola, e a volte essere imprevedibili e creativi, ci permette di poterci osservare in maniera sempre nuova e diversa. Conosco addirittura delle persone che meditano per ottenere dei risultati nella vita materiale, come l’amore, il lavoro, il denaro, una nuova vita, una macchina… ma a quel punto non è Meditazione, bensì Divinazione!

Allora, Federico, come si arriva a fare della Meditazione uno stato dell’essere?
Proprio nello stesso modo in cui bevi un bicchiere d’acqua. Bevi quando ne hai necessità, non perché hai degli orari da seguire. Perché è inutile fare Yoga per migliorare la tua vita se poi diventi schiavo dello Yoga, come penso, piuttosto che le persone, a volte trovano sia insegnanti non idonei, ma quasi sempre, cercano un qualcosa che gli tappi un buco emotivo da colmare… ed è lì che nasce la loro schiavitù!

Dopo queste dichiarazioni, puntuali arrivano le reazioni. Stronzate. Ridicolo. Infantile. Pericoloso. Cretino. Millantatore. Deficiente. Anti-Religioso. Inconsapevole. Senza Coscienza, etc. Queste sono alcune delle innumerevoli offese che ricevo abitualmente ogni volta che esprimo le mie idee in merito. Lo ammetto, spesso sono un po’ provocatorio sulla Spiritualità e i suoi innumerevoli tranelli, ma quando vedo queste reazioni, ancora una volta, devo ammettere, che avevo dannatamente ragione! Si, perché desidero creare scompiglio, una ben precisa reazione, e la ottengo, e sapete dove? In tutti quei numerosi gruppi di “Meditazione“, “Sciamanesimo“, “Risveglio Spirituale“, o tra gli “Operatori di Luce“, etc., frequentati da persone che seguono Guru, Maestri, Maestri Ascesi, Alieni, numerosi corsi di YogaMeditazione o tecniche affini, i quali non si attardano nemmeno due secondi a risponderti buttando fuori tutta una rabbia e tutto un veleno che loro stessi ti imputano di avere nei riguardi dei loro mentori.

In realtà non sono arrabbiato con nessuno di loro, ma semplicemente osservo. Non mi interessano i loro Maestri o le tecniche che praticano, mi interessano, invece, e molto, le energie che tali Maestri e i loro movimenti provocano sulla psiche e lo spirito delle persone, ottenendo effetti sia positivi che negativi; e che molto spesso sono più negativi che positivi… Da essi nascono dei facili luoghi comuni, una serie di leggi senza senso dove vige la regola del “non-giudizio“, “del so tutto io perché ho un guru“, “che la luce dei Maestro è l’unica che sa guidarti“, “che bisogna fare tutto secondo quanto ci viene insegnato“, “che il proprio corpo è un qualcosa da cui rifuggire“, “che qualsiasi cosa non è spirituale è semplicemente schifosa“, o “che prima di leggerla, caro signor Bellini, preferisco vedermi un porno!” Questi sono gli effetti di decenni di una sgangherata “New Age“, l’ennesima illusione, l’ulteriore “Esperimento Sociale” dove le persone vengono trascinate, quasi sempre a loro insaputa, e dalla quale poi, difficilmente riescono ad uscirne, così come tanti restano impigliati nelle maglie delle vecchie religioni, dei sistemi sociali, del lavoro, o peggio ancora della politica.

Per carità, si chiamano “Livelli di Coscienza” e sono fondamentali per ognuno per farsi le ossa, sia in queste vita, come nelle prossime. Ma parlarne, e perché no, a volte giudicarle “in modo sano“, a mio avviso può solo aiutare coloro che cercano risposte lì dove non le trovano, spronandoli a cercare di meglio. Ci aspettano giorni difficili, perché visto il livello così alto di “rincoglionimento finto-spirituale” in circolazione, mi chiedo cos’altro ci riserverà il futuro…

Tratto da: “Il Maestro” di Federico Bellini