Figli di un dio minore 
di Fabrizio Dresda


Possiamo tranquillamente affermare che i bambini che nascono nella civiltà moderna (in particolare) siano senza ombra di dubbio figli di un dio minore, destinati sin prima della nascita (si potrebbe dire sin dal concepimento) ad essere semplici polli d’allevamento, quando va bene, altrimenti solo carne da macello.

L’opera di addomesticamento è lunga e sinergica e vede protagonisti in primis, la famiglia, poi scuola, chiesa, pediatri, mass media, ecc.; il loro destino sarà quello di essere esseri umani malati, deformi, schiavizzati, istupiditi, destinati ad essere trasformati in soldati, macellai, secondini, minatori, migranti, spacciatori, ladri, drogati, videodipendenti, consumatori ed elettori senza cervello, creduloni, servi di questo sistema nemico della vita.

Così li vediamo sin dall’inizio:

  • intossicati dal sangue e dal latte materno (se lo vedono);
  • sottoposti a pratiche mediche invasive sin nella pancia della madre (p.e. amniocentesi), fatti partorire in modo innaturale e traumatico e magari figli di provette diaboliche;
  • allattati come un vitello e svezzati con cibo per galline e cadaveri vari, per poi magari essere dopo nutriti con merendine, bibite, hamburger, patatine e altra spazzatura;
  • avvelenati da vaccini, antibiotici e farmaci vari sin dalla più tenera età (senza scordare quelli che la mamma gli ha passato dal sangue);
  • zittiti con idioti succhiotti (che deformano il palato) o messi su antifisiologici girelli;
  • reclusi in quelle autentiche fabbriche di stupidità che sono asili, scuole, parrocchie;
  • obbligati controvoglia ad imparare a scrivere, leggere, contare, pregare, mangiare, ubbidire;
  • lasciati a vegetare davanti a schermi virtuali di tv, computer, play station, smartphone che i loro genitori e parenti così premurosamente gli regalano (si stima che già a 10 anni hanno assorbito 10.000 ore di immagini violente);
  • esposti ad inquinanti di ogni tipo, con la loro psiche e fisiologia alterata da campi elettromagnetici artificiali;
  • c’é li ritroviamo poco dopo con denti marci, brufoli, con gli occhiali, le gambe storte, mezzi stupiditi e magari grassi od obesi, con problemi posturali, spesso pallidi e malaticci.

Ora, sono pronti a servire la mega-macchina della produzione

P.S.: Invito alle nuove generazioni, nei momenti di lucidità che vi prendono di soprassalto, decidete senza se e senza ma di riprendere in mano la vostra vita

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