Correre è un istinto naturale a cui alcune persone non riescono a resistere. Abbiamo già raccontato la storia di Andrea Toniolo, un ragazzo che dopo un incidente e la prospettiva di non poter più tornare a muoversi come prima ha deciso di raggiungere Capo Nord correndo.

Andrea non è il solo a provare il desiderio irrefrenabile di correre e scoprire il mondo un passo dopo l’altro: di moderni Forrest Gump ce ne sono tanti, e uno di questi è certamente Jamie Ramsey.

Jamie è stato la prima persona a percorrere tutti i 17.000 km che separano il Canada dall’Argentina di corsa, completamente da solo e senza alcun tipo di supporto esterno.

La sua storia è di grande ispirazione, perché prima di lanciarsi in questa avventura era un uomo come tanti altri, con una vita normale e per nulla fuori dagli schemi. Eppure, come succede a tanti viaggiatori, provava una profonda insoddisfazione, che a tratti diventava quasi dolorosa.

Il motivo del suo malessere era legato all’idea che si stesse perdendo la bellezza del mondo:

Ho trascorso 12 anni della mia vita seduto dietro una scrivania a fissare lo schermo di un computer“, scrive Daniel per spiegare come è iniziato il suo viaggio. “Oggi giorno sognavo il grande mondo che era dall’altra parte della finestra, a venti metri di distanza. Nel mio tempo libero leggevo le avventure di chi aveva deciso davvero di mollare tutto e fare ciò che più amava, e mi chiedevo quali sensazioni meravigliose stessero provando e quanto si stesse realizzando come persona”.

Più faceva questi pensieri, più la vita da ufficio e la routine del tempo libero diventavano insostenibile. Un giorno, però, si è reso conto che non poteva dare la colpa a nessuno per la sua situazione, se non a se stesso:

“Più sognavo l’avventura, più mi sentivo distante da tutto. Finché un giorno ho realizzato che ero io l’unica persona che mi costringeva ad alzarmi ogni mattina e seguire la solita vecchia routine. Nessun altro mi stava dicendo che dovevo farlo, nessuno mi diceva che non potevo uscire là fuori e fare ciò che volevo. Così ho deciso di trasformare quelle fantasie in un piano concreto”.

Quando parla di “piano concreto”, Jamie non si riferisce a un viaggio organizzato tappa per tappa, passo per passo. In realtà è l’esatto opposto:

“Molte persone credono che un’avventura come la mia sia possibile solo con un’enorme organizzazione logistica, ma non è così. Per me l’avventura deve essere solo questo: un’avventura. Se pianifichi tutto nei minimi dettagli, allora stai facendo una vacanza. La mia avventura sarebbe stata incentrata sulle mie passioni: il cibo, la cultura, il viaggio e la corsa. Decisi che avrei corso in solitaria senza alcun supporto per 17.000 km, attraversando 14 paesi e tutto il continente americano, dal Canada all’Argentina”.

Molto semplicemente, Jamie è partito di corsa con il suo carretto. Come un moderno Forrest Gump:

“Quando pensavo al viaggio avevo solo due riferimenti: il punto di partenza e il punto di arrivo. Avevo gli strumenti giusti con me e un atteggiamento positivo: ero sicuro che avrei superato qualsiasi difficoltà sulla mia strada. Citando Forrest Gump, quando ero stanco dormivo, quando avevo fame mangiavo, quando dovevo fare le mie cose, le facevo“.

Jamie è partito da Vancouver nell’agosto del 2014. Ha attraversato di corsa i seguenti paesi:

  • Canada
  • Stati Uniti
  • Messico
  • Guatemala
  • El Salvador
  • Honduras
  • Nicaragua
  • Costa Rica
  • Panama
  • Colombia
  • Ecuador
  • Perù
  • Cile
  • Argentina

Il suo viaggio si è concluso a Buenos Aires dopo 17 mesi e 17.000 km.

“Ho corso nelle foreste pluviali, sulle montagne e nei deserti. Sulla mia strada ho incontrato persone di tutti i tipi, ma tutte incredibilmente gentili e generose. L’unica ostilità che ho incontrato nei 17 mesi di viaggio sono stati i cani che mi inseguivano abbaiando e i procioni che provavano a rubarmi il cibo. Le persone mi hanno dato ospitalità, cibo, motivazione e supporto”.

Un’avventura di questo tipo cambierebbe profondamente qualsiasi persona, e Jamie non è un’eccezione:

“Ciò che ho imparato da questa spedizione è che siamo noi gli unici a decidere cosa siamo in grado di fare, e che tendiamo a sottovalutarci continuamente. L’aspetto più importante di questa avventura è quanto è in grado di cambiarti come persona. Prima ero una persona che sognava ma pensava fosse impossibile, oggi sono diventato un uomo che mette continuamente alla prova i propri limiti. Quando comprendi che un paio di scarpe da corsa e una mente aperta sono tutto ciò di cui hai bisogno per raggiungere la felicità, allora il mondo diventa casa tua“.

Photo credit: Jamie is running

Fonte