Premessa
Il fatto di riconoscere la tossicità delle fitotossine presenti nelle piante non ne esclude a priori l’utilizzo, ma accresce la consapevolezza di ognuno di noi riguardo quale sia il cibo maggiormente biocompatibile con l’uomo e apre a nuovi studi e ricerche utili in vari campi scientifici. Le verdure rappresentano un ottimo cibo alcalinizzante, ma la presenza delle fitotossine ci può spronare a spostare maggiormente l’attenzione verso la frutta-ortaggio. Essa sembra essere più biocompatibile poichè non contiene fitotossine (se non in minima parte) e sembra dunque più vicina alla nostra natura di animali frugivori.

Fitotossine, queste sconosciute

piante-fitotossineDa anni studio gli agenti nutrienti presenti nei cibi e gli agenti tossici dei veleni naturali presenti in verdure e semi (metaboliti secondari, o fitotossine).
Spesso mi ritrovo a dialogare con teorici che minimizzano alcuni dati scientifici affermando che tutta la frutta, le verdure e i semi sono ottimali per l’uomo.
Abbiamo già parlato in passato (articolo 1  – articolo 2 – articolo 3 – articolo 4) delle fitotossine e del meccanismo utilizzato da OGNI essere vivente (erbe e semi inclusi) per difendersi dal proprio predatore (l’erbivoro e il semivoro in questo caso).
Recenti studi interdisciplinari di geologia, paleobotanica e paleontologia hanno evidenziato che l’estinzione del più grande mammifero terrestre mai esistito sulla faccia della Terra (l’indricoterio) sia stata causata 30 milioni di anni fa non da un asteroide, non da enormi predatori come il Tirannosaurus Rex, men che meno da una glaciazione, bensì dalle microscopiche fitotossine delle piante.

Un vasto incendio interessò la Pangea decine di milioni di anni fa e determinò la scomparsa delle foreste, in favore delle praterie.
L’indricoterio aveva una dentatura ben più adatta al fogliame degli alberi che alle erbe delle praterie.
cristalli di silice taglienti presenti nelle erbe di cui iniziò a cibarsi causarono l’assorbimento di un maggior quantitativo di pesticidi naturali, che fecero estinguere questo enorme mammifero.
(Fonte: “Terra: Il potere delle piante”, BBC  – 2012).

Non è un caso se tra gli animali a maggior rischio estinzione troviamo quasi esclusivamente carnivori, erbivori, semivori, che trovano il più alto quantitativo di tossine all’interno del proprio cibo elettivo.

Bruce Ames: il 99.99% dei pesticidi che assumiamo è naturale

Bruce-AmesBruce Ames (biochimico e biologo) oggi è considerato il più grande esperto al mondo nell’ambito delle fitotossine.
Bruce è stato l’inventore del metodo di valutazione della tossicita’ di una sostanza chimica (Test di Ames, metodo utilizzato universalmente).
Nel 2013 rientrò tra gli scienziati papabili al premio Nobel per la Chimica.
Ames fu il primo a dichiarare che molti dei cibi che consumiamo, (semi, tuberi, verdure e alcuni frutti non biocompatibili con la specie umana) contengono una grande varietà di vegetali_bacche_semi_olio_extravergine_e_cerealisostanze tossiche naturali ben più cancerogene delle tracce di pesticidi chimici rimanenti nella frutta.
Ebbene sì: molti dei veleni più potenti attualmente conosciuti sono di origine vegetale!

Egli evidenzia quanto sia inutile l’atteggiamento terroristico di coloro che si scagliano in modo bieco contro i pesticidi artificiali senza conoscere i pesticidi naturali delle piante (fitotossine, o metaboliti secondari).
Effettivamente la tossicologia negli ultimi 50 anni si è preoccupata molto di studiare gli effetti nocivi dei composti di sintesi, ma ha rivolto un’attenzione minima a quelli provocati dalle fitotossine vegetali.

illustration_atropa_bella-donna0Il test di Ames, ha permesso di identificare molti composti potenzialmente cancerogeni tra i vegetali che compongono la nostra dieta: la cicasina presente nei semi, nelle foglie e nelle radici delle Cycadaceae; il safrolo contenuto negli oli essenziali di sassofrasso, di noce moscata, zenzero, cinnamomo, pepe nero ed anice; i glucosidi (flavonoidi) presenti nel tè, nel caffè, nel cacao, nel vino rosso, nell’aceto, nella birra, nella felce; ecc…
Altri flavonoidi come la quercitina, presente nella buccia di alcuni frutti (mela: 440mg/kg), attivano invece processi enzimatici antiossidanti e antinfiammatori, prevenendo i tumori.

“L’esposizione dell’uomo ai cancerogeni NATURALI e’ cosi’ diffusa da rendere senza importanza l’esposizione  ai cancerogeni di sintesi.
[Ames, B.N. & Gold, L.S., 2000, Mutation Research 447, 3-13].

Bruce Ames scrisse nel 1990 [PNAS 87, 7777-7781] “..il 99.99% dei pesticidi sono naturali”.
Spiegò inoltre che le piante stressate e/o danneggiate, producono per difesa un gran numero di sostanze ‘pesticide’  e in quantita’ cosi’ elevate da poter provocare tossicita’ acute nell’uomo.

 

I pesticidi naturali si misurano in parti-per-mille, parti-per-milione; i pesticidi di sintesi si misurano invece in parti-per-miliardo; ossia milligrammi / microgrammi per grammo di prodotto, nel caso dei pesticidi NATURALI;  e solo in nanogrammi /grammo – ossia miliardesimi di grammo per grammo di alimento, per i pesticidi sintetici.
Ciò evidenzia che le concentrazioni dei pesticidi NATURALI sono da migliaia a milioni di volte piu’concentrati di quelli dei pesticidi di sintesi.

grano-fitotossineNel 1992 la Food & Drug Administration esaminò 19.082 campioni di alimenti alla ricerca di 200 pesticidi: nel 64% dei campioni non sono stati trovati pesticidi; nel 99% degli 8.281  campioni di produzione nazionale, i pesticidi erano nei limiti consentiti dalla legislazione vigente [FDA Pesticide Residue Monitoring 1992. JAOAC (1993), 76, 127A-148A].
Ames e Gold affermano “..in media gli Americani ingeriscono dai 5 mila ai 10 mila differenti pesticidi NATURALI… equivalenti a circa 1.500 milligrammi di pesticidi NATURALI per persona per giorno; una quantita’ di pesticidi che e’ circa 10 mila volte superiore a quella dei pesticidi di sintesi [= 0.09 mg].
Il pericolo potenziale che puo’ derivare dai pesticidi di sintesi e’ minimo al confronto del pericolo derivante dai pesticidi NATURALI, anche se nessuno dei due puo’ rappresentare un pericolo gravissimo e immediato per il consumatore, date le basse dosi assunte quotidianamente.
Molti alimenti ordinari non supererebbero i criteri che regolamentano i pesticidi di sintesi: molte migliaia di composti chimici clorurati sono prodotti in natura..” [Ames & Gold, 2000]

In milioni di anni non ci siamo mai adattati ai pesticidi naturali

baby-anguriaIn milioni di anni non ci siamo mai adattati ai pesticidi naturali e, pur assumendone quotidianamente una quantità ridotta, permane il rischio per la salute dell’individuo.
Non esistono fenomeni di adattamento alle tossine naturali come spiega il Dott. Ames:
“.. varie tossine naturali presenti dall’inizio dell’evoluzione dei vertebrati, sono tuttora cancerogene… La dieta umana e’ cambiata notevolmente nelle ultime migliaia di anni. Inoltre pochissimi dei vegetali consumati ai giorni nostri facevano parte della dieta dei primitivi raccoglitori-cacciatori.
La selezione naturale opera troppo lentamente nell’uomo, perche’ si sia potuta evolvere una resistenza specifica alle tossine presenti in questi vegetali introdotti solo di recente nella dieta…”
[Ames & Gold, 2000]

“..la dieta normale contiene composti chimici NATURALI provvisti di un’attivita’ estrogenica milioni di volte superiore a quella delle sostanze estrogeniche di sintesi…” [Ames & Gold, 2000, citato sopra].

Da quanto mostrato è chiaro che la tossicità dei pesticidi di sintesi, e’ migliaia-milioni di volte inferiore a quella delle piu’ pericolose sostanze naturali; anche sommando la Potenza Relativa dei composti sintetici piu’ cancerogeni [pari in totale a 2720 unita’], si raggiunge a malapena la meta’ della Potenza Cancerogena Relativa [4737 unita’] di uno solo – e il meno attivo – dei tre piu’ potenti composti cancerogeni NATURALI.

Terrorismo sui fitochimici della mela

Spesso si sente dire che la mela è il frutto più trattato e quindi il più intossicato, quasi a distruggere tutto ciò che di buono c’è nella mela.

Questa credenza spesso spinge le mamme a preferire (per gli snack del proprio bimbo) le merendine degli spot televisivi alla ben più salutare mela.
Ames e Gold hanno inviato una lettera alla rivista scientifica Science per sviscerare la tematica del terrorismo fatto sui fitochimici dati alla mela.

I due scienziati sono intervenuti nel dibattito sull’utilizzo dell’Alar, un regolatore della crescita che ritarda la maturazione delle mele e impedisce che cadano prima del tempo  dall’albero o maturino troppo in fretta durante l’immagazzinamento. L’Alar in effetti si decompone e genera l’UDMH, cancerogeno. Dagli studi fatti laapple-hand concentrazione di questa tossina è così bassa che il pericolo che esso determini l’insorgenza di tumori è assai minore di quello derivante dal consumo di funghi con idrazina cancerogena.

A parere degli studiosi è 59 volte più probabile che produca un tumore un fungo al giorno che non un bicchiere al giorno di succo di mele trattate con Alar.

Va detto infine che molti dei pesticidi chimici dati alle mele hanno emivita breve, oltre ad essere fotosensibili: con l’esposizione al sole vedono diminuire la tossicità fino a livelli trascurabili (migliaia/milioni di volte inferiore rispetto alle fitotossine che troviamo quotidianamente nei semi, o nelle verdure).

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Bibliografia:

“The skeptical environmentalist. Measuring the Real State of the World.” di B. Lomborg, Cambridge University Press,

E’ uscita la traduzione del libro di Lomborg, con il titolo: “L’ambientalista scettico. Non e’ vero che la terra e’ in pericolo.”, 2003, ed. Saggi Mondadori.

“Carcinogeni di origine naturale”. Relata Technica 1980, 25:7-23.

International Agency for Research on Cancer. IARC Monographs on the Evaluation of the Carcinogenic Risk of Chemicals to Humans. 1972-1990, Vol. 1-49. IARC, Lyon, France.

Ames,B.N. Dietary carcinogens and anticarcinogens. Oxygen radicals and degenerative diseases. Science, 1983, 221: 1256-1264.

Ames,B.N. and Gold,L.S. Pesticides, risk, and applesauce. Science, 1989, 244:755-757.

Bartsch,H., Montesano,R. Relevance of nitrosamines to human cancer. Carcinogenesis, 1984, 5:1381-1393.

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Ames, B. N., Profet, M., Gold, L. S. (1990) Dietary pesticides (99.99% all natural)

Proc. Natl. Acad. Sci. USA87,7777-7781

Ames, B. N., Gold, L. S. (1997) Pollution, pesticides and cancer misconceptions. FASEB J 11,1041-1052

Fonte